Crisi in Siria: le forze messe in campo, la Sicilia fuori dalla portata dei missili siriani

Le forze del presidente Bashar Al – Assad hanno trasferito diversi missili Scud e decine di lanciatori a nord di Damasco, probabilmente per proteggerli da un attacco occidentale. La zona dei monti Qalamoun è una delle più pesantemente militarizzate della Siria e sarebbe uno dei target ad alta priorità in un eventuale attacco missilistico americano.

Ricordiamo che l’Italia non parteciperà a nessun tipo di attacco senza il mandato Onu e che tutti gli interventi fin qui ipotizzati, verrebbero condotti dal mare dagli Stati Uniti. Altro discorso è il rischieramento delle forze alleate nelle basi Nato presenti in Italia. La Sicilia comunque, non è un target. Damasco non dispone di missili in grado di colpire l’isola. Ogni vettore, proprio in questo frangente, verrebbe intercettato durante la fase del riscaldamento a terra dai satelliti spia ed anche se un missile venisse lanciato, verrebbe distrutto da un imponente sistema difensivo presente nel Mediterraneo.

Ecco le forze rischierate.

Italia

Nessuna forza messa in campo, fermo restando gli impegni con la Nato.

Stati Uniti

Schierata la Sesta Flotta oltre a cinque cacciatorpediniere classe Arleigh Burke: la Uss Barry, la Uss Mahan, la Uss Ramage e la Uss Gravely e la Uss Stout. Ogni unità trasporta 90 missili Tomahawk. Presenti almeno due sottomarini d’attacco a propulsione nucleare classe Los Angeles con 150 missili ad unità. (Non viene considerato l’effetto deterrente portato dai sottomarini balistici a propulsione nucleare classe Ohio armati con i Trident, in quanto permanentemente attivo per effetto della ‘ridondanza’ con quattro battelli sempre in missione per il globo). In rotta d’attacco nell’oceano Indiano i gruppi da battaglia delle portaerei Nimitz e Truman con stormi imbarcati composti da F-18 Super Hornet per la supremazia aerea. Presente anche un gruppo d’assalto anfibio autonomo dei Marine. Schierata la nave d’assalto anfibia Uss San Antonio con a bordo una seconda forza d’attacco dei Marine. Allertata per la supremazia aerea la base americana Daharan, in Arabia Saudita, all’interno della quale sono stati rischierati F-15, F-16 ed F-22. L’opzione di una attacco portato dai bombardieri stealth B-2 è stata scartata. Sarebbero comunque decollati dalla base americana Whiteman, nel Missouri e riforniti in volo.

Presenti in Siria in missioni ‘ombra’ reparti dei Navy Seal/Tier 1 e Delta Force supportati da un autonomo gruppo da battaglia. Ufficialmente non esiste.

Francia

Schierato nel Mediterrano il cacciatorpediniere lanciamissili Chevalier Paul mentre per la supremazia aerea è stata allertata la base Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti, dotata di caccia Rafale e Mirage. In rotta anche il gruppo da battaglia della portaerei a propulsione nucleare Charles de Gaulle equipaggiata con i Rafale. La Francia contrariamente all’Inghilterra, considera valida l’opzione militare proposta dagli Usa.

 

Inghilterra

Schierata nel mar Adriatico la portaelicotteri Illustrious e le fregate Montrose e Westminster. Nel Mediterrano in rotta d’attacco la nave d’assalto anfibia Bulwark ed un sottomarino classe Trafalgar armato di Tomahawk. Allertata per la copertura aerea la base Akrotiri, a Cipro, dotata di Efa 2000.

Nato

La base aerea turca di Incirtic è pienamente operativa.

Israele

Potenziato il confine Nord. Dall’Israel Defense Forces comunicano che le capacità aeree, sottomarine, navali, terrestri e di difesa sono pienamente operative per fronteggiare ogni scenario. Israele non parteciperà a nessun attacco, ma se colpita (così come minacciato dall’Iran in caso di intervento americano contro la Siria), risponderà valutando ogni opzione disponibile, compresa quella nucleare. Israele dispone dell’aviazione più potente nel Vicino Oriente e possiede tre (probabilmente sono quattro) sottomarini classe Dolphin armati di missili Tomahawk alcuni dei quali con testate nucleari.

Oltre alle attuali forze schierate, bisogna considerare i numerosi droni spia americani che volano sulla Siria già da alcune settimane e gli aerei radar Awacs della Nato per monitorare e mappare ogni movimento.

Dunque un accordo che verrà ufficializzato nelle prossime ore dato che è in corso la conferenza stampa nella capitale finlandese Helsinki.

Russia

In rotta verso il Mediterraneo una nave anti-sommergibile e l’incrociatore Moskva. Una scelta chiaramente politica in difesa di Damasco, anche se da Mosca hanno smentito un possibile schieramento a difesa delle coste siriane. Scontata la presenza nel Mediterraneo di uno o più sottomarini d’attacco classe Akula. In movimento altre unità (circa venti) provenienti dalle Flotte del Nord e dal Mar Nero. Da sottolineare anche la presenza in Siria della base russa di Tartus.

Siria

Le capacità aeree di Damasco non proccupano gli occidentali (attivi nel 2011 80 Mig-29). Impensieriscono invece, i circa 900 missili terra-aria Sam (di diversa tipologia) e gli oltre quattro mila cannoni di vario tipo a difesa dei punti nevralgici. Infine i missili balistici a corto raggio Scud, di fabbricazione sovietica, sono stati progettati per essere mobili quindi difficilmente rintracciabili. La Siria, grazie all’Iran ed alla Corea del Nord, avrebbe a disposizione Scud-C e Scud-D con un raggio d’azione massimo di 700 km. Gli Scud possonoimbarcare testate Nbc e nucleari.

La loro identificazione è demandata ai droni spia ed ai Navy Seal presenti Siria.

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