Criminalizzazione dell’immigrazione, fenomeno recente

Dalla valigia di cartone alla fuga di cervelli: flussi di ieri e di oggi. Il rispetto del “diverso” raccontato attraverso il linguaggio dell’immaginazione. Dall’11 al 13 settembre tre giorni di convegni sul tema del fenomeno migratorio, presso l’auditorium “Dalla Chiesa” a San Gregorio di Catania.

Le due sponde del Mediterraneo sono diventate “la terra di mezzo” dei flussi migratori. Spazi che si colmano con la speranza di un futuro migliore, come il sogno di chi tenta le traversate della morte per approdare negli avamposti di accesso all’Europa. Il racconto dei protagonisti dell’edizione di Aetnacon 2015 (11-13 settembre, San Gregorio di Catania) – convention sull’arte fantastica e la letteratura di genere promossa dall’associazione TerSicula, che quest’anno ha fornito una cornice sociale all’evento – ha toccato le corde dell’immaginario collettivo sui temi dell’immigrazione attraverso lo spazio e il tempo. 

La manifestazione organizzata in collaborazione con l’associazione Fondazione Science Fiction e patrocinata dal Comune di San Gregorio di Catania, quest’anno ha raccolto artisti, professionisti e studiosi: «La criminalizzazione dell’immigrazione irregolare è un fenomeno recente – ha sottolineato Rosario Sapienza, docente di Diritto Internazionale nell’Ateneo catanese durante il suo intervento moderato da Rossana Epaminonda – per secoli, i popoli che si affacciavano sul “Mare Nostrum” hanno goduto di una libertà di movimento maggiore di quella odierna, adesso bisogna superare il regolamento di Dublino e rivedere le regole in materia di protezione internazionale».

Ai problemi di natura economica si è aggiunta l’instabilità politica dei Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente: «Ancora oggi in Tunisia viviamo una situazione difficile – ha commentato il fumettista e illustratore Zied Mejri –  sin dall’inizio della “primavera araba” sono cambiati i governi, ma le limitazioni di libertà sono rimaste, con il mio lavoro cerco quotidianamente di superare queste barriere attraverso linguaggi contemporanei e simbolici». 

La censura è ancora presente, anche se in maniera più o meno velata, come quella che non consente nemmeno di disegnare momenti di convivialità: «Le mie pubblicazioni autoprodotte vengono distribuite per strada e su internet – ha aggiunto Mejri – gli editori e i negozi  rifiutano un lavoro semplicemente perché vengono rappresentati due amici che bevono una birra insieme. Sono consapevole che per molte donne e uomini lasciare la terra d’origine sia l’unica speranza di sopravvivenza – ha concluso – ma penso che si debba restare per cercare di cambiare le cose». 

Un dramma umano che coinvolge anche molti giovani e giovanissimi, sono numerosi infatti i casi dei minori stranieri non accompagnati che giungono sulle nostre coste: «Tra quelli che scappano da questi Paesi per arrivare da noi – ha sottolineato Rob Di Salvo, apprezzato disegnatore palermitano che collabora con Marvel e Disney – ci potrebbero essere anche talenti che noi non conosciamo solamente perché si tende a etichettare tutti allo stesso modo: clandestini, immigrati e in alcuni casi anche potenziali terroristi, ma dietro ogni persona c’è una storia a sé, oggi la tecnologia ha abbattuto le frontiere – ha concluso – nel lavoro creativo, ad esempio, l’origine territoriale non è più così importante». 

Dalla valigia di cartone alla fuga dei cervelli: storie di ordinaria emigrazione che si sono stratificate nel tempo cambiando contesto, come spiegano le testimonianze di Francesco Buttà dell’associazione “Siciliani in Patria e nel Mondo”, di Enrico Milani, storico dell’emigrazione lombarda e dello scrittore Péricles Gasparini, che sono arrivate da Magnacavallo (MN) grazie a un collegamento in videoconferenza. 

Durante la tre-giorni, che ha visto alternarsi convegni sul tema, l’attore catanese Mario Opinato è stato premiato alla carriera dall’assessore alla Cultura del Comune di San Gregorio di Catania Loredana Nicotra alla presenza di Rosario Tomarchio, presidente di TerSicula e degli scrittori Claudio Chillemi e Enrico Di Stefano della Fondazione SF, mentre dalla platea sono arrivate le domande sul suo ultimo film “2047 Sights of Death”, che rappresenta uno dei pochi casi di produzione fantascientifica italiana. 

 

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