Il Covid-19 uccide Luis Sepúlveda. Globus Magazine ricorda lo scrittore cileno.

Il Coronavirus uccide lo scrittore cileno, già positivo al test insieme alla moglie, la poetessa Carmen Yáñez. Noi di Globus Magazine lo ricordiamo con tanto affetto.15235817_984368151674917_8716656528561370918_o

Dopo aver contratto il virus, l’autore di “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, ricoverato da fine febbraio in ospedale ad Oviedo, non è riuscito a vincere la guerra contro questo maledetto nemico invisibile.
L’infezione lo ha portato via, lasciandolo vivo nei ricordi di chi lo ha amato come uomo, scrittore, giornalista, scenografo, regista.
Luis SepúlvedaNoi di Globus Magazine lo ricordiamo con sincero affetto.
Conosciuto durante la prima edizione 2014 del Taobuk Award for Literary Excellence, evento diretto da Antonella Ferrara, in cui Luis fu premiato insieme al presidente del Senato Pietro Grasso e a Nicola Piovani, e piacevolmente riscoperto nel 2016 a Catania al Teatro Sangiorgi a “Paesaggi di mare” per l’anteprima nazionale del romanzo “La fine della storia” in cui ricevette il “Premio Sicilia”, ha lasciato una profonda tristezza.
I Colori della Sicilia, la storia dell’isola intrisa di dominazioni, lo spirito dei suoi abitanti, i sapori delle tradizioni, in qualche modo riportavano alla sua mente la sua terra natia.
Lo scrittore cileno naturalizzato francese, ci lascia un profondo vuoto che sembra intensificato dalla profonda angoscia causata dai decessi portati dal Covid-19. Un virus che non sta risparmiando nessuno, giovani, adulti, anziani, un anno il 2020 all’insegna della crisi sociale, economica e sanitaria.
15250727_984368301674902_6842301864059387639_oProprio lui, Luis, un attivista da sempre, non potrà testimoniare questo periodo storico, lui stesso vittima di una guerra non dichiarata ufficialmente. L’intensità della sua narrazione era al contempo stesso leggera, tante le sue opere lette da ogni fascia di età, autore premiato e riconosciuto da tutti i livelli artistici.
Sepulveda poneva l’accento dei sui scritti sui valori universali: l’amicizia, l’onestà, l’amore e il rispetto per la natura. Sempre dedito ed attento ai problemi sociali, politici, ed etici è riuscito ad arrivare con la sua lealtà narrativa al cuore anche dei lettori più piccini. I suoi libri tradotti in cinquantacinque lingue, hanno messo in risalto con semplicità le bellezze naturali avvolte dalla miseria dei nostri secoli.
Lo scrittore cileno nato il 5 Ottobre 1945, autore anche di diverse favole per bambini, in un intervista rilasciata durante il Salone Internazionale del Libro di Torino del 2019, disse con naturalezza ai suoi piccoli lettori: “arriva un giorno di dire addio alla vita, è il ciclo della vita che sempre si ripete”, il Covid-19 ha chiuso il ciclo della sua vita, senza potergli dare il tempo di poterne scrivere una storia.
Lo scrittore perseguitato in gioventù dal regime di Pinochet, visse sulla sua pelle le torture della dittatura, che lo resero prigioniero nel corpo ma non nella mente, riuscendo così, anche grazie all’aiuto di Amnesty International, ad ottenere la libertà, che gli permise di riprendere piano piano il suo fervore di drammaturgo.
La notizia della sua morte sta facendo il giro del mondo. La letteratura lo ha reso immortale, nobile, Sepulveda che voleva occupare un piccolo posto nel labirinto della storia, è riuscito con la sua intensità descrittiva ed il suo impegno politico a restare immortale nel tempo.
L’attivista narratore di fama internazionale diceva: “Vola solo chi osa farlo”, all’età di 70 anni è volato via, ma non lontano dagli eterni ricordi, e noi della famiglia di Globus lo ricordiamo con profondo affetto.

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