Coronavirus, l’inquinamento atmosferico si riduce significativamente

La pandemia da Coronavirus, oltre ad aver “paralizzato” il mondo intero in termini di commercio e quindi di economia, ha anche contribuito alla riduzione dell’inquinamento grazie al traffico di automobili e mezzi pubblici quasi azzerato.

diossido-di-azoto-nord-Italia

Nonostante le severe misure di contenimento che stanno adottando tutti i Paesi del mondo, si hanno dei dati abbastanza incoraggianti. A Wuhan, prima città al mondo colpita dal Coronavirus, si è potuto constatare un grande cambiamento che riguarda l’ambiente. Infatti, essa, che è stata chiamata “città fantasma” all’inizio dell’epidemia, è tornata a “respirare” per via della riduzione di emissioni di gas inquinanti nell’aria, ovvero NO2 (diossido di azoto, irritante gas tossico di colore giallo-rosso, dall’odore pungente), il quale varia soprattutto in base ai cambiamenti meteorologici. La nube di smog che la avvolgeva è quasi scomparsa!

Il satellite Copernicus Sentinel-5P ha fornito una mappa dell’inquinamento atmosferico, non solo della Cina ma anche dell’Europa. Gli scienziati hanno dunque rivelato un calo dell’inquinamento nelle città europee come Madrid, Milano e Parigi.

Il program manager del Programma Copernicus, Claus Zehner, ha dichiarato: «Anche se potrebbero esserci lievi variazioni nei dati, dovute alla copertura nuvolosa e al cambiamento meteorologico, siamo molto fiduciosi che la riduzione delle emissioni che possiamo vedere, coincida con il blocco in Italia che causa meno traffico e attività industriali.»

La SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale) mostra delle pubblicazioni scientifiche in cui i casi di infezione virale con le concentrazioni di particolato atmosferico potrebbero essere correlate alla diffusione del virus, poiché quest’ultimo potrebbe “trasportarlo”. Non si tratta però di un documento scientifico ufficiale, ma di considerazioni basate sulla letteratura scientifica relativa ad altri virus, dunque non vi sono ancora comprovati studi al riguardo.

A rivelarci i cali di smog, sono le immagini satellitari della NASA (National Aeronautics and Space Administration) e dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea). Secondo la Columbia University, il monossido di carbonio emesse dalle automobili, è diminuito del 50% e mediamente del 35% su scala globale, quindi un dato abbastanza significativo. Ovviamente si tratta di dati temporanei, perché al rilancio dell’economia mondiale, tutto tornerà come prima.

In Italia, con le restrizioni imposte dalle regioni Lombardia e Veneto, i valori sono compresi tra 26-40 microgrammi/metro cubo (a febbraio)10-25 microgrammi/metro cubo (a marzo), con una riduzione del 50%.

Si stima che in Italia vengano emesse circa 2 milioni di tonnellate all’anno di ossidi di azoto, ragion per cui la riduzione del traffico ha portato al calo in atmosfera dei medesimi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *