CORONAVIRUS E IL BAR. Francesca: i numeri di un anno che si prospetta nero

Giampiero Francesca, esperto e punto di riferimento del settore ha condotto questa inedita indagine. Ecco i numeri della prima indagine sul mondo dei cocktailbar italiani di fronte alla crisi Coronavirus (dagli hotel bar ai bar di ristoranti, ai bistrot e speakeasy), comparto fondamentale del settore turismo e ospitalità del nostro Paese. drink OLD FASHIONED by Andrea Di Lorenzo e Alberto Blasetti

(credito: Blasetti/Di Lorenzo)

In tempi di Coronavirus la Guida BlueBlazeR ai Migliori Cocktail Bar d’Italia, app gratuita scaricabile al link www.blueblazer.it/app, ha compiuto la prima indagine sulla situazione dei cocktail bar italiani correlata alla percezione del danno economico per la diffusione del Covid-19, per illustrare il drammatico quadro della situazione.

La Guida BlueBlazeR ha sottoposto, ai locali presenti nell’edizione 2020, un questionario per fotografare l’attuale condizione del settore, stimarne le prospettive economiche e proporre possibili soluzioni, con un tasso di risposta dell’82,4%.
Un’indagine ancor più innovativa, in quanto prima ricerca quantitativa specifica per il settore del cocktail bar, che includono cocktail bar, bistrot – restaurant, hotel bar e speakeasy, finora scarsamente rappresentato, in quanto considerato parte di macrocategorie nelle indagini statistiche precedenti. logo Guida BlueBlazeR

 La prima indagine sui cocktail bar italiani di fronte alla crisi Coronavirus – realizzata dalla Guida BlueBlazeR – rivela che più della metà dei cocktail bar italiani prevede una perdita superiore al 50% del proprio fatturato nel 2020.

Il dato più incontrovertibile mostra quanto l’emergenza del coronavirus pesi già adesso sul settore del cocktail bar, avendo la quasi totalità degli intervistati (99%) registrato segnali di crisi.
In particolare, a preoccupare manager e proprietari sono, nell’ordine: canone di affitto delle strutture (70% degli intervistati); retribuzione del personale (67%); gestione dei fornitori (51%); oneri relativi a finanziamenti e mutui (45%).

Passando alle previsioni per l’andamento del settore per l’intero 2020, il 56% degli intervistati ritiene che subirà un calo superiore al 50% del proprio fatturato.
In particolare, il 23% delle persone interrogate, prevede di subire un danno superiore all’80% del proprio fatturato.

Dal punto di vista di tipologia di bar, il 79% degli hotel bar stima un calo del proprio fatturato superiore al 50% (in particolare, il 32% superiore all’80%), mentre, il 77% dei cocktail bar prevede un calo compreso tra il 21% e l’80% (in particolare, il 48% limita la propria previsione di perdita tra il 21% e il 50%).

Più in generale, il settore appare meno dipendente dal mancato afflusso turistico.
Covid e Turismo

Il 56% degli intervistati, infatti, quantifica l’apporto turistico al proprio fatturato, inferiore al 50%.

L’ultimo quesito dell’indagine chiedeva, attraverso una domanda aperta, quali possano essere gli interventi necessari per arginare la crisi.
La quasi totalità dei manager e proprietari dei bar troverebbe necessario un deciso alleggerimento della pressione fiscale e un immediato accesso agevolato alla liquidità, premiando in particolare le società più virtuose o quelle che siano in grado di garantire la piena occupazione. Una delle proposte più condivise concerne la possibilità di favorire la produzione di distillati, vini, liquori e birre artigianali italiane, attraverso forme di riduzione delle imposte indirette.
Un’altra delle risposte più frequenti, riguarda, infine, il riordino della regolamentazione del settore, anche atto ad arginare il lavoro sommerso.

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