Convegno di medicina perinatale a Catania tra diagnostica e parto con focus sulla placenta, “scatola nera” della gravidanza

Presenti relatori dai centri di eccellenza internazionali

Ritorna a Catania il XVI congresso della Società Italiana di Medicina Perinatale (SIMP), dal titolo “I volti della nascita”, organizzato dal prof. Giuseppe Ettore, direttore del Dipartimento materno infantile dell’Arnas “Garibaldi”, trattando arie tematiche della scienza perinatale, orientando la riflessione e il confronto dei partecipanti su problematiche che possono sviluppare percorsi formativi professionali inerenti la salute della madre, del feto, del neonato. Sono stati privilegiati gli ambiti culturali dell’assistenza, della formazione e della ricerca.

L’obiettivo è migliorare l’assistenza medica e ostetrica in sala parto. La nascita, infatti, rappresenta un momento fondamentale di estrema importanza per il futuro di un individuo.

Occorre prevenire tutte le possibili complicanze inerenti al parto in cui la vita della madre e del feto vanno incontro a pericoli che con una buona assistenza possono essere risolti; ed è necessaria la rivisitazione delle problematiche più complesse e l’elaborazione di metodiche condivise che andranno a costituire la base sostanziale di future linee guida e attuare percorsi assistenziali per tutelare il benessere psicofisico.

Come anticipa lo stesso prof. Ettore “l’incontro ha cercato di analizzare a che punto siamo nel disegnare ed attuare percorsi assistenziali per tutelare il benessere psicofisico della gravidanza e della nascita. Politici, amministratori, professionisti e rappresentanti dei cittadini si sono confrontati nella tavola rotonda conclusiva. L’obiettivo e l’augurio della Simp è promuovere in tutti i soci e in tutti gli operatori dell’area materno-infantile valori, idee e cultura per la tutela della nascita attraverso lo sviluppo di azioni etiche, assistenziali, scientifiche e politiche”.

Il programma dei lavori elaborato con il presidente nazionale Simp, prof. Gianpaolo Donzelli ordinario di neonatologia all’Ospedale Meyer di Firenze, ha previsto tre corsi di formazione inerenti il rischio in sala parto, tema oggi molto dibattuto e correlato ai livelli organizzativi del punto nascita e del team di assistenza; la diagnostica prenatale delle malformazioni congenite e la gestione dopo la nascita con particolare attenzione alla componente neonatologica, chirurgica pediatrica e inoltre gli screening del primo trimestre di gravidanza, tema sempre più attuale per l’evoluzione dei test e la possibilità di effettuare la diagnosi cromosomica attraverso la ricerca delle cellule fetali nel sangue materno.

Il prof. Vito Leanza, responsabile dell’unità operativa di uro-ginecologia dell’Ospedale S. Bambino, ha ribadito l’importanza dell’organizzazione in sala parto nella prevenzione delle complicanze ostetriche e fa notare “Oltre che la responsabilità organizzativa, va considerata la responsabilità del team e quella individuale di ogni singolo professionista. Occorre evitare che il rischio diventi danno, con ripercussioni immediate e a distanza e con implicazioni medico-legali”.

Focus su parto cesareo, solo nei casi di necessità, e alto livello di attenzione alla placenta sia durante la gravidanza, sia dopo il parto, presentando tutte le alterazioni del decorso e dell’esito della gravidanza stessa; anatomopatologi, ginecologi, neonatologi e medici legali hanno affrontato nell’insieme l’impatto delle patologie placentari nella coppia e sul piano della responsabilità professionale.

In tutti i Paesi industrializzati, in particolare in Italia e in Sicilia, si è avuto un aumento non giustificato del parto cesareo (nella nostra isola il tasso è superiore al 50%) e sono in aumento le gravidanze con impianto cervicale, quelle con impianto su una pregressa cicatrice da parto cesareo, nonché i casi di placenta accreta, con ricadute cliniche rilevanti: emorragie, rottura d’utero, necessità di interventi demolitori e mortalità materna. La placenta oltre che a collegare gestante e feto, fornisce notizie preziosissime sull’andamento della gestazione. Accertamenti fondamentali per monitorare la gravidanza sono l’ecografia e l’ecocolordoppler che riescono a mettere in risalto i disturbi che si formano intorno alla 25.ma settimana o nei primi giorni del neonato: la placenta, denominata dagli specialisti “scatola nera” dovrebbe essere conservata per due o più giorni. Particolare interesse ha suscitato durante il congresso l’argomento relativo alle responsabilità del team e Rosaria Taverna, coordinatrice del Corso di Laurea in Ostetricia, osserva “Chi fa parte del team  non deve andare oltre le proprie competenze e nel momento del rischio occorre lavoro interdisciplinare del team importante è la prevenzione e il confronto”. È stata analizzata la diagnostica del prodotto di concepimento, gli screening del primo trimestre di gravidanza. In conclusione una tavola rotonda su “la nascita in Italia tra esiti, appropriatezza, sostenibilità e responsabilità” e l’approfondimento del progetto “Parole in grembo, la vita ti ascolta” a cura dell’assessorato alla Salute in sinergia con l’Agoi, che ha approfondito come l’influsso della voce materna e dei gesti del padre sul nascituro influiscono sul bimbo in grembo. La presenza di relatori, provenienti dai centri di eccellenza internazionali di Francia, Israele e Olanda, oltre a testimoniare gli stretti legami della medicina perinatale italiana con altre realtà straniere, garantiscono una pluralità di contributi culturali di notevole spessore.

La cerimonia inaugurale si è svolta al Castello Ursino alla presenza dell’assessore alle pari opportunità Valentina Scialfa, del rettore prof. Giacomo Pignataro, del presidente della Scuola di medicina prof. Francesco Basile, del presidente dell’ordine dei medici di Catania prof. Massimo Buscema e del presidente della VI Commissione Ars Giuseppe Di Giacomo.

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