Consegnato al vice questore Manfredi Borsellino il Premio Internazionale Livatino Saetta Costa

Manfredi Borsellino: uno straordinario esempio di lotta alla mafia.

Era uno studente universitario Manfredi Borsellino quando l’auto su cui viaggiava il padre Paolo esplose nella strage di Via D’Amelio. Oggi, dopo tredici anni, quello studente è il vice questore aggiunto della Polizia, a capo del commissariato di Cefalù, ed è a lui che il Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa, nelle persone del presidente prof. Attilio Cavallaro, e dei presidenti onorari, avv. Corrado Labisi e prof.ssa Rosario Livatino, ha consegnato qualche giorno fa il prestigioso Premio Internazionale Livatino Saetta Costa.

Un premio che celebra il ricordo di tre magistrati vittime di mafia, Antonino Saetta, Rosario Livatino e Gaetano Costa, e di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita in difesa della legalità – con una sezione speciale in memoria della nobildonna prof.ssa Antonietta Labisi, antesignana della lotta alla mafia – riconoscimento all’impegno sociale, alla difesa della legalità, del rispetto delle regole, della divulgazione di un’informazione libera e corretta.

Per le alte doti morali e umane del vice questore Manfredi Borsellino, ma anche per onorare la memoria del magistrato Paolo Borsellino: una consegna, la pergamena, che stabilisce dunque idealmente una continuità tra passato e presente.

Manfredi Borsellino – spiega il presidente del Comitato Attilio Cavallaroè una persona dalle alti doti morali, che ha molto apprezzato il lavoro svolto dal Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa in questi ventuno anni di attività.”

Anni intensi, durante i quali è stato organizzato un tour della legalità nelle scuole di Catania e provincia, coinvolgendo solo nell’anno scolastico 2014/15, oltre 8.000 studenti. Sono inoltre stati premiati illustri personaggi impegnati nel sociale e a difesa della legalità: da Angiolo Pellegrini, generale dell’Arma dei Carabinieri, comandante della sezione antimafia di Palermo dal 1981 al 1985, uomo di fiducia del pool e più stretto collaboratore di Giovanni Falcone; a Nicola Gratteri, magistrato e saggista italiano, dal 2009 Procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Reggio Calabria; a Salvo Scalia, Procuratore Generale della Repubblica presso il Tribunale di Catania. 

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