Confesercenti: incontro con il consigliere economico commerciale dell’ambasciata Repubblica di Bulgaria

Il presidente Miceli: “Lavoreremo per una collaborazione  progettuale”.

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La parola d’ordine per la nuova Confesercenti dell’area metropolitana di Catania è “Internazionalizzazione”, sfruttando al meglio le competenze e le opportunità. L’esigenza di far crescere le imprese aprendo a nuove prospettive è stata sottolineata all’incontro presieduto dall’imprenditore Claudio Miceli nel corso della visita di Andriyana Koleva, consigliere economico commerciale dell’ambasciata Repubblica di Bulgaria in Italia. Una visita informale servita a gettare le basi per futuri progetti e partnership che possano vedere insieme imprese siciliane e bulgare.

“Costruiremo un percorso per lanciare una collaborazione progettuale – ha esordito il presidente Miceli – programmeremo una visita a Sofia per interfacciarsi direttamente al mercato”. “Della Sicilia mi piacciono molto le persone, positive e cariche di energia, – ha commentato la rappresentante bulgara –  e le tante eccellenze che il territorio esprime dal punto di vista storico-monumentale ed eno-gastronomico. Talmente bella che immagino subito dei  collegamenti turistici”. 

La Bulgaria, annessa all’UE nel 2007, è un Paese in grande via di sviluppo da un punto di vista economico,  soprattutto nei settori delle energie rinnovabili, nell’agroalimentare, nella chimica, nel digitale, inserita nella classifica TOP20 delle nazioni per velocità di internet. Sta investendo molto, inoltre, sulle infrastrutture e sulla logistica.

“Rispetto ad altri mercati esteri, quello bulgaro è ancora poco sperimentato dai nostri imprenditori”, ha sottolineato Miceli, dall’altra “il tessuto imprenditoriale bulgaro – ha aggiunto la rappresentante dell’Ambasciata bulgara – ha tutto l’interesse ad aprire dei corridori con le aziende italiane e creare delle stabili partnership”.

La rappresentante in Italia della Bulgaria ha ricordato come il Governo abbia predisposto strumenti legislativi e fiscali per agevolare gli scambi con i Paesi  Esteri, non solo nei settori più tradizionali come Trasporti, Turismo ed Import-Export, ma allargando il ventaglio delle opportunità all’ecologia, alla sostenibilità  ambientale.  Grazie ad una rete internet potente e capillare, al basso costo dell’elettricità e alla presenza di molti programmatori talentuosi e a buon mercato, infatti, il Paese può diventare molto appetibile per startup e aziende consolidate che intendono  sfruttare i propri risparmi e diversificare il portafoglio. Non è dunque casuale che il suo Governo stia provando ad incentivare con determinate agevolazioni fiscali il lancio di certi settori economici ed il consolidamento di alcuni mercati nascenti potenzialmente molto floridi.

Alla riunione hanno partecipato il direttore Francesco Costantino e i vice presidenti Felice Nania, Francesco Musumeci e Rosario Barbagallo.

Per il Vicepresidente Vicario Nania, “Catania, può rappresentare una pista di decollo per il numero e la varietà  di aziende presenti”. Dall’agroalimentare al turismo, sono tutti ambiti nei quali le aziende nostrane, la Confesercenti  dell’area etnea ne conta oltre 2600, presentano una struttura consolidata sia a livello artigianale che industriale”.

“Siamo un gruppo dirigente nuovo – ha sottolineato il direttore Costantino – l’apertura a nuove realtà che possono rendere le nostre aziende più performanti e competitive è per noi una priorità, così come lo è  puntare sull’E-commerce e sulle piattaforme globali. Non c’è dubbio – aggiunge – che da un lato le nostre aziende potrebbero avere la possibilità di verificare una serie di agevolazioni che incidono innanzitutto sulla commercializzazione, ma la Bulgaria ha interesse a creare un tessuto imprenditoriale che esprima know-how e materie prime di  eccellenza che poche aziende come quelle italiane sono in grado di dare, e quindi creare le condizioni, in termini di vantaggi fiscali e abbattimento del costo lavoro, perché le imprese puntino sulla produzione, generando a propria volta occupazione”. “Guardiamo alle piccole e medie imprese – ha sottolineato  la consigliera dell’Ambasciata – perchè meglio delle grandi possono entrare più capillarmente sul territorio”. 

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