Conclusi gli spot contro l’accesso inconsapevole al web e l’uso di sostanze psicoattive recuperate in rete

Progetto Social Video Spot Award coinvolti 120 studenti tra attori, registi, sceneggiatori, truccatori e costumisti

L_accesso_ad_Internet_in_Europa

Catania, 12 novembre 2019 – Conclusa la fase operativa della realizzazione di 10 spot che parlano agli adolescenti e affrontano il tema del disagio giovanile e delle dipendenze, con l’obiettivo di sensibilizzare ad un uso critico, controllato e responsabile del web, evitando l’accesso a siti pericolosi, dove è possibile reperire sostanze psicoattive, il progetto Social Viral Spot Award entra nella sua terza fase, quella più delicata: trasformare i video realizzati dai ragazzi dell’istituto Fermi- Eredia di Catania in messaggi “virali” in rete.

“Obiettivo degli spot è immettere nel circuito di internet un messaggio positivo che arrivi con lo stesso linguaggio, con la stessa forza, con le stesse caratteristiche che hanno quelli negativi da cui i giovani ne restano attratti e condizionati – spiega Gabriele Spina, psicologo del Consorzio Il Nodo, responsabile del progetto – un po’ come accade con i farmaci antivirali che agiscono sulla replicazione del genoma virale, salvo poi combatterlo dall’interno della cellula”.

Rendere virale un messaggio attraverso i social network, Facebook, Instagram o You tube, con qualsiasi tipo di contenuto, dalle immagini e testi ai file video e audio, significa aumentarne la diffusione e la popolarità. Gli elementi fondamentali sono la brevità, il titolo efficace che sia in grado di catturare l’attenzione e sorprendere l’utente. “Il contenuto deve essere indubbiamente rilevante e interessante, di qualità e di impatto, e deve stimolare la condivisione – spiega Spina– L’effetto choc, è fondamentale per liberare taboo, frustrazioni e paure. I contenuti in grado di provocare emozioni forti, come felicità o tristezza, sono vantaggiosi rispetto a contenuti piatti, i quali tendono a non essere condivisi”.

Il team di psicologi, pedagogisti, registi e drammaturghi che hanno dato vita a veri e propri laboratori di videomaker con il coinvolgendo 120 studenti selezionati tra gli oltre 600 alunni delle classi III e IV dell’IIS Fermi –Eredia hanno lavorato per un intero anno all’individuazione dei meccanismi di “appetibilità” che influenzano i gusti dei giovani ‘nativi digitali’ con lo scopo di mettere a fuoco stili e tecniche in grado di rendere virali comunicazioni, cortometraggi, spot e video.

“Quello che abbiamo fatto è sommare i tanti input che sono arrivati dai ragazzi– sottolinea lo psicologo – e trasformarli in una sintesi delle tante possibilità della viralità. Partendo da una idea di impatto probabilmente drammatica sono stati creati format che si sono sviluppati attraverso i temi dello sport, il ballo, la musica, ma anche la demenzialità e la comicità”.

“Subito dopo, sono state avviate le riprese dei video con i ragazzi protagonisti di un processo di formazione di elaborazione di un’idea che prendeva forma piano piano – prosegue Spina – spostando il punto di osservazione dal semplice fruitore di contenuti a quello di formatore e portatore di un messaggio positivo ai coetanei: gli studenti che hanno scelto di entrare nel team sono stati attori, costumisti, scenografi, aiuto registi. Per loro, indubbiamente un’esperienza entusiasmante”. I video hanno ciascuno una durata di 50 secondi.

I laboratori si sono svolti durante il precedente anno scolastico con incontri tenuti sia all’interno dei plessi dell’istituto scolastico sia in esterno, dove sono state girate molte riprese. “Con una ventina di ragazzi – racconta Gabriele Spina – abbiamo condiviso anche una vacanza di tre giorni in un villaggio turistico in Calabria, girando molte riprese al mare”.

Dallʼuscita del promo pagina Facebook (@socialviralspotaward) sono stati raggiunti quasi 300 mila utenti, 16 mila interazioni e 50 mila visualizzazioni; dallʼuscita del promo sulla pagina Instagram (social viral spot award) sono stati raggiunti altrettanti 300 mila utenti con 80 mila visualizzazioni e 5 mila like. Gli utenti vanno dai 13 anni ai 30, e sono prevalentemente maschi.

Il progetto Social Viral Spot Award è finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Dipartimento Politiche Antidroga e implementato dal Consorzio Il Nodo.

Lo staff è composto dal responsabile del progetto Gabriele Spina, psicologo del Consorzio Il Nodo, Andrea Tringali, coordinatore, il regista Mauro Maugeri, il direttore della fotografia Premananda Franceschini, il drammaturgo Orazio Condorelli, Leandro Blancato consulente per le musiche, Valentina Astorina, consulente social media strategy.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *