Compagnia Kaos presenta “Andersen 2014: Fiabe che non sono Favole”

Compagnia Kaos, con la collaborazione di Teatro Metastasio Stabile della Toscana e con il patrocinio dell’Ambasciata di Danimarca, presenta “Andersen 2014: Fiabe che non sono Favole”. Venerdì 7 marzo e sabato 8 alle ore 21:00 e domenica 9 alle ore 16:00

C’erano una volta le fiabe.

Piccoli e poetici specchi della società che allietavano i lettori e gli ascoltatori. Oggi basta sfogliare la realtà per scoprire che le fiabe sono ovunque. Tra violenza, crudeltà e poesia “Quali sono le nostre fiabe oggi?”

Leggende Metropolitane, fiabe crudeli, filastrocche e ninnananne. Le fiabe rimangono oggi il nostro patrimonio comunicativo più antico e non sono solo favole… Usiamole come metafora del presente, lasciamo loro il compito di parafrasare la realtà.

Il “brutto anatroccolo”, “Le scarpette rosse”, “La piccola fiammiferaia”, “I vestiti nuovi dell’Imperatore”,”Il soldatino di Stagno”, “La sirenetta”, “Il Burattinaio”, “L’ombra”… Tramandate di generazione in generazione, le fiabe di Hans Christian Andersen sono storie vere e inventate di uomini, cose e animali, che hanno un’impronta indefinibile di ironia e ingenua finezza popolana. Un mondo spesso spietato, a volte generoso che esprime le paure, le speranze, le difficoltà della vita. Cosa ci lasciano queste fiabe e perché non riusciamo a scordarle?

Tra critica e fascinazione, tra politica e fantasia, ANDERSEN 2014 ruota intorno al racconto d’infanzia e l’impatto duro e crudo dell’era contemporanea, della realtà italiana che offusca la creatività e l’immaginazione. ANDERSEN 2014 è prima di tutto un viaggio all’interno di un mondo, il nostro, quello dei sempre più poveri e dei sempre più ricchi, quello del materialismo e della televisione che annienta gli ideali, la conoscenza e il libero pensiero. 

La scelta della Compagnia KAOS cade su Andersen, poeta danese che ci ha donato un tipo di fiaba utile alla formazione della mente, di una mente aperta in tutte le direzioni: una leva fondamentale per l’educazione dell’uomo, che non è solo un esecutore ordinato e limitato, un consumatore facilmente plasmabile, un subalterno.

Le fiabe di Andersen sono storie inventate, basate sulla fantasia dell’autore e soprattutto basate sulla realtà sociale del suo tempo. Eppure queste storie non son cambiate. Chi è oggi il piccolo anatroccolo o la piccola fiammiferaia?

Mescolando linguaggi diversi, suoni, suggestioni e silenzi, con la musica originale di Teho Teardo, i temi fondamentali della fiaba emergono – la vita, la morte, la rinascita, la diversità, l’apparenza e il potere – e i personaggi come ombre escono dal libro per calarsi nella realtà contraddittoria di oggi, come dei fantasmi persi e in cerca di verità. Dal mito al consumismo, dagli eroi alla perdita d’identità.

La stampa:

Andersen. Fiabe che non sono favole rilegge l’opera di Hans Christian Andersen con occhio lucido ma non meno poetico, recuperando la morale che lo scrittore danese amava nascondere dietro le narrazioni popolate di indimenticabili personaggi di fantasia. Col tempo un romanticismo perbenista ha depurato le fiabe dei tratti più crudi. (Natalia di Stefano, Corriere della Sera)

ideazione e regia EMANUELA PONZANO
testi tratti dalle fiabe di Hans Christian Andersen
di Serena Grandicelli, Matteo Festa
linea drammaturgica di Emanuela Ponzano 

con Giacinto Palmarini
e con Andreapietro Anselmi, Ismaila Mbaye,
Emanuela Ponzano, Yamila Suarez, Alioscia Viccaro

musiche Teho Teardo
disegno luci Cesare Lavezzoli
scene Paki Meduri
costruzione scene Claudio Petrucci
costumi Marco Calandra

assistente alla regia Veronica Renda
marionetta Antonia D’Amore
riallestimento spettacolo sostenuto da Carrozzerie n.o.t

tecnico luci/fonica Samuele Ravenna
fotografie di scena Sefora delli Rocioli Paolo Soriani
residenze Teatro Potlach e Teatrolospazio

 

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