Come evitare la “medicina difensiva”nel pieno rispetto del diritto del malato

Nell’area chirurgica sono molti i medici e gli altri operatori sanitari con l’incubo di una denunzia che nella maggior parte dei casi risulta ingiustificata e dannosa per lo stesso paziente.

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L’impressionante sequenza di denunzie nei confronti dei medici - per sospetti casi di responsabilità nel trattamento di questo o quell’ammalato – sta comportando non solo devastanti ripercussioni sul generico rapporto tra medico e paziente ma anche e soprattutto una serie di atti giudiziari che in grande maggioranza si risolvono con verdetti assolutori per i professionisti ma che, in ogni caso, finiscono con il ledere in maniera grave la dignità professionale di questi ultimi.

Donde due fenomeni che stanno via via sempre più dando luogo a due tipi di reazione: da un lato la cosiddetta “medicina difensiva” che induce una gran parte degli specialisti a vivere con estrema ansia l’intervento terapeutico al punto da rinunziare aprioristicamente all’intervento particolarmente difficile e evitare , lo stress e tutte le conseguenze infamanti di un contenzioso giudiziario che-al di là della sentenza (in gran parte assolutoria)pregiudica la onorabilità lasciando pur sempre vivi i sospetti del caso.

Una tale difesa, per altro, induce i professionisti a abbondare aprioristicamente negli accertamenti diagnostici ivi compresi quelli molto costosi: una cautela questa che comporta un vertiginoso aumento della spesa sanitaria. E ancora:tocca agli stessi medici provvedere a assicurare la propria professione attraverso cifre da capogiro mentre continuano a fiorire in tutte le città compresa Catania vere e proprie organizzazioni a sfondo medico-legale pronte a stabilire i contenziosi tra medico (o struttura sanitaria) e il paziente che deve attendere anni e anni nell’attesa di un verdetto che nella maggior parte dei casi.

ANGELOLa materia come si vede è delicata e pressante e per tale motivo essa è stata finalmente analizzata e potenzialmente posta in essere dalla Camera dei deputati attraverso un’approvazione già avvenuta che prelude adesso all’esame e alla ratifica da parte del senato. Relatore della Legge in Parlamento è stato l’on. Ludovico Gelli  e è tale parlamentare a aver illustrato a Catania i punti più importanti del provvedimento che, lungi dal voler disconoscere o ridurre il diritto dei cittadini dinanzi a veri casi di malasanità,intende assicurare un equilibrio tra la tutela dei medici (che hanno il sacrosanto diritto di svolgere il proprio conto in serenità) e il diritto-altrettanto inconfutabile- dei cittadini a ricevere tutte le cure appropriate.

E sono queste in sintesi i punti-chiave della Legge.

Primo:ogni ospedale così come ogni altro luogo di cura sia pubblica che privata deve dotarsi di una polizza assicurativa a favore di terzi per eventuali danni cagionati dal personale a qualunque titolo operante nella struttura.

Inoltre:viene introdotto nel codice penale il nuovo articolo 590 ter sulla responsabilità colposa per morte o per lesioni personali in ambito sanitario.

Si stabilisce in particolare modo che l’esercente la professione sanitaria -e cioè il medico o l’infermiere che nello svolgimento della propria attività cagiona a causa d’imperizia la morte o la lesione personale del malato risponde dei reati di omicidio colposo o di lesioni personali colpose solo in caso d’imputazione questa che viene esclusa quando dai rilevamenti risulta l’avvenuto rispetto delle corrette pratiche clinico-assistenziale e le raccomandazioni previste dalle linee-guida.

download (3)E ancora:l’ospedale o la clinica privata dovrà rispondere in sede civile delle condotte dolose o colpose del medico anche se quest’ultimo è stato scelto dal paziente anche se si tratta di intramoenia; allo stesso tempo il medico deve rispondere anche in sede civile.

Altri punti importanti:l’obbligo del tentativo di conciliazione per il risarcimento del danno nonché la possibilità che deriva al paziente danneggiato per un’azione diretta nei confronti dell’assicurazione e inoltre la possibilità che deriva alle strutture sanitarie di rivalersi sul medico in caso di dolo o colpa grave di quest’ultimo.

Infine:prevista la creazione sia di un fondo di garanzia per i danni derivanti da responsabilità sanitaria come anche di uno sportello di difesa e di un osservatorio nazionale.

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