Clooney, Guerritore, Negramaro e Mannoia insieme per il Darfur

 I quattro testimonial d’eccezione protagonisti di un video che racconta il dramma delle popolazioni colpite da fame, malattia e bombardamenti.
L’appello a fare presto e a non ignorare quanto sta avvenendo

ROMA – Parte una nuova campagna per il Darfur con testimonial d’eccezione come George Clooney, Monica Guerritore, Fiorella Mannoia e Negramaro. A distanza di dieci anni dall’inizio del conflitto in Darfur, che ha lasciato sul campo 300mila morti e oltre due milioni di sfollati, la situazione nella regione rimane di grande instabilità, in quella che è stata definita la crisi umanitaria più dimenticata del mondo. Questo è quanto emerso dalla presentazione del Rapporto ‘Sudan, Darfur. Dieci anni di crisi’, redatto dall’associazione per i diritti umani Italians for Darfur Onlus.

Clooney, Guerritore, Mannoia e Negramaro sono protagonisti di un video con foto, musica e parole che raccontano il dramma delle popolazioni del Sudan colpite da fame, malattia e bombardamenti accompagnati dal ritmo incalzante di ‘Giù le mani dagli occhi‘, uno dei più importanti pezzi della band pugliese. Giuliano, Andrea e gli altri Negramaro nel filmato sono seduti in semicerchio davanti a una tv non sintonizzata con gli occhi ‘bendati’ da mani anonime. Spetta a Clooney, Guerritore e Mannoia rilanciare l’appello a fare presto, a non ignorare quanto sta avvenendo in Sudan dove, nonostante la presenza di una missione di peacekeeping, continuano a susseguirsi gli scontri e sono riprese le violenze contro la popolazione civile.

Il video è firmato da Vittorio Ferrara, tv producer e regista, il quale ha saputo concentrare in poco più di un minuto l’essenza di questa crisi. La presentazione ufficiale, contestuale alla conferenza per il decennale dell’inizio del conflitto, che si avvale del Patrocinio del Senato della Repubblica, si è svolta nella biblioteca ‘Giovanni Spadolini’ di Roma. La campagna Darfur 10 ha il sostegno della rete delle Giornaliste indipendenti libere e autonome (GiUliA) e di Articolo 21. (Fonte: Adnkronos)

 

 


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