CITTÀ SOSPESE: «UN MODO DIVERSO (E INEDITO) PER VIVERE IL RAPPORTO CON GLI SPAZI URBANI»

L’iniziativa promossa da ArchLife, da Ordine e Fondazione degli Architetti di Catania

download

CATANIA – «Il silenzio delle piazze vuote, dei luoghi della movida e del vissuto quotidiano; e ancora, l’assenza di persone e di turisti per le vie delle nostre città rappresentano un evento epocale senza precedenti per le nostre generazioni. La nuda bellezza delle architetture in città senza cittadini, può però indicarci un percorso di ripartenza diverso, per vivere il  rapporto interiore delle comunità con gli spazi urbani, in una luce nuova. Da qui l’idea del contest “Città sospese”». È questo il commento del presidente ArchLife di Giarre (Catania) Salvo Patanè, e dei presidenti dell’Ordine e della Fondazione degli Architetti di Catania Alessandro Amaro e Veronica Leone, analizzando lo scenario creato dall’emergenza Coronavirus.

«Questa parentesi forzata – proseguono – ha messo in mostra una emozionante nudità che va scoperta attraverso la nuova forma di dialogo che la città ha instaurato con chi la abita. Paradossalmente si tratta di una bellezza nascosta e che può emergere attraverso qualunque mezzo espressivo».

Spazio, quindi, alla fotografia, alla scrittura, alla pittura: qualunque forma espressiva può prendere parte al contest digitale: «Dal 22 aprile al 3 maggio 2020 – spiegano – da qualunque parte d’Italia si potrà inviare il proprio elaborato ad archlife.architetti@gmail.com. Il materiale ricevuto verrà pubblicato dal 4 all’8 maggio sulla pagina Facebook dell’associazione. La realizzazione che otterrà più “like” sarà quella vincitrice, diventerà la copertina della pagina social fino al 31 luglio 2020 e sarà utilizzata come immagine del seminario “Le città sospese”, che verrà organizzato per mettere in mostra tutti i lavori».

Partner dell’iniziativa, patrocinata dall’Ordine e dalla Fondazione degli Architetti della città etnea, sarà l’associazione Fotografiperpassione di Giarre. «Il Coronavirus ha consegnato momenti difficili e vittime. “Città sospese” può rappresentare un’opportunità, quella di andare oltre il senso di smarrimento e vuoto», concludono Amaro e Leone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *