Centro Zo: ARIANNA PORCELLI SAFONOV con “IL RIDING TRISTOCOMICO”

Sul palco catanese di SpiazZo – Zo Centro Culture Contemporanee -arriva, sabato 10 agosto alle ore 21, arriva Il Riding Tristocomico, lo show di Arianna Porcelli Safonov che porta in scena i suoi monologhi satirici.

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La scaletta è in continua evoluzione, un Rìding non è mai uguale all’altro, i pezzi classici viaggiano accanto alle nuove produzioni, ciò che non cambia è il tema proposto: una collezione di invettive contro il male contemporaneo spacciato come ultima tendenza.
Il Rìding Tristocomico è un progetto comico missionario e la missione è accendere piccoli focolai di sommossa intellettuale che sveglino le menti italiane dall’attuale mondezza mediatica, politica e culturale che li sovrasta. La risata provocata dai monologhi tristocomici arriva inaspettata, come uno schiaffo, come sintomo di purificazione, nella mente di chi ha ripreso a ragionare.
Il Rìding Tristocomico vuol far tornare la speranza anche al pubblico più scettico, anche a coloro che pensano di avere solo due possibilità: la fuga del cervello o la fuga sul divano di casa, in questo piccolo, delizioso paese che ha declassato il pensiero libero e critico senza apparente possibilità di resurrezione.
Il Rìding è una selezione di racconti sempre diversi, tratti dal blog umoristico di Madame Pipì e dai libri pubblicati da Arianna (Fottuta Campagna, Storie di Matti; Fazi Editore). E’ un format che propone la defibrillazione mentale attraverso il sorriso intelligente.
Sul palco in solitaria oppure accompagnata dalle contaminazioni elettroniche del duo Mowman o da formazioni jazz di vario tipo, Porcelli Safonov miscela grammatica ricercata e atmosfere quotidiane, inquietanti e paradossali, denunciando i mali dell’ epoca contemporanea, le nuove malattie.
I monologhi rapiscono tematiche attuali inserendole nel loro giusto contesto, sotto una luce impietosa. Il mondo surreale del felice Occidente in cui cerchiamo di sopravvivere è fatto di angolazioni putride e di persone che propongono un tipo di società a cui si è costretti ad aderire. Oppure no. Chi si salverà?

APSIL BLOG DI MADAME PIPI’. Il Blog di Madame Pipì è il contenitore di piccole e gravi verità non dette. La penna di Arianna Porcelli Safonov guarda il mondo che ci piace e dipinge piccole scene di follia sociale quotidiana, sinfonie di moderno disagio che pochi ammettono ma tanti vivono: il business del biologico, la dipendenza dai social, lo snobismo del cinema indipendente, il mondo della comunicazione e del lavoro giovanile non retribuito, il jazz e il microcosmo delle metropoli sbranate dal trend.
Il Blog di Madame Pipì è una fogna intasata che, attraverso il recupero della eccellenza grammaticale italiana, porta alla luce tutto quello che non vogliamo vedere, tutto ciò che compriamo cercando di nascondere ciò che ci manca. Così avviene la depurazione, così torna ad avere un corretto funzionamento l organo più affascinante che abbiamo: il cervello.

IL DOVERE DELLA COMICITA’. Da sempre la comicità è l’unica chance che resta al popolo per risvegliarsi dal torpore culturale, per denunciare e ribellarsi senza necessità di fondare partiti e altre formazioni faziose. Perché la risata è di tutti.
La televisione italiana propone un intrattenimento spesso velenoso perché inietta nel pubblico un siero che spegne la mente e il ragionamento critico. Il servizio mediatico diventa un ordigno quando è pilotato da un sistema corrotto fatto di pochi. Il servizio mediatico è pericoloso, quando offre al pubblico solo strumenti per non prendere posizioni e abbandonarsi al vizio del gossip, della cronaca nera e dell’ignoranza proposta come paradossale modello culturale.
E i comici dove sono? Relegati su palchi che somigliano a circhi, i cabarettisti sono costretti al cabaret da discount scritto da un autore pagato per provocare una risata a basso costo che mandi a letto presto. Gli stand-up comedian parlano di pompini, nani e assorbenti cercando negli occhi della platea meraviglia e stupore.
La piaga contemporanea peggiore è pensare che sia tutto lecito e che il cattivo gusto e la demagogia non esistano. La comicità non deve escludere parolacce o riflessioni irriverenti, non è quello il cattivo gusto. Il cattivo gusto è l’assenza di dignità. “Cosa cerco nel mio lavoro comico: eleganza espositiva, esercizio del recupero grammaticale in un’epoca in cui scriviamo perkè, concetti moralmente elevati tradotti in contesti quotidiani“. Rivolte felici. Invettive tristocomiche.

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