Catania, un girone sotto l’albero

Numeri e propositi, la Juve Stabia dietro l’angolo

logo-lega-pro

Tempo di bilanci e di resoconti. Non tanto per la conclusione di un 2016 che non è riuscito a cancellare le delusioni in casa rossazzurra – almeno sul campo – del suo predecessore ma più per la conclusione del girone d’andata terminato con l’1-0 inflitto ai danni della Casertana.

Un girone d’andata che ha segnato i punti di forza e i punti deboli della squadra di Mister Pino Rigoli che, piano piano, è riuscito a creare un gruppo unito e compatto pur partendo con una rosa praticamente rifatta da zero. E di soddisfazioni ne sono arrivate: la serie di vittorie tra le mura amiche del ‘Massimino’, la miglior difesa del girone e d’Italia, l’exploit di Di Grazia, la recente riscoperta di Russotto, la sicurezza acquisita partita dopo partita dai due stranieri titolari Djordjevic e Drausio, l’acquisto in corsa di Andrea Mazzarani, tre sole sconfitte maturate con un solo goal di scarto, le vittorie su Lecce e Juve Stabia, i 34 punti acquisiti sul campo sono solo alcuni dei traguardi tagliati da settembre ad oggi da Rigoli e i suoi uomini.

In compenso però sono emerse anche diverse difficoltà: la poca confidenza con il goal delle punte, il mal di trasferta della squadra (che lontano dal ‘Massimino’ è riuscita a imporsi solo sul campo del Cosenza), le incertezze sull’altra corsia (quella non occupata da Djordjevic) in difesa, la mancata cattiveria in alcune occasioni utile a portare a casa i tre punti. Il bilancio può sicuramente, almeno stando ai numeri e ai dati concreti, dirsi positivo, seppur non manchino i rimpianti (come i tanti punti persi strada facendo) e gli aspetti da lavorare. Su alcuni di questi sarà competenza di Rigoli e del suo staff, per altri invece toccherà al direttore Lo Monaco.

Si sa, Natale è periodo di regali e probabilmente per colmare alcuni dei problemi emersi in questa prima parte di stagione il direttore farà trovare a gennaio qualche dono per il suo tecnico. In primis sicuramente una punta centrale, vera grande mancanza degli etnei fino ad oggi (come dimostrano le 24 reti segnate in 19 turni), poi magari quel tanto corteggiato Marchese che, qualora si ritrovasse in un buon stato di forma, potrebbe colmare i vuoti emersi sulle corsie laterali (seppur colmati con grande efficienza da Domenico Di Cecco).

Infine il regalo più grande e forse più sorprendente potrebbe poi arrivare a centrocampo, con un playmaker che possa dare la possibilità a Bucolo e Biagianti di non pensare ad impostare ed è ormai cosa nota di un Ciccio Lodi visto e rivisto a Catania di recente. Chissà che sotto l’albero Pino Rigoli non possa trovare qualche bella sorpresa…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *