A Catania nasce un Centro Culturale Ebraico ispirato alla preghiera ed alla tradizione

A Catania dalla gemmazione del già nucleo di Siracusa, del nuovo Centro Culturale Ebraico, riunitosi per la prima volta, dopo la cerimonia decembrina di Hanukkah (festa delle luci), nella città etnea, nei locali messi a disposizione dalla parrocchia di San Luigi, in viale Mario Rapisardi, sabato 13 gennaio.

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“Io sono il Dio onnipotente, cammina alla mia presenza e sarai perfetto”. Con questo versetto del Genesi può sintetizzarsi la felice nascita, a Catania dalla gemmazione del già nucleo di Siracusa, del nuovo Centro Culturale Ebraico, riunitosi per la prima volta, dopo la cerimonia decembrina di Hanukkah (festa delle luci), nella città etnea, nei locali messi a disposizione dalla parrocchia di San Luigi, in viale Mario Rapisardi, sabato 13 gennaio.

L’iniziativa fa seguito a quella che è stata negli anni scorsi la comunità ebraica di Siracusa, la quale per una serie di complesse vicissitudini rischiava di disperdersi: ma la tenacia, la passione e soprattutto il grande entusiasmo del lettore e studioso di ebraismo dottor Gabriele Spagna, già eminente esponente della comunità ebraica siracusana (di cui è originario), han fatto sì che le sette fiamme della Menorah del culto di Israele non si spengano, anzi vengano alimentate con maggior forza e vigore. E che egli, in collaborazione con l’associazione culturale “Il Paracadute” (che ha sede nella medesima chiesa) abbia deciso di intraprendere il percorso di rilancio della comunità ebraica da Catania, città che nei millenni trascorsi ha avuto una forte e numerosa comunità giudaica (concentrata nell’attuale centro storico attorno al fiume sotterraneo Amenano, che veniva appelato Judicello, esattamente fra le vie Garibaldi e Vittorio Emanuele, ove permangono, per chi sa, diverse tracce della antica presenza, dopo l’editto di Granada del 1492 che ne provocò la dispersione, o meglio il “mascheramento” verso una conversione di comodo al cattolicesimo, che occultò il vero culto di Israel), non può che costituire positiva nota per la multiforme nostra città, la quale dopo secoli torna ad ospitare  -sebbene abbia sempre avuto esponenti di spicco del ceppo ebraico, come documentato da diversi commercianti e anche dopo la seconda guerra mondiale- un gruppo pulsante di religiosità che prega sulla Bibbia, legge i salmi in ebraico (da parte di Spagna) ed in italiano, invoca il Dio unico “Haschem” (uno degli innumerevoli nomi dell’Essere Supremo), fa a turno leggere ai presenti (per adesso una ventina circa, molti provenienti dal primevo nucleo siracusano, come lo stesso Spagna) il testo sacro e lo commenta, senza preclusione.

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Questa iniziativa è altresì ben vista dalla Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, il cui rabbinato si avvia al riconoscimento del gruppo, attualmente in itinere.   Un centro di preghiera nella forma più pura della tradizione dello “shabbàt”, si riunisce infatti il sabato giornata della festività settimanale, che accoglie non solo Ebrei ma simpatizzanti o interessati a intraprendere un percorso di ascolto e magari conversione (o riconversione, per chi dopo secoli di oblìo riscopre le antichissime ebraiche radici).

Certamente non una “moda” come può essere lo yoga o altri filoni religiosi (oltretutto estranei alla tradizione locale) frequentati da persone curiose e vanesie che non vanno oltre la superfice, poiché chiunque ha potuto leggere l‘Antico Testamento (per non dire della Torah, di cui esistono ottime traduzioni  in lingua italiana, degli anni Cinquanta del XX secolo come recentissime) conosce la estrema serietà del Dio ignoto che fa dire a Moises: “manderò davanti a te il mio terrore e metterò in rotta ogni popolo presso il quale arriverai, farò voltare le spalle davanti a te a tutti i tuoi nemici” (Es.27), perchè “il Signore è Re, per sempre e in eterno” (Es.18). Un Dio che non ha esitato ad essere di pace ma anche di giustizia, ieri come oggi.  Una Tradizione che si è santificata a fine ottocento, con il movimento sionista fondato da quell’illuminato che fu Teodoro Herzl, poi con la nascita dello stato di Israele, il quale ha combattuto e vinto ben quattro guerre sanguinosissime contro i propri nemici ed ogni giorno, in nome della civiltà mondiale, si batte per essere il faro di Luce nella terra dei Padri, di cui Gerusalemme è capitale.

Il Centro Culturale Ebraico di Catania sta organizzando altresì, a cura del dottor Fabio Battiato (responsabile della associazione “Il Paracadute”, docente studioso di ebraismo) corsi di ebraico di base, al fine di consentire a chi volesse, di poter leggere dei versetti biblici nella lingua originale.   Presenza bella e da sostenere dunque, questa del gruppo ebraico, per le forti valenze religiose e culturali e di rinnovata tradizione che contiene, onore della nostra terra di Sicilia da sempre estremamente accogliente per il popolo del Libro. Così nelle Cronache Re Davide invoca:”Cantate al Signore, o terra tutta, di giorno in giorno annunciate la sua salvezza, fra le genti narrate la sua gloria, fra tutti i popoli le sue meraviglie, perchè grande è il Signore e degno di somma lode, temibile più di tutti gli dèi”.

                                                                                 

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