Catania: la Compagnia Zappalà Danza festeggia i 25 anni di attività

 La Compagnia Zappalà Danza andrà in scena il 27 dicembre a Scenario Pubblico per festeggiare i 25 anni di attività

 La Compagnia Zappalà Danza conclude danzando i festeggiamenti per i 25 anni di attività e torna in scena a Catania con lo spettacolo che ha diffuso di più il nome della Compagnia nel mondo: INSTRUMENT 1 <scoprire l’invisibile>Domenica 27 dicembre alle 19.00 sarà in scena a Scenario Pubblico in data unica a Catania, il 29 dicembre alle 21.00 sarà invece all’Auditorium Nelson Mandela di Misterbianco con evento a prezzo ridotto e il 30 dicembre a NotoDurante la serata a Scenario pubblico ci sarà anche la presentazione del video Twenty-Five Years Running a cura di Gian Maria Musarra. Instrument 1 <scoprire l’invisibile> è la prima tappa dal progetto Instruments con cui il coreografo Roberto Zappalà ha voluto scoprire l’uso di alcuni strumenti musicali inusuali e in genere difficilmente utilizzati in forma solistica, al fine di renderli protagonisti in scena. Il marranzano, strumento musicale della tradizione siciliana conosciuto anche come scacciapensieri, è lo strumento a cui è dedicato Instrument 1. Per questa produzione Puccio Castrogiovanni, uno dei leader del gruppo catanese Lautari, in un’affascinante ricerca, riesce a portare lo strumento a ritmi e sonorità innovativi e di grande impatto. Diversi e di diversa provenienza i marranzani che utilizza.

Se Castrogiovanni è il protagonista musicale, i sette danzatori della Compagnia Zappalà Danza sono i protagonisti della performance, con una danza atletica e di grande impatto. Adriano Coletta, Alain El Sakhawi, Adriano Popolo Rubbio, Fernando Roldan Ferrer, Salvatore Romania, Antoine Roux-Briffaud e Alessandro Vacca, tutti uomini, interpretano con vigore una Sicilia senza confini, in cui la tradizione e il moderno non vedono una netta distinzione, ma si incrociano, si ritrovano, si fondono. Con Instrument 1 Roberto Zappalà ha anche avviato re – mapping sicily, un percorso con cui il coreografo intende rileggere la Sicilia attraverso il suo linguaggio scenico. La mappa è un viaggio per viaggiatori non per turisti perché: “camminare è una virtù, il turismo è un peccato mortale” (Werner Herzog). Si può viaggiare anche attraverso i concetti, i luoghi comuni, gli stereotipi, le credenze, le abitudini di un luogo le cui mappe sono logorate per il troppo uso ed è urgente approntarne di nuove. Borges insegna che la mappa non è il territorio, a maggior ragione se il territorio in questione è la Sicilia perché, come diceva Gesualdo Bufalino, la Sicilia non esiste, ci sono cento Sicilie e ognuna ha altrettante interpretazioni. Per interpretare servono gli strumenti e lo spettacolo si fa carico, nel senso letterale e metaforico, del marranzano  per farne strumento d’interpretazione, per aprire strade e percorsi che la danza ci propone in maniera dolce e oscura. Ogni strumento è anche una protesi e la protesi marranzano serve a pescare nel mare Sicilia.

 

 

 

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