Catania: la cattedrale di Sant’Agata tra polemiche e asfalto

Cittadini indignati per la deturpazione del sagrato della chiesa barocca, simbolo del capoluogo etneo, che stando a quanto riportato da LiveUniCt.it, sembrerebbe essere in realtà il nuovo rifacimento di una parte già asfaltata da decenni

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Nella giornata di ieri, giovedì 21 gennaio, sul web girava la notizia dell’ennesimo scandalo catanese legato ai beni culturali. Passeggiando tra le vie di uno dei centri storici più apprezzati d’Italia, salta all’occhio una nota stonata: il sagrato della cattedrale di Sant’Agata a Catania coperto da una pavimentazione in asfalto, nero come la pece, che stona visibilmente con l’architettura barocca della chiesa.

Sgomento e indignazione, per una scelta di questo tipo, serpeggiano tra catanesi e turisti che vedono deturpato uno dei simboli indiscussi della città. Fanno presto a piovere le polemiche riguardo quella che è una forte mancanza riguardo la tutela e la valorizzazione di un bene culturale come la cattedrale di Sant’Agata.

IMG_3820[1]Stando a quanto riportato da LiveUniCt.it, sembrerebbe che la pavimentazione asfaltata deturpava già da decenni la zona del sagrato. Quella che oggi è stata fatta è una nuova pavimentazione in asfalto della zona che è stata rimessa a nuovo in occasione dell’apertura della porta santa della chiesa. Quindi si tratterebbe di asfalto su asfalto, e imperversa la voce dei catanesi divisi tra chi sostiene che l’asfalto sia una nuova trovata che deturpa la cattedrale e chi sostiene che il conglomerato bituminoso l’abbia rovinata già da tempo. I catanesi non si erano mai accorti del sagrato asfaltato?

Al di là della polemica sul fatto che si possa trattare di una questione nuova o vecchia, il pavimento asfaltato sul sagrato della chiesa resta l’unico e vero problema. Il recupero dell’originaria pavimentazione, andata persa nei secoli, avrebbe dovuto costituire l’interesse principale degli organi competenti i quali, evidentemente né ieri né tantomeno oggi sono riusciti a dare la giusta attenzione al recupero dell’antica pavimentazione. Vero è che il tempo è nemico dei beni culturali, ma ciò non è una novità e dovrebbe incentivare gli organi competenti ad occuparsi celermente del possibile degrado a cui sono destinati tutti i beni culturali in assenza di tutela, manutenzione, conservazione e restauro.

IMG_3821Secoli di arte e storia rovinati dall’asfalto, questa è l’unica cosa certa che emerge oggi, oltre i molti dubbi e interrogativi riguardo le motivazioni che hanno portato ad una scelta di questo tipo, cioè riversare materiale dove, purtroppo, era già presente.

Restaurata da pochi anni, la facciata del duomo è una vera e propria opera d’arte, tappa obbligatoria per turisti italiani e stranieri e, per la sua maestosità e suggestivo fascino barocco, compare in numerosi film ambientati in Sicilia. Dedicata alla patrona della città, Sant’Agata, la cattedrale è collocata sul lato est della piazza e costruita sui resti delle Terme Achilliane, strutture termali risalenti al IV-V secolo a. C.. Essa è stata ricostruita varie volte come, ad esempio, a seguito del terremoto nel 1711.

Bene culturale di alto valore artistico e storico trattato alla stregua di una strada che deve essere asfaltata. Questo è il ritratto di una Catania amata, ma talvolta criticata per le sue contraddizioni. L’asfalto sul sagrato della chiesa è proprio una di queste, non ultima di una serie di scelte che invece di valorizzare i beni culturali della città, grande risorsa della Sicilia, sembra non curarsi affatto di loro. Pertanto, occorre riflettere sul fatto che chi ha dato il via ai lavori della rimessa a nuovo della pavimentazione, realizzata per evitare disagi alle persone con l’arrivo della festa di Sant’ Agata, doveva chiedere l’autorizzazione alla Sovrintendenza dei Beni Culturali, trattandosi di un bene di interesse storico-artistico.

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