CATANIA, DEBUTTA ALLA SALA GIUSEPPE DI MARTINO “IL DOTTOR DI MARTINO E’ DESIDERATO AL TELEFONO”

L’atto unico è una riflessione ironica sul ruolo del teatro nella società odierna

 Una scena dello spettacolo

Venerdì 16 Novembre, alle ore 21.00, alla Sala Giuseppe Di Martino di Catania, in via Caronda 82, debutta “Il Dottor Di Martino è desiderato al telefono”, da un racconto di Antonio Tabucchi, drammaturgia e regia di Elio Gimbo. nuova produzione del Centro Teatrale Fabbricateatro. L’atto unico è una riflessione ironica sul ruolo del teatro nella società odierna: un attore-attrice, una cantante muta, un musicista cieco sono ingaggiati, in una casa di cura psichiatrica, per recitare davanti a un unico paziente spettatore.

In scena Sabrina Tellico, Cinzia Caminiti, Daniele Scalia e Salvatore Pappalardo, musiche originali e costumi Cinzia Caminiti, assistente di sala Nicoletta Nicotra, luci Simone Raimondo, scena Bernardo Perrone.

Locandina Fabbricateatro Il dott. Di Martino

E’ uno spettacolo – spiega il regista Elio Gimbo - che fin dal titolo cita il nome di colui che per molti anni fu il dominus della scuola del teatro Stabile di Catania; in questa veste fu il mio primo Maestro e lo fu altrettanto per intere generazioni di attori del teatro cittadino, in questo senso la sua influenza sul teatro catanese è tuttora vivissima. Proprio a lui, più di un anno fa, intitolammo la nostra sala teatrale contribuendo forse a colmare un vuoto di memoria ufficiale ma anche obbedendo ad un impulso intimo. Del testo di Tabucchi abbiamo accolto un analogo processo d'inversione; la drammaturgia non rende omaggio ad un Maestro, piuttosto riflette sull'esigenza di averne uno e sulla nostalgia di non averlo mai incontrato; penso a quanto questa nostalgia sia oggi sentimento diffuso, non soltanto fra i giovani che s'incamminano sulla strada del mestiere teatrale, ma proprio nell'intera società. Ho immaginato uno spettacolo forse “metateatrale”: un attore-attrice, una cantante muta, un musicista cieco sono i componenti di un gruppo alle prese con il loro spettacolo da svolgere all'interno di una clinica psichiatrica per un solo paziente-spettatore. E' perfino ovvio immaginare le equazioni metaforiche “clinica-sala teatrale” e “paziente-spettatori” e tali metafore sono certamente presenti in questa nostra ultima creazione 2018: la rappresentazione del mestiere del teatro nel nostro tempo”.

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La stagione 2018/2019 di Fabbricateatro proporrà a Dicembre "Frammenti (figure per un discorso amoroso)" a cura di Manomagia di Francesco Fazio, Teatro di figura, a metà Febbraio-Aprile per il Progetto Albert Camus due famosi romanzi del grande scrittore francese: “La Peste” e “Lo Straniero” (produzione Teatro Gamma e Fabbricateatro), regia di Gianni Scuto ed Elio Gimbo. Chiusura di stagione a Maggio con un testo poco rappresentato di Nino Martoglio, “Capitan Seniu”, diretto da Elio Gimbo.

 

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