Catania-Comiso, incontro per valorizzare il sistema aeroportuale integrato

Presentato il progetto per valorizzare l’integrazione dei due aeroporti della Sicilia orientale

Si è svolta a Ragusa, presso la Sala Consiglio della Camera di commercio, una conferenza stampa nel corso della quale i vertici delle società di gestione degli aeroporti di Catania e di Comiso, Salvatore Bonura, presidente, e Gaetano Mancini, amministratore delegato, per Sac Spa, e Rosario Dibennardo, presidente, ed Enzo Taverniti, amministratore delegato, per Soaco Spa, hanno illustrato la visione condivisa in grado di valorizzare il sistema aeroportuale integrato della Sicilia orientale.

A introdurre l’incontro è stato il presidente della Camera di commercio di Ragusa, Giuseppe Giannone. Sono inoltre intervenuti i sindaci di Ragusa, Federico Piccitto, e di Comiso, Filippo Spataro.

 

Dichiarazioni:

 

Giuseppe Giannone (presidente Camera di commercio di Ragusa):

«La situazione attuale di governance delle due società che gestiscono l’aeroporto di Catania, la Sac, e di Comiso, la Soaco, risente certamente in modo non felice del fatto che la proprietà di Sac vede parte significativa delle proprie quote affidate non alla gestione democratica degli enti proprietari, cosa che riguarda solo le Camere di commercio di Siracusa e di Ragusa, e indirettamente l’Irsap, ma a gestioni commissariali che in atto guidano le Province di Catania e di Siracusa e la Camera di Commercio di Catania, forte di 3/8 della proprietà. Questo stato di cose si proietta anche sull’aeroporto di Comiso, dove peraltro il privato, che è socio in Intersac e che detiene una porzione significativa del capitale di Soaco, è in questa fase in una sorta di disimpegno gestionale. Avviare in modo concreto e responsabile azioni di collegamento nelle strategie previste dai piani industriali delle due società in una visione che si confronti efficientemente con il territorio, e che quindi tenga conto delle rappresentanze istituzionali, è l’unico modo per dare un futuro di efficienza e di risultati al polo aeroportuale del Sud Est, rendendo concreta e visibile, non solo dichiarata, la volontà di una reale collaborazione e complementarietà, contro ogni voce di dissenso e di conflittualità tra i due aeroporti, che possono crescere solo se scelgono insieme le strategie future».

 

Federico Piccitto (sindaco di Ragusa):

«Le contrapposizioni locali, in un contesto globale in cui ormai ci si muove a livello planetario, davvero non hanno più senso alcuno. Certo, serve non perdere l’identità, ma serve parimenti l’interazione e la massima collaborazione fra territori e aree vaste. Un aeroporto non è frutto solo di numeri, come non è il mero dato numerico sui passeggeri transitati a dare il valore di uno scalo. Quanto a quello che serve, la provincia di Ragusa, è bene sottolinearlo, necessita di migliori infrastrutture da decenni, da ben prima dell’apertura del “Pio La Torre”. Ora urge spingere nelle sedi opportune per supportare alcune opere fondamentali, come l’autostrada Ragusa-Catania, il porto di Pozzallo e la Siracusa-Gela».

Filippo Spataro (sindaco di Comiso):

«L’interesse del territorio ibleo di fatto coincide con l’interesse del sistema aeroportuale integrato del Sud Est, ma certo c’è l’esigenza che lo scalo di Catania e quello di Comiso si specializzino, ragionino per sfere d’interesse, esperienze, vocazioni, così da non creare sovrapposizioni o doppioni, diventando complementari. Un esempio? Comiso è l’unico aeroporto in Sicilia che può divenire, per le sue caratteristiche, un hub cargo. D’altra parte, serve cominciare a ragionare sull’ipotesi di un ampliamento dell’aerostazione comisana, progettata e costruita, quest’ultima, per un numero complessivo di passeggeri che, per fortuna, fra non molto sarà superato. Il sistema, insomma, deve crescere contestualmente, sinergicamente. Deve però crescere pure il territorio, ancora ben lontano dall’essere preparato e pronto ad accogliere i turisti in questa splendida culla del barocco che è la provincia di Ragusa».

 

Salvatore Bonura (presidente Sac Spa):

«Se oggi vi sono dei commissari a reggere molti degli enti soci di Sac certo questo non è imputabile alla governance Sac, ma a scelte politiche talvolta dettate dalle divergenze fra le associazioni. Pertanto è augurabile che vengano superate al più presto. Il nostro auspicio è quindi che vi siano quanto prima dei rappresentanti eletti in tutti gli enti proprietari di Sac. Quanto al presente e al futuro degli aeroporti di Catania e Comiso, i dati 2014 testimoniano in maniera incontrovertibile come fra i due scali non vi sia nessuna concorrenza. Catania è cresciuto di oltre il 14%, la percentuale più alta d’Italia nell’anno, Comiso aveva come obiettivo 250mila passeggeri ed è arrivato a 330mila. Ottimi risultati, ora serve tracciare delle linee chiare attraverso cui tale crescita possa intensificarsi, portando la Soaco al pareggio di bilancio e specializzando i due scali, uno più sul turismo e uno più sul commerciale. Inoltre, fondamentale per lo scalo di Comiso in sé e l’integrazione del sistema Sud Est è l’autostrada Ragusa-Catania, i cui lavori si spera partano quanto prima».

 

Rosario Dibennardo (presidente Soaco Spa):

«Il piano industriale della Soaco mira al pareggio nel 2019 e con l’integrazione in quello di Sac non potrà che puntare a migliorare le performance dello scalo. Uniche sono poi le nostre strategie commerciali. Del resto, da quando è stato inaugurato il “Pio La Torre” anche Fontanarossa ha visto un incremento esponenziale. Sottolineo poi come nel piano nazionale degli scali il nostro aeroporto sia considerato parte integrante del sistema Catania-Comiso».

 

Gaetano Mancini (amministratore delegato Sac Spa):

«La premessa per ogni ragionamento sul sistema aeroportuale integrato Catania-Comiso non può che partire dalla considerazione del fatto che lo sviluppo dell’aeroporto di Comiso è interesse comune di Sac e Soaco. Serve allora una logica di affidamento reciproco, ribaltando l’immagine di conflitto, del tutto irrealistico, fra Catania e Comiso. Tre parole d’ordine, quindi, da ora in avanti: specializzazione, integrazione dei servizi e politica commerciale comune. Il tutto nell’ottica di linee strategiche che non sono di Sac o Soaco, ma, lo ribadisco, del sistema aeroportuale integrato Catania-Comiso. Per valorizzare tale sistema serve però fare crescere la capacità di sviluppo delle infrastrutture e di promozione del territorio nelle realtà collegate tramite le compagnie. In merito alla prima questione, infatti, e ben evidente come sia indispensabile allargare il bacino d’utenza dell’aeroporto di Comiso, mentre, per ciò che riguarda la seconda, è chiaro come essa rappresenti la vera via virtuosa al successo della startup aeroportuale».

 

Enzo Taverniti (amministratore delegato Soaco Spa):

«Il punto di pareggio di Soaco si raggiungerà con buona probabilità a inizio 2019 e nel 2020 potrebbe anche vedersi un attivo di bilancio. La necessità assoluta è però quella di avere un sistema sinergico, con una precisa specializzazione dei due scali. Senza non si va da nessuna parte. Fra le criticità, è purtroppo da segnalare come a oggi il territorio ibleo non sia attrattivo. Esempio pratico: troppe poche le linee di autobus che passano dal “Pio La Torre”, con conseguente disagio per i viaggiatori. “Fare sistema”, poi, deve sempre più significare farlo anche nell’interlocuzione con le istituzioni. Dobbiamo arrivare a un aeroporto di servizi, cosa che oggi ancora non è. Quel che mi preme maggiormente dire è che comunque noi stiamo creando il sistema aeroportuale del Mediterraneo, con il supporto attivo della Sac alla Soaco e il grande trasferimento di know how operato da Catania a Comiso.

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