“Castello Ursino Liberato”, iniziativa di riqualificazione

Grande successo la scorsa domenica 3 maggio per l’iniziativa promossa dalle associazioni culturali Gammazita, Salvaciclisti e Lungomareliberato, finalizzata alla riqualificazione del quartiere e alla valorizzazione del pozzo di Gammazita. Dalle ore 11.00 fino alle 22.00 arte, cultura, libri e laboratori per bambini.

Domenica 3 maggio si è svolta in Piazza Federico di Svevia, nota zona del centro storico di Catania, l’importante iniziativa dal titolo “Castello Ursino Libertato”, promossa e sostenuta dalle associazioni culturali Gammazita, Salvaciclisti e Lungomareliberato in collaborazione con altre associazioni tra cui: Città Felice, Etna’n geniousa, Fare, GammaZeta, Hak space e one more e i comitati Antico corso, Terme dell’indirizzo, Via Gisira e la comunità di Sant’Egidio.

La piazza si è popolata di famiglie, ragazzi e persone di tutte le età per partecipare alle diverse attività e manifestazioni della giornata: mercatini del libro e dell’artigianato, mostre di pittura, spettacoli di danza e teatro, laboratori per bambini e la processione della comunità indù. Inoltre, grazie all’iniziativa “Castello Ursino Liberato” il fossato del castello è stato aperto al pubblico, una preziosa occasione per osservare da vicino un bene storico-artistico così antico, uno dei simboli della città etnea.

Il momento che ha dato il via alla giornata è stato l’incontro svoltosi di fronte al cancello del pozzo di Gammazita che si affaccia in via San Calogero, al quale hanno partecipato il sindaco Enzo Bianco, l’assessore Orazio Licandro, il prof. re Dario Stazzone e il prof. re Giuseppe Pagnano. Durante la conferenza, organizzata dall’associazione culturale Gammazita in collaborazione con la Società Dante Alighieri e l’Archeoclub Catania, si è voluto puntare i riflettori su una questione che sta particolarmente a cuore ai membri dell’associazione e ai cittadini: la valorizzazione del pozzo di Gammazita.

Si tratta di un bene culturale pubblico del quale il prof. re Giuseppe Pagano ne ha tracciato un breve excursus storico. Il pozzo risale al XII secolo e vi si accede da una lunga scalinata di sessantadue gradini, in sostituzione di quella originaria in pietra lavica. Una struttura abbastanza complessa poiché venne collegata con il castello Ursino attraverso una muraglia. Il pozzo è una vera e propria sorgiva, uno scolo di acque che seguono leggi particolarmente complesse.

Attualmente si trova in un cortile privato, ed è stato chiuso al pubblico da un cancello per quarant’anni. Due anni fa sono state consegnate le chiavi all’associazione Gammazita in relazione alle attività culturali da loro organizzate nel quartiere, ma senza alcun risvolto positivo poiché il cancello è stato richiuso a seguito delle lamentele da parte dei residenti. Un’evidente opposizione alla rinascita culturale della zona da parte di un quartiere difficile di Catania. Il pozzo è stato lasciato per molto tempo in balia del degrado, da parte delle istituzioni, al punto tale che il cortile nelle sue vicinanze è stato utilizzato come parcheggio, ma ora è giunto il momento di tornare a considerarlo uno dei beni culturali pubblici del Comune di Catania. L’antica struttura si trova in prossimità di una zona non estranea ai borseggi e se venisse riqualificata, l’intera area potrebbe diventare luogo di turismo e non di malavita.

In seguito è intervenuto il prof. re Dario Stazzone il quale ha approfondito la situazione di degrado in cui il bene culturale riversa da decenni. Negli anni Quaranta in prossimità del pozzo venne costruita una fabbrica di scarpe, oggi edificio diroccato, i cui scarti venivano gettati nell’unico fosso disponibile: il pozzo di Gammazita. Utilizzato come discarica per molto tempo, il pozzo è stato ripulito di recente dai volontari dell’associazione, ennesima azione finalizzata a lanciare un appello alle istituzioni per la sua valorizzazione.

Infine è intervenuto l’assessore alla cultura Orazio Licandro, il quale ha confermato che il precedente progetto di costruire una deviazione ferroviaria sopra il pozzo è stato accantonato su richiesta del sindaco Enzo Bianco. L’assessore ha inoltre puntato i riflettori sull’importanza di non privatizzare i beni culturali e di puntare sulla loro fruizione pubblica. Dopo aver tollerato per tanto tempo il cancello chiuso è ora di pensare ai progetti futuri e di concretizzarli. Si è parlato dell’apertura definitiva del sito al fine di renderlo fruibile ogni giorno dalle 08.00 alle 23.00 e della sua valorizzazione storico artistica. Questo rappresenta un'occasione per il rilancio di una nuova economia per la Sicilia e per la liberazione di un intero quartiere dalla dispersione scolastica e fenomeni di micro-criminalità.

L'assessore Licandro ha affermato inoltre che: “Questo sito non ha il vincolo e noi domani lo chiederemo”. Catania ha un tessuto stratificato con tracce di ogni epoca visibili in molte zone, per questo motivo può essere concepita come un museo a cielo aperto ricca di storia e arte. In una città di questo tipo la valorizzazione dei beni culturali potrebbe rappresentare un’occasione preziosa per una potenziale ripresa economica. In particolare il pozzo di Gammazita è un luogo che la città ha progressivamente scoperto negli ultimi anni e ora se ne vuole riappropriare a dispetto delle ostilità mostrate dai residenti, dimostrazione di quanto si tratti di un quartiere complicato. Tuttavia, le numerose azioni e attività dell’Associazione Gammazita hanno finalmente smosso qualcosa e la rinascita della zona, a partire dalla riqualificazione del pozzo, non sembra più avvolta nel silenzio e nell’indifferenza.

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