Carta stampata o giornali on-line? La lotta per la “sopravvivenza” continua…

La “carta stampata” verrà soppiantata dall’informazione on-line? O avverrà il contrario? Cristoph Bauer sostiene il vecchio metodo di informazione

Quale sarà il futuro della comunicazione? Internet o carta stampata? Al momento, i pareri sono molto discordanti…

C’è chi sostiene che tutto, presto o tardi, vedrà luce solo attrverso i giornali web, ma i cultori della carta stampata continuano a tenere duro, profetizzando un piatto della bilancia sempre più dalla loro.

Questo è il caso di Cristoph Bauer, da gennaio alla guida della casa editrice tedesca “DuMont Verlag di Colonia,  intervenuto nel vecchio dibattito sul futuro della carta stampata. Il de profundis, recitato fin troppe volte dagli apocalittici, non lo trova affatto d’accordo: ‘Credo nel futuro della carta stampata. Dieci anni fa erano dati per morti, e siamo sempre qua’, sostiene a gran voce.

In uno scenario che vede il taglio della spesa come unica possibilità di sopravvivenza, Bauer non pensa a nuovi tagli del personale, ma punta su un “prodotto nuovo”, volto a consolidare un bilancio che nel 2012 ha registrato la perdita di ben 112 milioni di euro! Bilancio che – assicura – si è chiuso in pareggio nel 2013.

Mantenere e conquistare i giovani lettori: questo dichiara essere il suo asso nella manica. ‘Dobbiamo orientarci verso i nostri lettori, mantenere la nostra offerta diversificata, senza pensare alla fusione delle redazioni. È necessario pensare a dei prodotti da integrare ai giornali già sul mercato, per conquistare i giovani lettori, magari con un settimanale per i lettori sotto i trent’anni’, andando, insomma, verso le aspettative dei loro lettori, ha confidato in un’intervista alla Süd-deutsche Zeitung. Un linguaggio nuovo e fresco potrebbe creare l’“effetto traino” verso la Berliner Zeitung, fedele al vecchio linguaggio dei quotidiani.

Il gruppo del quale è alla guida, da quasi due secoli nel mercato dell’editoria tedesca, controlla, tra gli altri, il quotidiano di Colonia “Kölner Stadt Anzeiger” (350 mila copie vendute), l’“Hamburger Morgenpost” e la “Berliner Zeitung nella capitale (entrambi con 112 mila copie). Il manager quarantatreenne ammette che l’avvento di internet ha sicuramente cambiato, negli ultimi 10 anni, la situazione dei quotidiani cartacei, ma dissente da quanti annunciano la fine del giornale di carta. Sebbene il periodo di forte crisi economica penalizzi molto la pubblicità, sostentamento principale dei giornali, bisogna essere fiduciosi. E, in fondo, par proprio che a pensarla così non sia solo Bauer: George Bezos, il fondatore di Amazon, gigante digitale on-line da milioni di dollari, quest’estate ha comprato il “Washington Post”, così come, già nel 2010, aveva sostenuto Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia, dichiarando con sicurezza che ‘libri e giornali sopravviveranno’.

È curioso che un tale messaggio di speranza e fiducia nel futuro della “carta stampata” arrivi proprio all’indomani della morte di Harold Ramis, il mitico “acchiappafantasmi Egon Spengler”, che, nel celebre film “Ghostbusters”, parlando alla sua segretaria, vaticinava la morte dei quotidiani. Era il 1984 e quella profezia asciutta, ‘la stampa è morta’, sembrava solo una battuta!

In questi 20 anni, però, quella che era una battuta è diventata una scuola di pensiero. Riprendendo i dati del 2011 resi noti dall’Asig (Associazione stampatori italiani giornali), che addirittura si sbilancia  sulle date dell’estinzione del giornale, in Usa l’estinzione del giornale quotidiano è prevista per il 2017, 10 anni prima dell’Italia. La totale scomparsa della carta stampata – sempre secondo l’Asig – avverrà comunque tra il 2030 e il 2040.

Ma Bauer replica ‘Internet dà le notizie, la stampa scritta offrirà sempre una scelta, un orientamento, un commento che le edizioni on-line, con la loro velocità, non potranno mai garantire’.

Le edizioni online, continua Bauer, ‘la cui lettura, prima o poi, non potrà più essere gratuita,’ non sono certamente, quindi, alla base del declino dei quotidiani cartacei. Tra i due media, anzi, non c’è un rapporto di sostituzione progressiva, ma di integrazione molto forte. I giornali, così, dovranno mantenere il carattere di approfondimento, mentre le notizie on-line manterranno e garantiranno la tempestività d’informazione: due target differenti, non concorrenti!

A dire la sua, però, ci pensa anche il “magnate dei media”, Rupert Murdoch, che si è gettato di nuovo a testa alta nella lotta contro i motori di ricerca che, a parer suo, rubano contenuti online. Secondo lui, sarà l’iPad a salvare il settore dell’editoria, non solo per la possibilità di acquistare riviste, giornali e libri direttamente dall’e-book store, ma anche per i minori costi che le case editrici dovranno sostenere per pubblicare libri e riviste in forma digitale.

Chissà cosa accadrà…Noi staremo a vedere e comunque, su carta stampata o on-line, vi terremo informati!

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