Cantina Marilina: presentate le nuove annate

Due giorni tra Taormina e Catania per illustrare alla stampa le nuove produzioni in commercio. Etichette che svelano vini dai colori, aromi e sapori decisi. Come la famiglia siciliana titolare Paternò.

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Due giorni per presentare le nuove annate. Due giorni in cui le eccellenze del vino si sposano con quelle della tavola. L’elegante e ricco programma ideato da Cantina Marilina per illustrare, e fa degustare, le proprie etichette ad un pubblico di esperti e giornalisti di settore, ha abbracciato una Taormina sempre splendida ed ormai tornata alla normalità, dopo la tempesta politica e mediatica del G7, e la normalissima e un po’ assopita Catania, splendida anch’essa ma decadente. Alla prima giornata Globus Food ha seguito i “lavori” enogastronomici in un contesto che, inaugurato da poco, sta già riscuotendo consensi: scriviamo di Kisté, la nuova realtà culinaria dello Chef Stellato Michelin Pietro D’Agostino, che nel cuore di Taormina ha accolto una ventina di commensali con Angelo Paternò e con le figlie Marilina e Federica, rispettivamente l’enologo ed il volto della Cantina Marilina, fondata 2001 dall’esperienza pluridecennale del signor Angelo e che ha visto nel 2004 il suo primo anno di produzione. L’evento è stato organizzato in collaborazione con “La Valigia di Bacco”.

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Ad ogni piatto un vino, ad ogni prelibatezza dello Chef taorminese una nuova annata illustrata con impeccabile precisione dalla famiglia originaria di Agrigento, ma ormai da anni residente a Noto, nel siracusano. “Grande è la fortuna di colui che possiede una buona bottiglia, un buon libro, un buon amico…” è la frase del commediografo francese Molière che ha aperto le danze, assieme ai pani fatti in casa con i grani antichi di Sicilia. Poi, il benvenuto del cuoco, con Passatina di lenticchie di Ustica con olio alle erbe; Insalata di palamito scottato con verdure in agrodolce leggero su maionese di pinoli di Piazza Armerina; Agnolotti fatti in casa con ristretto di gamberi al basilico rosso; Trancio di ricciola pescata all’amo con finocchi e verdure saltate; Cornucopia di ricotta con sorbetto alle arance e la sua marmellata amara.

Avvolgente e già deciso, dal colore dorato intenso, il Grecanico Sketta Bianco di Sicilia Igp 2016, la prima etichetta con cui Cantina Marilina ha accolto gli ospiti. Unico potrebbe essere definito invece il Rosato Sicilia Suave Igp 2016 da Nero d’Avola. Con il Moscato Giallo Cué Bianco Sicilia Igp 2016 si è, invece, tornati all’oro della nostra Isola. Al Nero d’Avola si è tornati poi con l’etichetta Ruserva Eloro Doc 2016. Per concludere, infine, con il Moscato di Noto Doc 2010 Pioggia di Stelle.

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Il continuo rispetto della terra, la voglia di non forzare il corso della natura, lasciare che sia la vigna a fare il lavoro più grande. Infine, intervenire solo per sottolineare che l’uomo vuole essere amico e non usurpatore di cotanto meraviglioso frutto: questa, in sintesi, la filosofia di una famiglia che ha fatto della produzione di vino una delle sue ragioni di vita, assieme alla produzione di olio e di grani antichi. Dei 60 ettari complessivi, infatti, solo 35 sono vitati. Il resto è coltivato a uliveti e a grano.

L’azienda presenta l’ulteriore ricchezza di trovarsi immersa nella suggestiva zona di Noto, città patrimonio dell’UNESCO, cuore pulsante di storia e di cultura, tra l’Oasi Faunistica di Vendicari, Marzamemi, Portopalo di Capo Passero e l’Isola delle Correnti, vere e proprie gemme della Sicilia sud orientale. Dal punto di vista vitinicolo, poi, le zone rientrano nelle due denominazioni d’origine: DOC Noto e DOC Eloro, che permettono una produzione di vini assolutamente unici e con uno spiccato carattere territoriale. Un carattere che si è, quasi naturalmente, trasferito alle sorelle Paternò e che ha forgiato la produzione di questa interessante e sempre più affermata Cantina, a conduzione familiare e… sentimentale. E di questo anche gli ospiti dello Chef Pietro D’Agostino se ne sono accorti con gran diletto per i loro palati…

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