Calcio Catania: l’ultima fermata di un treno che, insospettabilmente, attende ancora

Contro il Cosenza, sabato alle 18.30, il Catania si gioca le ultime chance di agganciare il treno playoff. Vincere è l’unico comandamento, altri risultati sarebbero sinonimi di fallimento.

calciocatania.it

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Il punto di non ritorno. Senza ingigantire più del dovuto il valore della gara di sabato prossimo, la partita tra Catania e Cosenza del “Massimino” ha un sapore particolare, simile a quello della canonica “sfida-verità”. Due squadre che in questo 2017 stanno viaggiando con il freno a mano tirato: gli etnei, eccezion fatta per qualche sporadica prestazione, hanno pagato più del dovuto le dinamiche “della panchina”, inanellando una deprimente striscia di cinque sconfitte consecutive e rialzando la testa solamente nelle ultime due uscite, in cui hanno raggranellato quattro, preziosissimi, punti; i calabresi, tralasciando la roboante vittoria di Monopoli per 2-6, contro un avversario allo sbando nel vero senso della parola, non sono riusciti a fare il salto di qualità che la dirigenza si auspicava dopo la decisione di esonerare mister Roselli e di affidarsi a De Angelis. Spiccano le due, bruttissime, sconfitte interne contro Juve Stabia (2-4) e Siracusa (1-2). E’ il punto di non ritorno, senza se e senza me. Chi vincerà compirà un salto in avanti soprattutto dal punto di vista mentale, al di là della pragmatica classifica.

Obiettivo minimo del Catania in questa stagione è l’accesso ai playoff. Questo è un po’ il “segreto di Pulcinella”, è stato ripetuto a più riprese da tutti, in primis dall’Amministratore Delegato Pietro Lo Monaco. Il tasso qualitativo della formazione di Giovanni Pulvirenti è eccezionale, senza mezzi termini, superiore a molte delle compagini che le stanno davanti. La nuova formula della Lega Pro, e dei playoff nello specifico, inoltre renderebbe, a livello ipotetico, più che abbordabile l’accesso alla post-season ad una squadra del genere, che vanta tra le proprie fila giocatori dal curriculum “pesante”. Eppure il “fallimento” è dietro l’angolo. La meta è ancora ampiamente raggiungibile, su questo pochi dubbi, ma il male oscuro che attanaglia i rossoazzurri impedisce loro di spiccare il volo, lo ha fatto per tutto l’arco della stagione. Aspettarsi un cambio di passo a questo punto del campionato è difficile anche per i più ottimisti, ma c’è tempo e spazio per non fallire, per centrare quei playoff da tutti definiti come un “campionato a parte”. Il verbo “fallire” magari sarà poco gradito, o forse fuori luogo, ma per una squadra del genere mancare i primi dieci, forse undici posti in graduatoria (in virtù dell’esito della finale di coppa Italia di Lega Pro), non potrebbe essere etichettato altrimenti.

Il peso specifico della gara, poi, è accresciuto dal più intuibile e semplice dei motivi: si tratta di un sanguinoso scontro diretto. Vincere vorrebbe dire non solo guadagnare tre punti fondamentali in vista del rush finale, ma anche togliere certezze ad una diretta concorrente, accorciare il ritardo in classifica, minare la tranquillità garantita, almeno provvisoriamente, da quel cuscinetto presente e pressante per gli etnei. Vincere, quindi, è l’unico comandamento. Agganciare il treno che passa all’ultima fermata possibile. Un treno che stranamente e per certi versi paradossalmente attende, attende ancora. Nonostante le cadute, gli sgambetti, le incertezze, i limiti, i difetti. Perché la Lega Pro è un campionato sui generis, può riservare sorprese inaspettate. L’importante è essere pronti alla qualsiasi. Il Catania è stretto al muro, falcidiato dagli infortuni. Mai come sabato vincere sarebbe la più soave delle medicine. 

Parola al campo, giudice supremo. Quello tra Catania e Cosenza sarà un match che si giocherà con i nervi, con la consapevolezza di affrontare anche il proprio destino. Tra fallimento e successo, il bivio è qui, imboccare la via corretta è il passo che manca.

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