Calcio Catania, l’avversario: Monopoli abbarbicato alla speranza

La formazione pugliese ha dato vita ad un girone di ritorno a dir poco disastroso. Ma la salvezza è ancora raggiungibile, a patto che domenica si battano gli etnei.

Monopoli

Sensazione strana, particolare. Sembrano essere passate ere geologiche dalla sconfitta interna del Catania contro il Cosenza, risultato che ha minato profondamente le ambizioni etnee di playoff. Invece sono trascorsi appena sei giorni ed a breve toccherà affrontare un’altra sfida importante, fondamentale. D’altronde la classifica “chiama”, spetta ai rossoazzurri rispondere, posti “a metà del guado”, che sognano l’accesso ai playoff, ma che devono respingere l’incubo playout, ancora a distanza di sicurezza, ma non per questo escludibile aprioristicamente. Avversario sarà il Monopoli di mister Zanin. La formazione pugliese, dopo una prima parte di stagione sopra le righe, vissuta con tranquillità, è letteralmente precipitata da dicembre ad oggi, vincendo una sola delle ultime sedici gare. Il successo è arrivato proprio nell’ultimo turno di campionato, in cui i biancoverdi si sono imposti sul campo del Taranto per 0-1, conquistando prezioso ossigeno salvezza. Nonostante ciò, il 2017 dei monopolitani è stato, finora, più che travagliato. Per continuare a sperare nella salvezza servirà dare seguito al risultato di sette giorni fa, battendo il Catania al “Veneziani”.

Di sicuro, i numeri del Monopoli possono far ben sperare i rossazzurri, considerato che il “gabbiano” è riuscito nell’impresa al contrario di fare peggio del Catania nel girone di ritorno. Fattore primario che ha condotto al calo verticale avuto dai pugliesi è stato il difficilmente comprensibile cambio della guida tecnica. Con mister Zanin in panchina, infatti, la squadra viaggiava tranquillamente, senza picchi stratosferici di spettacolarità ed affidabilità, ma facendo quel tanto che bastava per assicurarsi un posizionamento di classifica soddisfacente. La scelta di esonerare Zanin ed affidarsi a Giovanni Bucaro ha fatto più danni che altro. Quest’ultimo, infatti, non ha mai condotto la sua formazione alla vittoria, causando un crollo psico-fisico. Obbligatorio, quindi, tornare a Zanin che, non appena ha ripreso in mano le redini della squadra, ha ottenuto quattro punti in due partite: panacea assoluta verso il raggiungimento dell’obiettivo.

Le statistiche parlano chiaro: se i trentotto gol segnati sono comunque un buon bottino per una compagine che punta alla salvezza, i cinquantatré subiti sono la cartina di tornasole di una fragilità tangibile, cui è difficile porre rimedio. Paradossalmente, il Monopoli ha un rendimento peggiore in casa rispetto a quello esterno: solamente tre le vittorie tra le proprie mura, con sei pareggi e ben otto sconfitte. Appena diciassette le reti all’attivo al “Veneziani”, mentre sono ventinove quelle al passivo. Una media di soli 0.88 punti a partita conquistati in casa: letteralmente briciole, e si sa come una squadra che come obiettivo minimo abbia il mantenimento della categoria deve fondare la propria stagione sul rendimento casalingo. Dal punto di vista dei singoli, il Catania dovrà fare attenzione a Montini, capocannoniere della squadra con dodici reti messe a segno e già acquistato dal Bari per la prossima stagione. Con lui, da monitorare anche Giuseppe Genchi, Alessandro Gatto e Giovanni Pinto, mentre dietro, eccezion fatta per la solidità di capitan Esposito, non si grida al “miracolo” per affidabilità ed efficienza.

Servirà una gara importante dal punto di vista caratteriale. Il Catania dovrà gestire con compostezza e tranquillità le sicure scorribande avversarie, senza demordere ne farsi prendere dalla paura. Servirebbe una versione degli etnei simile alla gara d’andata, quando vinsero per 4-1, ma di acqua sotto i ponti ne è passata fin troppa e quell’identità di squadra è stata smarrita cammin facendo. Vincere è obbligatorio per tenere viva la fiammella della speranza e per porre la parola “fine” ad eventuali risvolti “da playout”. Altrimenti, il pericolo sarebbe ancora dietro l’angolo. Ed il fallimento continuerebbe ad assumere proporzioni sempre più macroscopiche. 

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