Calcio Catania, l’avversario – Cosenza: tra ambizioni e limiti

La formazione calabrese insegue l’accesso ai playoff, con la consapevolezza di non aver mantenuto le aspettative di inizio stagione.

Cosenza

Che non si faccia l’errore di pensare che la gara di sabato tra Catania e Cosenza sia di fondamentale importanza solo per gli etnei. I calabresi, di certo, non attraversano un momento felice, tutt’altro. Per l’esattezza, nel 2017 sono arrivate solamente tre vittorie per la truppa di mister De Angelis, subentrato a Giorgio Roselli, decisione dirigenziale che ha posto, così, fine ad un lungo connubio che ha portato il Cosenza ad ergersi a sorpresa del campionato nella passata stagione. Dalla loro i rossoblù hanno sei punti in più in classifica, fattore che a questo punto dell’annata non fa mai male, anzi. Serve un tracollo con pochi precedenti per mancare la qualificazione ai playoff, ma la gara del “Massimino” nasconde più di qualche insidia, in primis perché al Catania i tre punti servono come una boccata d’aria dopo ore di apnea. Se i calabresi la post-season ce l’hanno lì, a portata di mano, ai rossoazzurri serve vincere per continuare almeno a sperare. Sfida “thrilling”, senza mezzi termini, bella da giocare e da vivere. 

Certo, rispetto ai proclami estivi, il Cosenza ha compiuto un evidente passo indietro. C’era chi parlava addirittura di promozione diretta in serie B, chi di playoff “a vincere”. Ma ciò che è emerso da questi lunghi mesi di campionato è che le ambizioni sono andate a cozzare contro limiti d’organico evidenti, che pongono i calabresi qualche gradino sotto le regine della categoria. A dir la verità, dal punto di vista dei singoli, lo stesso Catania avrebbe qualcosina in più rispetto al prossimo avversario, ma i punti in classifica dicono sempre la verità, la penalizzazione resta un fardello incancellabile e le lunghezze di ritardo in graduatoria sono sei. Cuscinetto che può far stare leggermente tranquilli i “Lupi della Sila“, da non dilapidare. Come detto, il periodo recente non è stato granché: eccezion fatta per la roboante vittoria di Monopoli per 6-2, contro una compagine alla completa deriva, ed al successo interno contro la Fidelis Andria (2-1), il bottino, per il resto, è stato più che magro. Le sconfitte interne contro la Juve Stabia (4-2) ed il Siracusa (2-1) hanno acuito uno stato d’animo ambientale poco sereno.

Cosenza che, però, ha dato vita ad un rendimento esterno tutto sommato positivo. Sei vittorie, cinque pareggi e sei sconfitte lontano da casa, con ventisei reti all’attivo e venti subite: numeri discreti, specie per chi ha avuto problemi di continuità per tutto l’arco dell’annata. Attenzione, inoltre, ai finali di partita con la formazione calabrese: ben sei delle cinquantuno marcature segnate in questo campionato sono arrivate oltre il 90′, nessuno ha fatto meglio, sinonimo di concentrazione e di poca propensione alla resa. Di contro, nei secondi tempi i rossoblù hanno dimostrato di accusare un calo fisico, considerate le ventidue reti al passivo. In generale, la retroguardia della formazione di De Angelis non fa strabuzzare gli occhi per efficienza: i quarantadue gol presi ne sono il manifesto ideologico. 

Dal punto di vista delle individualità, il Cosenza dispone di ottimi elementi per la categoria, specie dalla cintola in su. Mendicino, Statella, Letizia, Baclet, Cavallaro, Criaco e Mungo sono tutti profili di buonissimo valore per costruire un campionato di vertice in Lega Pro. A difettare, come detto, è il reparto difensivo. Tedeschi e Blondett sono buoni centrali, ma la partenza in estate di Ciancio ha tolto alla squadra una pedina di indubbio livello sulla fascia. I sopra citati Statella e Baclet sono i capocannonieri della squadra, autori di undici reti a testa. Il primo, inoltre, agisce sempre da esterno d’attacco, quindi il dato relativo ai suoi gol realizzati acquisisce ulteriore valore; il secondo ha già fatto male al Catania in più occasioni: la scorsa stagione siglò una doppietta al “Massimino” in Catania-Martina 3-2, mentre nella gara d’andata segnò la rete del momentaneo vantaggio calabrese, nella sfida poi vinta dai rossoazzurri per 1-2.

Insomma, gara straordinariamente importante per entrambe le compagini. Nessuna attraversa un periodo felice di forma, ma la vittoria potrebbe scacciare via ogni cattivo pensiero e far accarezzare i playoff. Il Catania affronta anche i problemi d’infermeria, ma i tre punti sarebbero la panacea di ogni male. Parola al campo, giudice supremo, con la consapevolezza di non poter sbagliare, stavolta davvero.

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