Calcio Catania e “la teoria del… fantasista”

Chissà che proprio i tanto criticati Calil e Russotto non tornino a timbrare il cartellino, confermando la famosa "teoria del fantasista"

calilrussotto

Sembra quasi il primo volume di una saga. Il tema centrale... lo avete capito! Parliamo di fantasia, piedi buoni e carisma da leader, elementi che sulla carta abbondano alle pendici dell'Etna. Calil, Russotto e Di Grazia, tre elementi di categoria attorno ai quali, tanto in positivo quanto soprattutto in negativo, ruotano i discorsi degli addetti ai lavori e della tifoseria rossazzurra in questo avvio di campionato.

Tre calciatori che... possono decidere la partita in qualsiasi momento, vedi gli squilli di Calil contro Akragas in Coppa Italia e Juve Stabia nella prima di campionato. Mentre il catanese doc Andrea Di Grazia continua a convincere fornendo prestazioni generose, ricche di intensità e spunti offensivi importanti cui manca soltanto la ciliegina del gol, per gli altri due fantasisti sopracitati occorre spendere qualche parola in più.

Acquistati dalla Salernitana nel corso della scorsa stagione dalla triade Bonanno-Pitino-Ferrigno, Calil e Russotto hanno rappresentato i famosi "botti di mercato", la punta dell'iceberg che avrebbe potuto stravincere il campionato salvo imprevisti che poi puntualmente si sono presentati come penalità in classifica e vicende extracampo che hanno inficiato sul lavoro della squadra etnea.

Quest'anno il ritorno di Lo Monaco e la rivoluzione che ha salvato i due trequartisti, strapagati secondo l'addì del Catania. A maggior ragione sbuffi, periodi di appannamento ed errori clamorosi sotto porta non sono bene accetti, proprio perché da calciatori così importanti dal punto di vista tecnico ci si deve sempre aspettare il massimo.

Se Caetano Calil aveva già abituato tutti con clamorosi blackout, sorprende senza dubbio l'avvio di stagione di Andrea Russotto, svogliato e relegato in panchina da Pino Rigoli nelle ultime quattro gare disputate. Proprio Di Grazia, e l'estroso Barisic hanno così ribaltato le gerarchie prendendosi il posto.

Ma il gol continua a mancare. Adesso il Messina, che ci terrà a far bene nella casa dei cugini catanesi. Al "Massimino" occorrerà rischiare qualcosa in più, mandando a quel paese quella parolina chiamata equilibrio, a favore di una gara spregiudicata, improntata all'attacco, al sudore e all'impegno costante per sopperire ad eventi sfortunati, errori e quant'altro possa verificarsi nel corso di 90 minuti di fuoco.

E chissà che i due estrosi e infelici possano riprendersi un posto da protagonisti. Perché in fondo la teoria del fantasista insegna, lo dicevamo prima: la luce può riaccendersi in qualsiasi momento, sperando non si spenga più.

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