Il Calcio Catania con AIC ONLUS e UNICEF

L’amministratore delegato del Catania Pietro Lo Monaco e tutta la società etnea promuovono e sostengono il camp organizzato dall’AIC  e Unicef

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Si è svolta ieri, presso la sala conferenze di Torre del Grifo Village, casa del Calcio Catania, la presentazione del camp, che si sta svolgendo presso la sede di allenamento della squadra rossazzurra, organizzato da Unicef e Aic Onlus. Un “percorso sportivo-educativo” (così come nominato sul comunicato ufficiale della società etnea) che metterà di fronte una cinquantina di ragazzi minori (tra stranieri non accompagnati e ragazzi del territorio).

Ad intervenire durante la conferenza stampa sono stati i quattro fautori di questo progetto, ovvero: Carmela Pace (Vice-Presidente Unicef Italia), Chiara Ricci (Responsabile area volontari e programmi Unicef Italia), Fabio Poli (segretario generale AIC Onlus), Simone Perrotta (responsabile dipartimento Junior Aic). In sala presente anche, il rappresentante della Regione Siciliana Unicef, Vincenzo Lorefice.

Ad aprire sono state le parole di Fabio Poli, il quale ha ringraziato il Calcio Catania e tutta la sua dirigenza per aver messo a disposizione i propri impianti per la promozione di un evento tanto importante dal punto di vista sociale. “Non tutti hanno detto sì ad ospitare quest’evento – continua Poliil Catania sì e noi li ringrazieremo sempre per averci permesso di far divertire questi ragazzi in uno dei centri sportivi più belli d’Italia”.

La parola è subito passata al Vice-Presidente di Unicef Italia, Carmela Pace, la quale, dopo aver posto i propri ringraziamenti alla società rossazzurra, ha detto: “I ragazzi sono tutti uguali. Non c’è distinzione né di colore né di cultura e con questo camp noi vogliamo trasmettere a chi sta partecipando e non solo di parlare la stessa lingua attraverso un pallone. Dobbiamo educare i ragazzi fin da piccoli a non commettere errori che tutt’oggi gli adulti fanno nei confronti di chi non viene dalla propria terra. Unicef è vicina al mondo dello sport (e del calcio in questa circostanza) da sempre e continuerà a farlo perché anche attraverso lo sport si possono trasmettere messaggi di accoglienza nei confronti di chi è più sfortunato di noi”. 

Chiara Ricci: “Vedere questi ragazzi che si allenano, corrono, giocano e ridono insieme è qualcosa di meraviglioso che non ha prezzo. Non tutti parlano la stessa lingua all’interno del camp, molti capiscono a stento l’italiano, ma attraverso a quel pallone riescono a capirsi e ad intendersi in una maniera incredibile. Questo è il bello dello sport. Accettare gli altri, perché siamo tutti uguali”. 

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42520433_1989227001145013_7369857240745902080_nSimone Perrotta: “Non solo in Italia ma questi camp si stanno svolgendo e si continueranno a svolgere anche in altre parti d’Italia. Io mi reputo molto fortunato. Nella mia vita ho avuto la fortuna di arrivare ai massimi livelli. Di diventare campione del mondo e di disputare per nove anni la Serie A con la Roma. Adesso voglio dare il mio contributo a questo progetto. Ci sono ragazzi che hanno vissuto vicissitudini che io e nessun altro di quelli che sono presenti in sala possono immaginare”.

Ricordiamo che quest’evento organizzato da AIC onlus e Unicef Italia e supportato dal Calcio Catania è iniziato lunedì 24 settembre e si concluderà nella giornata di venerdì 28 settembre.

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