Burlesque: la seduzione diventa arte

Il burlesque è un genere di spettacolo satirico che nacque in Inghilterra nel XVIII secolo; durante l’Ottocento si caratterizzò con elementi comici e di parodia. Importato negli Stati Uniti, fu molto apprezzato e trasformato: alla fine del XIX secolo era composto da caricature, canzoni e danze di ballerine, man mano sempre più svestite, che eseguivano anche spogliarelli. Col tempo il burlesque ha perso il suo elemento caricaturale divenendo sempre più simile al varietà.

Foto di Alberto Coco (2) (2)

L’origine del termine è attribuibile alla definizione francese burlesque, derivata dall’italiano burla, ispirato a sua volta dalla parola latina burra (inezia), derivante da inetto.                     Isabella Blackat, catanese con fattezze tipicamente mediterranee e laureanda in matematica (le mancano solo due esami) e inoltre hostess e promoter, incarna perfettamente lo spirito del burlesque, grazie al suo fisico generoso e al suo sguardo sensuale e accattivante, oltre che per un forte senso dell’umorismo. Pratica questa disciplina da un anno e mezzo e per lei “Il burlesque è uno stile di vita, è seduzione, ironia e consapevolezza del proprio corpo. Mi permette di esprimere la mia femminilità”.

Ha scelto di esercitare proprio questa forma di arte perché voleva mettersi in gioco, scoprire le sue potenzialità, i suoi limiti e superarli con un pizzico di ironia appunto, e di sensualità.

Foto di Alberto Coco

Foto di Alberto Coco

È stata una ricerca interiore grazie alla quale ha scoperto di avere delle qualità notevoli, acquistando molta sicurezza, grazie alla sua determinazione.

Le chiediamo se nel burlesque ci sono dei passi, delle figure specifiche che hanno un nome: “ci sono delle tecniche di base che comprendono dei movimenti che caratterizzano la maggior parte della performance. Questi movimenti prendono il nome di bumps, grinds, shimmy. Quando si crea una performance – continua Isabella – per la coreografia l’idea di base è della performer. Nel mio caso, non avendo frequentato corsi di danza o teatro, mi affido a delle coreografe proponendo le mie idee, così da poter mettere in scena quella che mi rispecchia maggiormente, facendo in modo che sia impeccabile anche dal punto di vista tecnico”.

Una esibizione di Blackcat – ha scelto questo pseudonimo perché ama i felini e ha una gatta nera – dura dai tre ai cinque minuti. Ha imparato molto e continua a farlo, frequentando a Catania dei laboratori di burlesque una volta la settimana, curati da Chiara Barbagallo, artista proveniente dai musical e una volta al mese partecipa al workshop di Giuditta Sin, burlesque performer di fama internazionale, all’AIDM (Academia Internazionale Del Musical).

Siamo curiosi di sapere com’è l’approccio dei catanesi verso il burlesque e se pensa che ci siano eventuali pregiudizi: “purtroppo in Sicilia, quindi anche a Catania, rispetto all’estero o ad altre città italiane, vi è un po’ di ignoranza in materia. Spesso si confonde il burlesque con altre discipline. Nel progetto ideato da Lorena Lopis, fondatrice della compagnia Burlesque&Artfusion, con sede nella nostra città, avviene una fusione tra il vecchio burlesque e il neo burlesque, dando vita a spettacoli molto raffinati, eleganti, ironici, ed inevitabilmente sensuali. La più grande soddisfazione è vedere lo stupore del pubblico, spesso prevenuto, che resta colpito dal mix di eleganza e sensualità che io e i miei colleghi artisti sprigioniamo sul palcoscenico”.

Foto di Vittorio Graziano

Foto di Vittorio Graziano

Isabella si esibisce in vari locali dell’isola e recentemente ha partecipato al concorso “Burlesque Factor”, svoltosi al Micca Club di Roma, culla del burlesque italiano. “Un’esperienza unica, ricca di emozioni” – sottolinea Isabella, che in questi giorni sta lavorando alla realizzazione di un nuovo act, ormai quasi ultimato e ha già in mente una nuova performance. “Sono molto positiva, ottimista e determinata pertanto spero di realizzare grandi cose” – conclude.

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