Operazione ”Giano bifronte”, buco da 10 mln in casa per anziani: arresti Dia Catania

Oggi,10 luglio, la Dia di Catania sta eseguendo arresti per presunte distrazione di fondi di titolari di casa di cura per anziani disabili. Titolari che sarebbero legati alla massoneria e ad associazioni antimafia 

592AAB90-5044-4757-83C9-13E181FED6C4La struttura al centro dell’inchiesta è l’Istituto medico psico- pedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati, di cui è presidente Corrado Labisi. Il centro era stato già al centro di una perquisizione della Dia, nel settembre del 2017, per l’acquisizione di documenti e atti vari.

Il “buco” nella gestione dell’Istituto sarebbe di circa 10 milioni di euro. Il provvedimento restrittivo, emesso dal Gip nei confronti di cinque indagati nell’ambito di un’inchiesta sulla gestione di fondi regionali coordinata dal Procuratore Carmelo Zuccaro, è in corso di esecuzione da parte di personale della Dia di Catania, diretta da Renato Panvino, supportato dai centri operativi di Palermo, Reggio Calabria, Caltanissetta e dalla sezione di Messina. Intanto personale della Dia di Catania  sta eseguendo ispezioni in banche in cui sono accesi a conti correnti della casa di cura per anziani che, secondo la Procura ha un ‘buco’ di 10 milioni, per eseguire un sequestro preventivo per oltre 1,5 milioni di beni. Perquisizioni, disposti dalla Procura distrettuale di Catania, sono in corso anche in uffici e in sedi in cui gli indagati hanno eletto il loro domicilio alla ricerca di documenti utili all’inchiesta.  La famiglia Labisi è nota per due noti premi internazionali antimafia: quello dedicato alla madre “Antonietta Labisi” e il “Livatino- Satta- Costa”.

Sull’indagine il procuratore capo Zuccaro ha tenuto nella giornata di oggi un incontro con i giornalisti nella sala conferenze della Procura.

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