Brillantissima performance di Noa al Palacultura Antonello

Noa & Bach: una formula originale per un risultato strepitoso con “Letters to Bach” il concerto della famosa cantante israeliana per la Stagione Concertistica 2019/2020 dell’Accademia Filarmonica di Messina e dell’Associazione Musicale “V. Bellini”.

Noa e Gil Dor

L’unicità di un’artista si misura non solo dall’eccellenza della tecnica o dai vari tipi di virtuosismi ma anche dalla sua capacità di emozionare e di giungere al cuore di chi ascolta e Noa è, fuori da ogni dubbio, unica anche per questo. Achinoam Nini –  vero nome di Noa, che significa “portatrice di pace” – è non solo una delle voci più belle nel panorama della musica internazionale ma, in ogni suo progetto, esprime una grande capacità di evoluzione e di costruttivo cambiamento in cui, superando a volte ogni confine tra i vari generi musicali, sono sempre presenti le costanti dell’eleganza e della raffinatezza. Domenica 23 febbraio “Letters to Bach”, il nuovo progetto discografico di Noa, in un tour contraddistinto dal successo in Italia ed all’estero, è andato in scena anche a Messina al Palacultura Antonello. Nell’ambito della Stagione Concertistica 2019/2020  dell’Accademia Filarmonica di Messina e dell’Associazione Musicale “V. Bellini” ad accompagnare Noa, sul palcoscenico dell’Auditorum, il chitarrista e arrangiatore Gil Dor, suo partner musicale da anni, e il bassista Or Lubianiker.

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Noa, formata artisticamente sotto la guida di Pat Metheny e Quincy Jones, ha condiviso il palco con leggende come Stevie Wonder e Sting, esibendosi nei luoghi più importanti e prestigiosi del mondo, compresa la Casa Bianca, e ha cantato per tre Papi.

Con “Letters to Bach” (progetto discografico pubblicato a marzo del 2019) Noa insieme a Gil Dor, che ne realizza gli arrangiamenti, riprende dodici brani musicali di Johann Sebastian Bach. A queste composizioni, in  origine solo strumentali, l’artista ha aggiunto i suoi testi (in inglese, ebraico  e yemenita) che abbracciano varie tipologie di temi sia personali che di portata più universale: il riscaldamento globale, il femminismo, le relazioni nell’era dei social media, la religione,  il conflitto israelo-palestinese ed altri.

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Il progetto nasce principalmente come un omaggio a Bach da condividere con il pubblico, in cui ogni brano viene accompagnando da Noa con delle lettere indirizzate al grande compositore tedesco a cui l’artista ha idealmente “scritto e affidato alla posta” anche quanto è espresso in questa lettera:

 “Caro Johann Sebastian Bach, sono trascorsi 300 anni da quando hai scritto quella musica straordinaria che è nata da te… o, dovrei dire, esplosa da te in una rivelazione di bellezza abbagliante, mistero profondo, grazia e gloria, umanità condensata…

Trecento anni… e ancora, quella musica ci emoziona, ci rende umili, ci nobilita, ci culla tra le sue braccia. Ci spezza i cuori e li ricostruisce, prosciuga i nostri spiriti e li spegne, ci fa credere in Dio… o nel Dio della Musica… o in qualcosa di più grande di noi, qualunque cosa possa essere… unendo noi tutti in una, magnifica, fragile canzone umana. Ah… Johann… Che meraviglia sei!”

Achinoam Nini in quasi due ore di concerto, senza intervallo, ha mantenuto e superato le aspettative del gremito pubblico eseguendo con la sua splendida voce sia brani del suo repertorio tradizionale (come “Shalom”, “I don’t know”, “Uri”) che da “Letters to Bach” esibendosi brillantemente e ben accompagnata dalla chitarra di Gil Dor.

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Tra i brani eseguiti, su musiche bachiane, The race (La corsa) sull’Invenzione a due voci n. 1”, Little Loving (Un po’ d’amore) sull’Invenzione a due voci n. 4”, “Look at me (Guardami) sul “Largo” dal Concerto per clavicembalo e archi BWV1056”, “All of the Angels (Tutti gli Angeli) sulla Cantata BWV 140 “Wachet auf, Ruft Die Stimme”,  “Vertigo (Vertigine) sull’Invenzione a due voci n. 5”, “Oh Mama Dear (Oh Mamma Cara) sull’Invenzione a due voci n. 13” e, a chiudere la parte dedicata a Bach con una ennesima espressione di alto virtuosismo canoro, “No Baby” sulla famosa “Badinerie” dalla Suite n. 2 BWV 1067.

Un’alchimia musicale di grandi risultati in cui è bene ricordare che l’artista si misura con un “materiale musicale” in cui nulla era stato scritto da Bach per la voce: è  tutta musica scritta per gli strumenti, in cui Bach non aveva tenuto conto di “cose tecniche” come il tempo per la respirazione. Pur tuttavia Noa vince questa sfida con un totale virtuosismo vocale, tenendo assolutamente fede alla trama musicale nel rapido succedersi delle note dei brani di Bach, ben sostenuta dall’eccellenza della sapiente chitarra di Gil Dor come anche del basso elettrico di Or Lubianiker.

Locandina_Noa

Ottime le doti comunicative dell’artista nel coinvolgere il pubblico cantando, scherzando, dialogando e, perfettamente a suo agio nelle percussioni, ha espresso anche le sue straordinarie doti di musicista/percussionista. Con l’esecuzione, dolce ed appassionata, di “Santa Lucia” ed  “Era de maggio” è immancabile il suo omaggio alla tradizione della musica napoletana a cui Noa, da tempo, è molto legata.

Tra calorose ovazioni e i tantissimi applausi di tutto il pubblico Noa ha concluso il concerto con la concessione di tre bis tra cui non poteva mancare la celebre “Beautiful that way”, colonna sonora del film di Roberto Benigni, il premio oscar “La Vita è Bella”, della quale Noa è l’interprete ufficiale e di cui ci offre, per l’occasione, “un duetto d’eccezione” cantando insieme alla piccola figlia che, salita sul palco alla fine, già dà buona prova d’esser degna “figlia d’arte”.

Oltre che per la sua attività musicale Noa è nota nel mondo ed in Israele anche per essere un’importante sostenitrice culturale del dialogo e della convivenza tra israeliani e palestinesi. È la prima ambasciatrice israeliana dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura e fa parte di numerose organizzazioni a favore dei diritti umani e della pace in Israele e in tutto il mondo. Tra le onorificenze e i tanti premi ricevuti figurano Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Pellegrino della Pace da parte dell’Ordine Francescano di Assisi (premio assegnato in passato a Bill Gates e Madre Teresa di Calcutta) e il Christal Award del Forum Economico Mondiale.

Marcello Minasi e Noa per GLOBUS Magazine

Marcello Minasi e Noa per GLOBUS Magazine

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