Bouncing Imaging: ‘Big Brother’ di salvataggio!

La polizia l’ha già arruolata: utile in azioni di polizia e soccorsi.

 

Il Massachusetts Institute of Technology (MIT) è una delle più importanti Università di ricerca del mondo, con sede a Cambridge, nel Massachusetts. È proprio lì che la ‘Bouncing Imaging’ (la sfera fotografica) colloca i suoi natali.

Sembra una normalissima pallina di gomma, ma l’apparenza inganna, ed anche parecchio! Ogni palla è composta da sei telecamere ed una serie di sensori, di cui uno ad infrarossi che permetterà di vedere le immagini a 360°, consentendo, oltretutto, di visualizzarle in tempo reale spedendole ad un’app per smartphone.

Utilissime le informazioni che verranno da questa fornite, tanto per missioni di salvataggio (rilevando il livello di ossigeno, la presenza di gas o fumo o la temperatura della stanza), quanto in azioni di polizia. Al momento è un prototipo, ma la polizia ha deciso, a giusto titolo, di arruolarla quest’anno in Massachusetts, al fine di scoprirne vantaggi e/o eventuali criticità.
 “Oltre alle telecamere, afferma Francisco Aguilar, Imaging Bounce, offrirà spazio per altri sensori nelle sue sfere a forma di dispositivi di sorveglianza“.

Lo scopo della sua creazione non è prevalentemente bellico. L’utilizzo prioritario sarà, appunto, nelle operazioni di polizia e nelle fasi di soccorso conseguenti a crolli e terremoti: un ottimo modo per rilevare la presenza di eventuali uomini armati prima dell’intervento degli agenti, nel primo caso, e per individuare la presenza di sopravvissuti, feriti o situazioni problematiche di soccorso, nel secondo.

Altamente resistente agli urti, verrà fatta rotolare all’occorrenza nei luoghi da esplorare, fornendo una panoramica totale.

I costi – almeno così sembra da talune indiscrezioni – non dovrebbero essere elevati. Si parla, allorquando entrerà in commercio, di circa 400 euro cadauna (500 dollari): un costo abbastanza accessibile, allo scopo di soppiantare tecnologie più desuete e indubbiamente antieconomiche.

Attenzione, però: non si incorrerà, così, in un costante rischio di violazione della privacy? Che si tratti di un ‘Big Brother’ del XXI secolo? Chissà… ma è sempre vero: la tecnologia dovrebbe essere sempre e solo nelle mani di chi sa davvero farne un giusto uso!

 

In estate scorsa chi ha vistolo spettacolare film “Prometheus“, si è accorto che gli astronauti avevano esplorato un grande astronave abbandonata lanciando ‘palle da baseball’ munite di sensori che inviavano immagini digitali della nave mentre la percorrevano per lungo. Quel pezzo di futuro si chiama Imaging Bounce …ed esiste davvero! 
 

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