Il Bi Fest, un festival ‘rivoluzionario’ in nome dell’arte al Museo REBA di Catania

Il Bi Fest, il festival mensile dedicato all’arte e alla creatività organizzato al Museo Reba, è una rivoluzione artistico-culturale. 17017220_882575108549677_4925644253072059475_o
Protagonisti e fautori di questa “primavera dell’arte e della cultura” sono Renato Basile,  Antonio Bruno,  e Maria Giovanna Costa. 1488218458085.JPG--_particolare__di_antonio_bruno

Un’esplosione di colori, suoni, emozioni e possibilità di riscatto. Il Bi Fest, il festival mensile dedicato all’arte e alla creatività organizzato al Museo Reba, ha e sta letteralmente innescando una rivoluzione artistico-culturale ad effetto domino non solo nello storico quartiere San Berillo ma in tutta la città di Catania.17157525_728208170683834_16483264781027560_o

Protagonisti e fautori di questa “primavera dell’arte e della cultura” sono Renato Basile, architetto illuminato e direttore del Museo Reba, Antonio Bruno, giovane cantautore dell’ormai virale videoclip “Particolare” (girato proprio nel quartiere catanese) e Maria Giovanna Costa, ingegnere e designer che in occasione del Bi Fest ha presentato i costumi realizzati per il video ed un tessuto dedicato allo storico borgo che trasmette un messaggio di amore universale. 17191888_728207790683872_5172753730514552932_o
Nella realizzazione dei costumi e della collezione di abiti creata con il tessuto ispirato e dedicato a San Berillo, ho provato grande soddisfazione. – ci racconta l’ingegnere Maria Giovanna CostaHo avuto la possibilità di collaborare alla realizzazione del progetto con il cantante Antonio Bruno, un grande artista siciliano che, con il suo videoclip “Particolare“, lancia un bellissimo messaggio d’amore e di solidarietà, e con l’architetto Renato Basile, che ammiro molto per le sue attività al museo Reba e per il suo impegno  verso il quartiere San Berillo, i truccatori Angelo Leonardi e Desirèe Lagati e i fotografi dell’associazione Renarossa e tutte le protagoniste dei video, i fotografi e  tutte le maestranze, senza le quali, sarebbe stato impossibile realizzare questo mio lavoro. Tra di noi si è creata una sinergia unica: uniti dalla passione per un progetto, che non è solo moda, produzione, ma anche solidarietà universale verso tutte le donne e tutte le etnie che convivono a San Berillo“.

17097978_728208980683753_7085318948125978433_oInfatti tramite le sue creazioni Maria Giovanna vuole trasmettere un messaggio positivo che sia un vero e proprio segno di speranza: “L’amore incondizionato verso un quartiere che da sempre fa discutere, ma anche Stop alle violenze razziali e a quelle psicologiche! Basta alle etichette su ogni cosa e persona! Il tessuto, che ho disegnato lo scorso anno e chiamato non a caso “San Berillo” viene utilizzato in tutti i costumi ed ogni abito rappresenta in maniera creativa e allo stesso tempo ironica le diverse etnie che popolano il quartiere, di cui ve ne racconto in breve due.
Il primo abito, la “Sposa Fenice”, creato con materiale edile, è dedicato alle donne di San Berillo e simbolicamente a tutti coloro che sposano battaglie difficili, dure come la pietra.
La pietra utilizzata nell’abito, rappresenta gli edifici del quartiere. Come la città di Catania, che rinasce dalle sue ceneri vulcaniche dell’Etna, così la Sposa Fenice, cioè la donna di San Berillo, rinasce con nuove opportunità. Il secondo abito, “Work in Progress or SuperHero”, è dedicato a tutte le donne che lavorano in ambienti sessisti e che vengono discriminate proprio in quanto “donne”. San Berillo è un cantiere aperto che ha bisogno di dare ascolto alle persone che ci vivono, ai loro bisogni e ai loro sogni di un futuro migliore.

17038858_728209104017074_2558073697315097071_oGrandi messaggi per una grande professionista che mira a realizzare “un microdistretto artigianale per le donne e che possa divenire un’opportunità di riscatto per le donne di San Berillo con laboratori creativi nei quali l’arte del ricamo, dell’uncinetto, del tessuto, della modellistica e sartoria a supporto delle mie collezioni possa dare loro un futuro. Penso che non esista una ricetta unica per il successo e la felicità, ma facendo squadra ci si sente più forti. Facciamo del nostro lavoro strade di solidarietà per chi vive nel bisogno, diamoci le mani e tutti insieme cerchiamo una strada verso la gioia“.17157451_728204400684211_4146907640795541049_o

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