Bellini Festival, gran successo per l’anniversario del cigno

Concerto commemorativo organizzato e diretto da Enrico Castiglione

Dopo i successi di rilievo internazionale al Teatro Antico di Taormina e al Teatro Greco di Siracusa con la produzione operistica e concertistica diretta dal regista e scenografo Enrico Castiglione, tocca alla settima edizione del Festival Belliniano, il cui inizio si era avuto il 5 settembre e che proseguirà fino al 3 Novembre nella città di Catania con tanti altri eventi dedicati al Cigno Catanese.
Nell’ambito del Festival Belliniano, anch’esso diretto e fondato da Enrico Castiglione dal 2009, promosso dalla Regione Siciliana-Assessorato al Turismo Sport e Spettacolo, nonché dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, si è tenuto un graditissimo e sorprendente concerto il 23 settembre a Catania nella storica sede settecentesca del Palazzo Biscari, per la commemorazione del 180° anniversario dalla morte di Vincenzo Bellini.
I cantanti hanno eseguito un programma molto ricco e maculato, offrendo al folto ed entusiasta pubblico un percorso completo sulla produzione belliniana più matura e significativa sino alle più giovanili composizioni cameristiche.  
Interpreti di questo spettacolare e raro percorso musicale sono Il soprano turco Gonca Dogan, vincitrice di importanti premi e competizioni belliniane Internazionali, il tenore Filippo Micale, il mezzosoprano Sonia Fortunato e il baritono Giovanni Di Mare, quest’ultimo nome di spicco nelle produzioni estive taorminesi. 

Gonca Dogan, reduce dai successi del 5 e del 12 settembre dal Festival Belliniano, si ripropone come assoluta primadonna aprendo  il  concerto con le  arietteIl fervido desiderio”, “Dolente immagine”, “Ma rendi pur contento” e “Almen se non poss’io”, a “Dopo l’oscuro nembo” da Adelson e Salvini,Sorgi o padre” da Bianca e Fernando, passando per “Ah, non crea mirarti” con la cabaletta “Ah non giunge”, da La Sonnambula e Il Pirata “Col sorriso d’innocenza”, seguita dalla cabaletta “Oh sole ti vela” e con “Casta Diva” con la cabaletta “Ah bello a me ritorna” da Norma; Gonca Dogan ha padroneggiato con assoluta disinvoltura i diversi e ardui personaggi con attenta precisione musicale e nobiltà di fraseggio, mettendo in luce un canto alato per gli ampi archi di fiato, tecnicamente sorretto, rilucente per bellezza di timbro, smalto argenteo, con facilità della zona acuta adeguatamente controllata e di bella pienezza vocale, giusto vibrato e grande tenuta che sono valsi ovazioni e applausi di lunga durata .

Il tenore Filippo Micale, anche reduce dal successo del 5 Settembre al Teatro Antico di Taormina cantando le più celebri arie d’opera di Puccini, si riconferma offrendo al pubblico un repertorio differente con  la cavatina “Meco all’altar di Venere” seguita dalla cabaletta  “Me protegge me difende” da Norma; da ottimo interprete impone, con la sua voce dal bel timbro bronzeo e squillante e con  tutta la forza della sua precisa tecnica e attenta lettura musicale, un ritorno alla tradizione aulica del canto sul fiato, dell’emissione morbida, modulata, variegata e capace di intimità e passione ma anche  in grado di elargire acuti come stoccate capaci di far impazzire il pubblico presente. 

 

Sonia Fortunato, giovane mezzosoprano dal buon mezzo vocale, ha interpretato l’aria di Romeo da I Capuleti e i Montecchi “Se Romeo t’uccise un figlio” con recitativo e con la cabaletta “La tremenda ultrice spada” con messe di frase dal piglio deciso anche se dall’emissione un po’ gonfia e talvolta incerta; sfoggia un fraseggio declamatorio alquanto buono e funzionale ma talvolta di tale forza propulsiva che potrebbe risultare stilisticamente eccessivo o limitato per un repertorio belcantistico. 

 

Il baritono Giovanni Di Mare, già apprezzato in ruoli buffi interpretati con grande successo nelle produzioni operistiche di questa estate al Teatro Antico di Taormina e lo ricordiamo nel ruolo di Don Basilio ne “Il Barbiere di Siviglia”, ha dato prova di una notevole metamorfosi attoriale passando dal disperato e drammatico ruolo di Filippo nell’aria “Qui m’accolse oppresso errante” seguita dalla cabaletta “Non son’io che la condanno” dalla Beatrice di Tenda alla desolata riflessione d’amore di Riccardo in “Ah, per sempre io ti perderei” dai I Puritani. I caratteri dei due personaggi belliniani sono sostanzialmente definiti dal buon fraseggio e da una attenta lettura del testo.

Autentica rivelazione della serata, appena diciottenne e insignito di numerosi e prestigiosi premi internazionali, è il pianista Ruben Micieli che, oltre ad accompagnare con pathos e con grande dote musicale i cantanti, ha eseguito la Fantasie Brillante on Norma di J. Leybach con rigore tecnico e candore sonoro evidenziando le varie voci con picchi di assoluta brillantezza e precisione ritmica e dalla dinamica pianistica ricca di accenti ed effetti sfoggiando una assoluta padronanza tecnica del pianoforte.

Il concerto è stato concluso con il duetto finale di Norma “In mia man alfin tu seida Filippo Micale e Gonca Dogan, nella vita marito e moglie, interpretando con la stessa intesa e passionalità da strappare al pubblico lunghissimi applausi, consensi e ovazioni.  Siamo tutti concordi di aver assistito ad un concerto di ottimo livello con un excursus completo e assai difficile della produzione Belliniana, il che conferma la validità delle scelte del Direttore artistico Enrico Castiglione, che dando spazio ad artisti emergenti riesce a valorizzare e a proporre veri e autentici talenti.

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