Beatles, mezzo secolo per “A hard day’s night”

Versione restaurata per il lungometraggio che ha consacrato i Beatles allo status di “icone della musica” mondiale.

Era il 1964 quando nelle sale cinematografiche sbarcava il docufilm “A hard day’s night”, un cimelio, una reliquia musicale che a distanza di cinquant’anni ritorna nella versione restaurata. La Criterion Collection è la società responsabile della versione rimasterizzata, attraverso tecnologie avveniristiche, capaci di agire sui negativi in 35 mm, pur mantenendo fedele l’autenticità del prodotto.
Dichiara l’entusiasta presidente dell’azienda, Peter Becker:  “Non c’è niente di meglio che assistere a questa proiezione su un grande schermo, in un cinema affollato, con immagini restaurate e ottimi suoni. L’anteprima mondiale al TCM Festival è stata elettrizzante. E’ stato sorprendente constatare che la metà degli spettatori ha alzato la mano per affermare di non aver mai visto il film prima. Il pubblico ha esultato sin dalla prima nota ed ha applaudito alla fine di ogni canzone. ‘A hard day’s night‘ ti trascina in una marea di puro divertimento, ma è anche una meraviglia imperdibile del mondo culturale contemporaneo. L’energia pura ed il carisma dei Beatles sono irresistibili e lo stile di Richard Lester è altrettanto contagioso”.

In Italia, l’attesa pellicola cinematografica sarà disponibile alla fruizione del pubblico nella date del 9, 10 e 11 giugno. Non c’è da stupirsi se fans della prima ora e nuove leve del quartetto di Liverpool segnino in rosso le date sul calendario. La capacità dei “Fab four” è proprio quella di aver conciliato diverse generazioni, diverse istanze emotive e sociali. La musica intramontabile dei Beatles riecheggia tutt’ora, nonostante il mezzo secolo e più trascorso. La freschezza degli stilemi musicali rendono i Beatles dei pionieri, anche nell’arte dei videoclip, gettando le fondamenta per le generazioni future.

Il film è stato utilizzato all’epoca come apripista dell’omonimo album musicale; nel 1999 il British Film Institute inserisce all’88° posto il lungometraggio nell’elenco dei cento film britannici del ventesimo secolo. Un successo senza fine, che a distanza di cinque decenni non sembra affievolire.

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