Assemblea dei soci del Credito Etneo BCC. Approvato il 14° bilancio di esercizio.

Assemblea dei soci del Credito Etneo BCC al centro sportivo “Torre del Grifo” del Catania Calcio. Approvato il 14° bilancio di esercizio.

Una Banca Territoriale ‘differente’ che sfida la crisi,  al servizio delle Economie Etnee. Un successo di pubblico interessato alla evoluzione bancaria al passo con i Tempi. 

In una calda domenica, presso il centro sportivo del Catania Calcio “Torre del Grifo”, si è riunita l’assemblea dei soci del Credito Etneo BCC per approvare il 14° bilancio di esercizio. Così, amministratori, dipendenti e soci hanno commentato i fatti economici registrati nel corso dell’anno che, come i precedenti, anche se in maniera più lieve, hanno risentito i colpi avversi della crisi economica generale. Ancora difficile è lo scenario: l’economia è debole, il commercio perde vigore, il quadro dell’occupazione drammatico.

Ancora in salita i rendimenti: permane anche quest’anno uno dei punti qualificanti della Banca Credito Cooperativo (Credito  Etneo), che chiude ancora in positivo’. Ecco come apre il congresso il dott. Pietro D’Alessandro, illustrando, con dire energico, lo scenario e l’attività macroeconomica emergente, con prospettive di crescita e miglioramento per l’attività economica svolta dalla banca, mostrando ulteriori segnali di stabilizzazione e misure di sicurezza per tutti i clienti: “affidarsi al ‘prontuario del piccolo risparmiatore’ può sempre tornare utile”.

Il dott. Agatino Rizzo, presidente del Credito Etneo, legge la relazione ufficiale – infatti – con il dovuto realismo. Tutti i dati finanziari vengono esposti senza però pavimentare fenomenologie di crisi massive o insormontabili difficoltà, essendo certo dell’impegno che verrà fuori a 360° anche in energie nascoste ed insospettabili.

Con limpida chiarezza viene fuori che il Credito Etneo ha proseguito nella sua opera di sostegno all’economia reale di vicinanza concreta e operativa a soci, clienti e comunità locali, in linea con il ruolo che le banche di credito cooperativo sono chiamate a svolgere di finanza del territorio, di finanza mutualistica, giudicate da alcuni come un modello “antico” di fare banca. Come sempre interessante – ed incoraggiante per il sostegno – l’intervento del dott. Gaetano Mancini, presidente di SAC, società di gestione dell’Aeroporto di Catania, nonché vice-presidente nazionale di Confcooperative.

In tutti gli interventi dirigenziali e dell’attento pubblico viene fuori che bisogna promuovere l’equità, rilanciare l’attività di impresa, favorire la cooperazione; tutti bisogni di ieri ma straordinariamente vicini a quelli di oggi. È per questo motivo che il modello di fare banca del Credito Etneo e del movimento cooperativo in genere è ancora attuale …e per questo differente!

Nonostante le premesse negative determinate dall’accennata contingenza economica il bilancio approvato dai soci riporta un utile netto di 529.533 mila euro in diminuzione rispetto a quello dello scorso anno che ammontava ad euro 778.319; un risultato che in concreto può definirsi ottimo se si presta attenzione alle perdite miliardarie di alcune grandi banche, ed a quelle più contenute, ma sempre di perdite si tratta, registrate da numerose realtà di piccole e media dimensione.
La raccolta della banca ha avuto una leggerissima flessione dello 0.14% attestandosi a 151.343 mila confermando la fiducia che il territorio ripone nel Credito Etneo, gli impieghi verso la clientela sono diminuiti del 4.12% attestandosi a 52.730 milioni. Impieghi che nell’esercizio si sono principalmente indirizzati sui segmenti di famiglie e piccole imprese, a testimonianza di come la banca continui a sostenere il territorio pur in un contesto difficile a causa, tra l’altro, dell’accresciuta rischiosità degli attivi connessa al peggioramento delle condizioni dell’ economia reale.

A tale riguardo anche il Credito Etneo BCC paga un conto salato alle conseguenze della crisi in termini di rettifiche sugli attivi e sul comparto dei crediti in particolare che costituisce, appunto, il costo più direttamente collegato alle disastrose condizioni in cui versa l’economia del nostro territorio. I buoni risultati appena elencati diventano per tutti, amministratori dipendenti e soci non un punto di arrivo ma di stimolo per il futuro per fare del credito etneo una realtà sempre più forte sempre più presente e sempre di maggiore supporto all’economia della nostra terra.

Ha fatto seguito un nutrito e partecipato buffet, offerto dalla Banca negli spazi del Centro Sportivo di Torre del Grifo.
Un congresso di soci per analizzare insieme, in un periodo di crisi consolidato, il futuro della ‘nostra società’, sotto un’ottica economico – finanziaria più lucida e consapevole.

Fu profetico il Direttore generale, dott. Venerando Rapisarda, quando agli inizi del nuovo millennio coraggiosamente, da intuitivo uomo di banca, insieme ad oltre 600 soci fondatori ed un manipolo di seri e stimati amministratori, sfidò i grandi colossi bancari, venuti dal Nord, per realizzare un sogno che allora sembrava un miraggio: la creazione di una banca locale ad esclusivo servizio dell’economia etnea per il sogno di «abbracciare il vulcano con il nostro lavoro».

Nell’ottobre del 1999 un gruppo di persone, imprenditori e professionisti, residenti nella provincia di Catania, animati dal proposito di ridare al territorio Etneo una struttura bancaria di carattere mutualistico, costituisce il comitato promotore del Credito Etneo.

Crisi o non crisi, il sodalizio bancario del Credito Etneo continua la sua opera di sostegno ai Soci, alla sempre più numerosa clientela e alle comunità del territorio, in linea con il ruolo che le banche di credito cooperativo sono chiamate a svolgere.

UN PRODOTTO DEL TERRITORIO ETNEO AD ESCLUSIVO SERVIZIO DELLA SUA ECONOMIA «ANCHE PER QUESTO È DIFFERENTE»

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