Arriva a dicembre “Marlboro Iqos”, la sigaretta che non si accende, ma si “scalda”

Nuova nata nella casa Philip Morris! È la rivoluzionaria sigaretta a ridotta nocività, che si “scalda”, ma non si accende. Da dicembre sarà testata in alcune città del Giappone e in Europa

Fumatori accaniti, nuova “sorpresa” per voi sotto l’albero di Natale! È attesa, infatti, per la fine di quest’anno, Marlboro Iqos, la nuova sigaretta che non si accende, ma si scalda.

Ha le caratteristiche di una sigaretta comune, è dotata di un filtro e di tabacco veri, ma, “segni particolari!”, non produce fumo, né cenere, bensì solo un’emissione di nicotina priva di catrame. In pratica, una volta inserita la minisigaretta in Iqos, una lama scalderà il tabacco.

Questo è altro non è che l’ultimissimo ritrovato a ridotta nocività di una famosissima multinazionale, in risposta alle numerose campagne anti-tabacco, che, negli ultimi tempi, sono costate alle aziende un calo significativo delle vendite, stimato tra il 2 e il 3% l’anno. 

Il prodotto, realizzato dopo lunghe ricerche condotte dagli esperti della Philip Morris – più di 400 tra scienziati, biologi, medici e fisici – nel centro di Neuchatel, in Svizzera, sarà testato in via sperimentale da dicembre in Giappone e – udite, udite! –  a Milano, dove sono già pronte mille tabaccherie. 

Eugenio Sidoli, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, dichiara all’“Avvenire”, ‘Una volta inserita la minisigaretta in Iqos, una lama scalderà il tabacco. Ha capito bene: ho detto scalderà…Ecco la svolta: non c’è più combustione, la sigaretta non si accende e i danni alla salute potrebbero essere decisamente ridotti. Ma parallelamente c’è il gusto, si consuma tabacco come nelle sigarette tradizionali. La ‘rivoluzione’ partirà dall’Italia, con la produzione concentrata a Bologna’.

La sigaretta, infatti, è composta da due parti: una realizzata all’estero, molto simile ad un normale accendino e un’altra “made in Italy”. La prima si compone di uno stick (dotato di custodia e di una parte sganciabile, che serve per la pulizia) in cui inserire la minisigaretta e un caricabatterie con attacco Usb, mentre la seconda è costituita dalle minisigarette vere e proprie, contenute in un pacchetto dall’insolita forma orizzontale, per le quali viene utilizzato un particolare tipo di tabacco, che scalda senza bruciare. Queste ultime vengono prodotte in Italia, dove presto sarà operativa la nuova fabbrica di Crespellano, in provincia di Bologna, in cui avverrà la lavorazione. Lo stabilimento, la cui costruzione sarà pronta entro il 2016, è costata al colosso del tabacco circa 500.000 euro, a regime darà lavoro a più di 600 dipendenti. ‘L’investimento è stato massiccio – continua Sidoli –. Circa 2 miliardi di euro in ricerca e sviluppo negli ultimi 17 anni…’.

Mentre la sigaretta elettronica, infatti, sembra già aver esaurito la propria funzione di novità, tra limitazioni, tasse e dubbi sulla sua reale efficacia sulla salute, ecco così che la Philip Morris (rinomata multinazionale del tabacco, sovente alle prese con onerose cause legali) è pronta a lanciare questo nuovo prototipo di sigaretta. Doppio vantaggio si profila, così, all’orizzonte: meno danni alla salute, ma anche alle casse della multinazionale produttrice!

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