“Amore” di Spiro Scimone e Francesco Sframeli: la prima al Teatro Vittorio Emanuele di Messina

Grande successo con “Amore” per la compagnia Scimone-Sframeli a Messina

Grande successo da giovedì sera, 5 novembre 2015, al Teatro Vittorio Emanuele di Messina dove è andata in scena la prima di “Amore”, in replica sino a domenica 8 novembre. Ottava commedia di Spiro Scimone e la quarta con la regia di Francesco Sframeli (dopo “La Busta”, “Pali” e “Giù”) per la compagnia Scimone-Sframeli, in collaborazione col Théâtre Garonne di Tolosa, scene di Lino Fiorito. Con Spiro Scimone, Francesco Sframeli, Gianluca Cesale e Giulia Weber, la prima donna ad essere inserita sul palco a differenza dei precedenti lavori realizzati dalla compagnia.

Si muovono sulla scena quattro personaggi, due coppie, una eterosessuale e una omosessuale: il vecchietto (Spiro Scimone), la vecchietta (Giulia Weber), il comandante (Francesco Sframeli), il pompiere (Gianluca Cesale). Il luogo su cui scorre la vicenda è un cimitero, due tombe a terra,  cipressi sullo sfondo, scena minimale/essenziale, le quattro figure che non hanno nome si muovono tra le tombe, probabilmente per l’ultimo giorno della loro vita, in una sospesa dimensione spazio-temporale, in sottile equilibrio tra la verità e la tragedia del vivere quotidiano.

Due realtà, due amori a confronto: due anziani sposi ricordano momenti, epoche lontane in un serrato dialogo e quindi l’irrompere sul palcoscenico dei due pompieri, su un originalissimo carrello da supermercato (velivolo con sirena annessa) il comandante viene mosso e trasportato sulla scena dal suo subordinato mentre, con un piccolo sterzo, indica la direzione da seguire.

Le tombe si mutano in giacigli e, quindi, nascono immediate dinamiche interiori, in cui riaffiorano ricordi, desideri e l’analisi delle occasioni perdute.

I dialoghi, scorrevolissimi, alternano comico e tragico, tra le frasi ripetute ossessivamente, nel tipico stile di Scimone, e i ricordi: immagini rievocate, piccoli frammenti appena accennati ma capaci di rendere la dinamica complessità della vita per entrambi le dimensioni dei due “amori”. L’anziana coppia dei due vecchietti, tra i due lei decisamente più pimpante di lui, pur alle prese con dentiere e pannoloni da cambiare, rievoca sensazioni di un passato felice che si vorrebbe rivivere, di indimenticabili viaggi e momenti di focoso amore come anche la coppia dei due pompieri ricorda momenti indimenticabili dietro un’autobotte, tristi vacanze vissute separatamente e piccole gelosie, il rammarico di non aver potuto liberamente vivere la loro intimità e reale dimensione, costretti in un’esistenza segnata da inutili menzogne, ostacolati dai comuni pregiudizi del moralismo

borghese e di una società omofoba.

Da anni Scimone-Sframeli, entrambi messinesi, formano uno storico binomio rappresentando, tra le realtà ed inquietudini del grande teatro contemporaneo, un’affascinante prospettiva siciliana.Spiro Scimone conferma la prosecuzione del suo non facile percorso drammaturgico, ai bordi dell’umanità, spesso emarginata ma, proprio per questo, a volte “più vera”.

Collezionando premi prestigiosi, tra cui quattro premi Ubu e un Leone d’oro alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia (solo per citarne alcuni), Scimone-Sframeli sono tra i pochi artisti italiani chiamati dai maggiori festival e teatri europei, capaci di attirare l’attenzione ed affascinare, grazie al respiro internazionale delle loro opere, sia gli spettatori che la stampa straniera.

Definito “un genio visionario”, Spiro Scimone, tra i più originali nuovi drammaturghi del teatro italiano, grazie al suo linguaggio teatrale e alle geniali interpretazioni, taglienti ed ironiche, di un vero talento naturale qual è Francesco Sframeli (anche regista degli ultimi lavori), riesce a ridare forza e vigore alla drammaturgia italiana contemporanea, acquistando sempre più una propria forza e autonomia di espressione.

I loro spettacoli sono stati messi in scena in Inghilterra, Francia, Germania, Belgio, Spagna, Canada, Argentina, Portogallo, Olanda, Croazia, Grecia e Svezia. I testi sono tradotti in francese, inglese, tedesco, greco, spagnolo, portoghese, norvegese, croato, sloveno e danese.

Anche in quest’ultima prova Scimone e Sframeli ci confermano, in poche parole, di essere un binomio vincente.

L’Amore è una condizione unica, estrema ed eterna, vissuta intensamente fino alla “fine”: l’ennesima lezione ed insieme segnale di speranza, tra luci ed ombre, che ci giunge dal “fare teatro” di Scimone e Sframeli, salutati alla fine dagli scroscianti applausi del pubblico.

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