Ambiente: Parliamo di Paesaggio e Territorio

Mai come oggi il tema dell’ambiente risulta attuale e complesso allo stesso tempo ma, proviamo a interpretare il rapporto tra l’ambiente, il territorio e il suo paesaggio

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Cosa intendiamo per  territorio?

Possiamo descrivere il territorio come se fosse un’opera d’arte e, tra le opere d’arte forse la più alta, la più collettiva che l’umanità abbia mai potuto esprimere. A differenza delle molteplici opere artistiche o tecniche che sono prodotte dall’uomo modellando la materia inanimata, il territorio è prodotto attraverso un dialogo, un  rapporto fra esseri viventi, lo stesso uomo e la natura. È un’opera co-evolutiva, che cresce e si trasforma nel tempo. Il territorio, come ambiente dell’uomo è in forte sofferenza, il nostro modello di civilizzazione ha smesso di curarlo e accudirlo, se non con crescenti interventi tecnologici. Si può avanzare l’ipotesi che esso viene trattato come un foglio bianco e sterile, un mero supporto su cui disegnare insediamenti secondo regole  aliene alla natura e dalla qualità, dall’identità specifica dei luoghi. L’industria di massa del turismo ha invaso gli spazi costieri con allineamenti litoranei continui che hanno praticamente creato barriere sia nelle scogliere che tra gli arenili hanno impoverito e degradato i paesaggi collinari e dell’entroterra. La distruzione della biografia e della memoria di un territorio ci fa vivere in un sito indifferente, ridotto al supporto di funzioni di una società velocissima, ha interrotto bruscamente ogni relazione con la storia del luogo. È dunque imprescindibile una rinascita, attraverso nuovi atti rigeneranti, che rimettano in circolo nuovamente al centro il territorio, ovvero nuove relazioni produttive fra insediamento umano e ambiente.

Ma si deve ripartire da zero?

Assolutamente no.

Al di sotto della colata di cemento dell’urbanizzazione contemporanea, sopravvive un ricchissimo patrimonio territoriale, pronto ad essere fecondato da nuovi attori sociali che ne prendano la cura. Questo processo è in parte già in atto, là dove più acuta è la percezione del divario fra crescita economica quantitativa e benessere”.

(Alberto Magnaghi, Il progetto locale, Bollati Boringhieri editore, Milano 2001).           

Il Paesaggio, inteso quale prodotto interconnesso del lavoro tra la natura e l’uomo, è testimonianza risultante simultanea delle trasformazioni evolutive attuate dalle forze della natura misurata in milioni di anni e dalle forze dell’uomo in pochi millenni. Ma in origine, il paesaggio era immenso e incommensurabile, molto più grande della statura dell’uomo che viveva condizionato da esso, si adattava alle sue regole, utilizzava gli spazi che l’ambiente gli forniva così come erano, abitandone i ripari e le grotte naturali. La distruzione della memoria e della biografia di un territorio ci fa vivere in un sito indifferente, ridotto al supporto di funzioni di una società istantanea, che ha interrotto bruscamente ogni relazione con la storia del luogo.    

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