All’Istituto Alberghiero “Karol Wojtyla” di Catania incontro con il Maestro Gianluca Tomasi, chef di alto livello

Il mestiere di cuoco diventa una professione 

Gianluca Tomasi ex capitano della Nazionale italiana Cuochi ha incontrato gli studenti dell’Alberghiero Karol Wojtyla” di Catania nell’ambito dell’aggiornamento professionale, sottolineando l’importanza di investire sui giovani per motivarli a svolgere il lavoro del cuoco come professione. Lo chef ha presentato alcune ricette internazionali spiegando la preparazione attraverso ingredienti della nostra cucina mediterranea affiancata dai commis: Francesco Lazzara, Carlo Coronati e Fernando Rathucamage.

I futuri operatori della ristorazione hanno avuto modo di apprezzare un approccio diretto e di notevole prestigio nella performance di presentazione di piatti, creando accostamenti, abbinando tempi di cottura, studiare il menu,  come si sposano gli ingredienti, trasformarli, rielaborarli e personalizzarli, poiché, come sottolinea Seby Sorbello presidente Associazione cuochi etnei, “ogni provincia è un’isola nell’Isola e quindi ogni piatto cambia secondo il contesto territoriale. Occorre somministrare cibi che osservino le regole del benessere e della salute del cliente”. Il dirigente scolastico Daniela Di Piazza evidenzia “il nostro chef Tomasi è un modello da seguire e il vostro deve essere un cammino impegnativo con amore per la professione”.

Un pomeriggio di crescita, chiarisce e bisogna sfruttare questi momenti di incontro per andare oltre la formazione, un valore aggiunto per la professionalità, dietro un cuoco non solo competenza di settore, ma un range di cultura generale, emozione di conoscenza e lo chef ha trasmesso esperienza sul campo e ha svelato in questo corso le regole d’oro per comporre un menu corretto, inoltre la NIC (Nazionale italiana cuochi) è emanazione ufficiale della federazione italiana cuochi, presente dal 2002 nelle iniziative legate alla promozione del made in Italy, soprattutto durante le competizioni internazionali, facendo risaltare che il lavoro di cucina sia eseguito sempre per regole e mai per eccezioni. La cultura gastronomica, non va solo in una direzione tra ingredienti locali ma la cucina è alchimia e arte.

Lo chef alle spalle ha trent’anni di esperienza e ha scritto numerosi libri, fra cui l’ultimo sul Finger Food “un piccolo boccone di 20 grammi in cui ci deve essere tutto, gusto sapore e mettere tutti i miei trent’anni di vissuto”, si è intrattenuto a lungo nell’aula magna dialogando e fornendo informazioni utili agli studenti, che lo considerano un mito nel loro settore, ha rivolto ancora un messaggio invitandoli a  viaggiare e crescere con la mentalità delle gare e del concorso, perché c’è sempre da imparare e confrontarsi.

Tomasi spiega “la cucina è il mio lavoro e la mia professione, sono figlio d‘arte mio padre cuoco e fin da piccolo ho lavorato con lui. La cucina può essere affiancata alle tendenze di moda, pittura aspetti culturali e i miei libri affrontano questo aspetto, e parlo dei cinque continenti: attraverso i viaggi apprendo le tradizioni, le trasferisco nei piatti, che a volte nascono dalla sperimentazione in cucina; pensando nascono idee spunti ma anche parlando, che poi concretizzo dal punto di vista gustativo”.

L’incontro ha voluto sottolineare la validità e specularità del settore e come la massima ambizione per un cuoco sia quella di arrivare alle gare nazionali, i ragazzi hanno partecipato attivamente condividendo, e il presidente Sorbello ha focalizzato l’importanza della sinergia tra Alberghiero e Associazione nazionale cuochi etnei, e rivolgendosi alla sala “sta a voi sapere sfruttare il futuro”.

Gli ex alunni degli Alberghieri Aldo Scollo “Karol Wojtyla” ed Enrico Lavernier Giarre sono stati selezionati nella Nazionale italiana cuochi (Nic junior) e adesso hanno partecipato ai mondiali Lussemburgo e si stanno preparando per le olimpiadi di cucina a Erfurt in Germania.

Hanno collaborato all’organizzazione della manifestazione i docenti Fabio Fidotta, Enzo Mannino, Alfio Galati, Calogero Matina e l’assistente tecnico Musumeci Giuseppe. La dirigente conclude sottolineando l’importanza del “management” e la scuola già collabora con la Confao, piattaforma che permette di inserirsi con la classe e imparare a fare azienda per certificare percorsi in uscita.

Un momento altamente istruttivo per tutti quegli studenti che in un futuro non lontano lavoreranno nell’ambito della ristorazione e sicuramente faranno tesoro del corso per sfruttare al meglio le loro risorse. Il cuoco è anche un promotore di salute, che si informa sugli alimenti, capace i manipolarli con scrupolo senza impoverirli, e deve essere informato sulle tecniche e tecnologie adeguate per le trasformazioni e deve saper proporre ricette costruite con scientificità aggiungendo un pizzico di estro e che ci sia, come sottolinea lo chef Tomasi, in ogni creazione il coinvolgimento di tutti i cinque sensi

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