Al Teatro Vittorio Emanuele la Cerimonia di Inaugurazione del 472° Anno Accademico dell’Università di Messina con Pupi Avati

Il Maestro Pupi Avati ospite d’onore della Cerimonia di Inaugurazione dell’A.A. 2019/20 aperta dal coro dell’UniMe con le note dell’inno nazionale ed europeo1

Al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, venerdì 21 febbraio alle ore 16.30, le note dell’inno nazionale ed europeo e il coro dell’UniMe, diretto dai maestri Umberto e Giulio Arena, hanno fatto da apertura alla Cerimonia di Inaugurazione del 472° Anno Accademico dell’Università di Messina mentre l’inno d’ateneo “Gaudeamus Igitur” ha accompagnato la sfilata del corteo accademico al quale hanno preso parte numerosi rettori ospiti e i prorettori UniMe. Ad arricchire l’evento, oltre le esibizioni del Coro d’Ateneo anche l’ensamble orchestrale dell’Istituto “Ainis” diretto da Elio Parisi, che ha eseguito brani tratti da colonne sonore di celebri film diretti dal Maestro Andrea Pappalardo.

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Il Presidente del Teatro Vittorio Emanuele Dott. Orazio Miloro, nei saluti, dopo avere espresso grande gioia per l’onore di ospitare l’inaugurazione dell’anno accademico della prestigiosa Università di Messina ha ringraziato il Magnifico Rettore per quel segnale chiaro con cui l’Università intende proseguire nelle scelte per questo territorio e3

soprattutto verso i giovani…, un territorio che soprattutto in questi ultimi mesi si sta riscontrando essere molto attento nei settori che riguardano la cultura, l’arte, la musica, lo spettacolo…settori che alcuni giovani ultimamente stanno guardando con grandissimo interesse.

Quindi un ringraziamento particolare al Maestro Pupi Avati per il grande piacere di averlo come ospite, un maestro insuperabile nell’anno felliniano poiché ricorrono infatti cento anni dalla nascita di un mosto sacro come Federico Fellini. Ha infine rimarcato come la circostanza di avere l’Università al fianco in queste condivisioni progettuali siano per il Teatro un motivo di orgoglio, di conforto e sicuramente di successo.

L’Assessore Regionale alle Autonomie Locali l’Onorevole Bernadette Grasso ha successivamente portato i saluti del Governatore della Regione Nello Musumeci, della Regione Siciliana al Magnifico Rettore, al Senato Accademico, agli studenti e a tutti per un buon anno accademico ribadendo come l’Università di Messina è una università storica, un pregio per la nostra Sicilia e come il governo regionale e le istituzioni saranno sempre vicine alle esigenze dell’Università.

Ha preso poi la parola il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Messina, il Professore Salvatore Cuzzocrea, che, dopo i saluti, ha ringraziato il Professor Gaetano Silvestri e il Professore Francesco Tomasello, già rettori di questa Università, per la loro presenza, il rettore di Enna Kore, il Professor Gianni Puglisi e il Professor Moschella per la loro collaborazione. Dopo aver augurato buon lavoro al neo eletto Presidente della CRUI Ferruccio Resta al collega Pia e a tutta la giunta ha ringraziato il Presidente del Teatro Vittorio Emanuele Dott. Orazio Miloro per aver dato la possibilità di svolgere l’anno accademico per il secondo anno fuori dalle mura dell’Università spiegando questa scelta come segno tangibile della ferma volontà dell’Università di Messina di essere presente nel territorio nel pieno rispetto e nella piena consapevolezza del proprio ruolo che è quello di formare le nuove generazioni. Ricordata pure la collaborazione col Coro del Maurolico anticipando che l’evento di Taormina quest’anno si svolgerà nuovamente alle consegne delle lauree. Fra i traguardi e gli obiettivi raggiunti ha poi evidenziato l’aumento del 15% di immatricolati, in controtendenza rispetto a molti atenei del sud, l’istituzione di cinque nuovi corsi di laurea tra cui il DAMS (Dipartimento Arte, Musica e Spettacolo), prospettando future partnership con l’Ente Teatro per creare laboratori, stage e tirocini utili a giovani talenti futuri, l’istituzione quest’anno di altrettanti corsi di laurea innovativi che sono stati presentati per una loro valutazione e ancora l’istituzione, in accordo con l’Associazione Magistrati, di una summer school su mafia, antimafia e territorio, dove i giovani studenti, i dottorandi, si confronteranno, ascoltando illustri magistrati, giornalisti e professori.

Per migliorare i servizi, dal 20 marzo di quest’anno, gli studenti non dovranno più fare file interminabili nelle segreterie per il controllo amministrativo poiché da casa si potrà fare il controllo della tesi, apporre la firma e stampare lo statino di laurea e attraverso il cellulare, con una App, i ragazzi  potranno controllare tutta la carriera amministrativa, prenotare gli esami, etc.. Tra le altre agevolazioni si sono stanziati 900mila euro per i trasporti e 500.000 euro circa per il rimborso degli studenti bisognosi, meritevoli e fuori sede mentre per gli alloggi si cercherà di rendere fruibile la Casa per lo Studente in Via Cesare Battisti intitolata a Matteo Bottari per troppo tempo chiusa e non fruibile per gli studenti.

Ci sono anche gli interventi di restauro delle facciate della sede centrale e di Palazzo Mariani (aperta una nuova palestra), la ristrutturazione dell’ex Biblioteca regionale e dei Poli Papardo, Annunziata e Policlinico; infine “fiore all’occhiello” il recente acquisto dell’ex sede della Banca d’Italia (6000 mq, risalente al 1924).

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Interessante anche la relazione del direttore generale UniMe Francesco Bonanno sul nuovo assetto funzionale delle risorse interne, che rispetta il Piano nazionale anticorruzione, riduce le criticità e migliora il grado di soddisfazione degli utenti e le loro necessità ed ancora l’intervento del rappresentante del Personale tecnico amministrativo, bibliotecario e CEL , Nunzio Femminò che ha attenzionato questioni tra cui il contributo del Personale nei cicli di performance e nelle procedure di valutazione e infine l’intervento del rappresentante degli studenti, Andrea Muscarà, soprattutto in tema di trasporti.

Come anticipato nei titoli, ospite d’onore di questo evento il Maestro Pupi Avati che nella sua vita finora ha diretto qualcosa come 50 film, scritto 51 sceneggiature e 16 libri, candidato a 12 David di Donatello di cui 3 vinti.

Così il Rettore prof.Salvatore Cuzzocrea, riferendosi al regista che è considerato uno dei più grandi maestri del Cinema italiano: “Renderemo omaggio a Pupi Avati, prezioso e imprescindibile punto di riferimento per la storia del grande schermo – spiega– è uno degli ultimi registi della vecchia guardia del cinema italiano, rappresenta un eccellente e magistrale testimone della settima arte, i suoi film, come i libri, e il suo linguaggio per immagini rimangono scolpiti nella memoria della critica e toccano il cuore del pubblico. E’ un esempio eloquente di equilibrio tra tecnica e sentimento, concretezza e profondità; ha trattato temi ancora oggi attuali e complessi. Siamo davvero onorati di accoglierlo a Messina e farlo conoscere più da vicino ai nostri studenti: da queste illustri personalità possono trarre significativi insegnamenti per il loro percorso formativo”. La scelta dell’artista bolognese è maturata nell’ambito della collaborazione tra l’Università di Messina e Taobuk, il festival internazionale del libro ideato e diretto da Antonella Ferrara.

Dopo che il regista ha parlato del suo progetto su Dante Alighieri, abbiamo chiesto al Maestro Pupi Avati la sua opinione sulla cultura nel nostro Paese sia nell’ambito cinematografico che, in quanto anche scrittore, nell’editoria…e quali prospettive o criticità vede appunto per la cultura in Italia: “La committenza cioè quelli che troviamo dall’altra parte del tavolo, nelle stesse stanze… nell’arco di questo mezzo secolo praticamente…la stanza è rimasta la stessa, la scrivania è rimasta la stessa… ma la persona che è seduta dall’altra parte non è più la stessa, è molto scaduta…il livello di ambizione è scaduto…non c’è più il desiderio, la voglia di fare una bella cosa. C’è il desiderio e la voglia di non perdere i soldi, di fare dei numeri, di guadagnare…ma nel cinema italiano, negli anni meravigliosi nei quali ancora c’era il cinema italiano… c’era l’ambizione…C’erano 400 produzioni da ogni parte, tutti volevamo fare dei capolavori… e qualche volta è capitato, non sempre…”.

Pupi Avati ha detto pure: “Se faccio questo mestiere è per 8 ½ … se Fellini non avesse fatto 8 ½ moltissime persone non avrebbero fatto i registi.. Fellini ha cambiato la vita di molti registi…” e allora gli chiediamo cosa, invece, ha spinto e motivato i suoi figli, fra i quali la figlia Maria Antonia il cui film “Per non dimenticarti”  ha vinto nel 2006 il premio come “migliore opera prima” del Magna Grecia Festival, ed ancora cosa hanno preso da lui: Fortunatamente i miei figli più o meno fanno una professione simile alla mia ma con una loro identità…cioè non c’è nessuno che sia sovrapponibile…mio figlio per esempio  sta a Londra a fare effetti speciali…no, non hanno proprio ereditato…perché non hanno le mie stesse radici, io ho delle radici così precise che sono praticamente germogliate e cresciute nell’estate, in quel terreno là, in quegli anni là…chi ha vissuto prima della seconda guerra mondiale ha un imprinting che le persone che sono arrivate dopo non hanno…in tutti i casi sempre una grande soddisfazione…sarebbe gravissimo se i miei figli somigliassero a me”.

Intervista per Globus Magazine

Da sottolineare durante la Cerimonia l’intervento dello studente con protezione internazionale Aly Traore che ha raccontato la sua esperienza di 29enne, originario del Mali arrivato ad Aidone, in provincia di Enna, dopo aver vinto una borsa di studio e imparato l’italiano; oggi frequenta la facoltà di Scienze politiche e relazioni internazionali: “Spero un domani di poter lavorare nell’ambito della cooperazione tra Paesi per agevolare tutte le persone che sognano una vita normale e non hanno la possibilità di viverla. Io ho avuto questa fortuna”.

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(Foto con Pupi Avati di Rocco Papandrea)

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