Al Teatro Vittorio Emanuele dal 6 all’8 maggio Simone Cristicchi ne “La Buona Novella” di Fabrizio De Andrè

Simone Cristicchi, poliedrico “cantattore” consacrato dalla critica come l'artista italiano contemporaneo più completo, torna in scena ne La Buona Novella di Fabrizio De André, in programma al Teatro Vittorio Emanuele venerdì 6 maggio alle 21, con repliche sabato 7 maggio alle 21 e domenica 8 maggio alle 17,30.

Simone_Cristicchi

L’opera di De Andrè, che lo stesso “Faber” definì uno dei suoi lavori più riusciti, se non il migliore, viene proposto in versione per orchestra sinfonica e coro giovanile scritta da Valter Sivilotti, musicista che per lo stesso Simone Cristicchi ha composto le musiche dello spettacolo teatrale MAGAZZINO 18 (oltre 140.000 spettatori in oltre 250 repliche).

Al lavoro discografico originale di Fabrizio De André è stata aggiunta la canzone “Gesù”, cantata dallo stesso De André prima ancora di incidere “La Buona Novella”, che Sivilotti ha rielaborato per ridonargli una nuova contemporaneità.

Lo spettacolo, che nasce da un’idea di Sivilotti e Giuseppe Tirelli, inizia con un inedito monologo recitato da Simone Cristicchi, dal titolo "A volte ritorno" (scritto dallo stesso Cristicchi e da Matteo Pelliti), che snoda una narrazione i cui punti di riferimento sono rintracciabili in alcuni testi scritti da don Andrea Gallo e don Pierluigi Di Piazza.

Cristicchi immagina il ritorno sulla terra di Gesù, al quale fa rivivere la stessa Via Crucis degli “ultimi” di oggi. Considerato “clandestino”, Cristo sarà inviato in un centro di identificazione ed espulsione, per poi finire in carcere e, infine, tra i clochard in una stazione. Cristo sarà inviato in un centro di identificazione ed espulsione, per poi finire in carcere e, infine, tra i clochard in una stazione.  Un racconto, a volte spiazzante, per puntare il dito contro la società contemporanea sempre più distante dal comandamento “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Ad accompagnare il “cantattore”, l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele, diretta da Valter Sivilotti, il Coro scolastico Maurolico – Verona Trento e il Coro giovanile “I Mirabili” diretto da Dario Pino.

Simone Cristicchi (cantautore, attore, scrittore) nasce a Roma nel 1977.

Parallelamente alla passione per il disegno (è stato allievo di Jacovitti), scorre amore autentico per la canzone d'autore e teatro. Nel '98 l'incontro con il suo produttore Francesco Migliacci. Nel 2005, l'esordio e il successo con il singolo (pubblicato da Sony Music) "Vorrei cantare come Biagio". La critica musicale gli riserva una pioggia di premi.

Nel 2006 il primo album "Fabbricante di canzoni" e incluso nel cd, oltre a “Studentessa

universitaria”, un capolavoro: il duetto con Sergio Endrigo “Questo è amore”. Stylus Magazine, settimanale Usa, seleziona il disco come "Album of the week".

Nel 2007 al Festival di Sanremo la consacrazione con la canzone "Ti regalerò una rosa". Una lettera commovente con protagonista la follia. Vince il Festival, il Premio della Critica, parte lo spettacolo teatrale “Cim” e il libro supera le 80.000 copie vendute.

Dal 2008 al 2014: partecipa in due occasioni al Festival di Sanremo (2010 “Meno Male” e 2013 con “Mi manchi” e “La prima volta che sono morto”); è in tour con il Coro dei Minatori di Santa Fiora; e porta in scena due spettacoli teatrali di grande successo, accompagnati dalla pubblicazione di rispettivi libri: “Li Romani in Russia” (il monologo narra della tragica Campagna di Russia del 1941-43 e riceve il plauso del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano) e “Mio nonno è morto in guerra” (monologo sulle storie di piccoli eroi quotidiani attraversati da un terremoto della Storia: la seconda guerra mondiale). Entrambi gli spettacoli superano le 200 repliche.

La critica lo consacra come l'artista italiano contemporaneo piu' completo. Ha coniugato teatro civile e musica in un Musical-Civile che fa da capo-genere.

E' il 22 ottobre 2013 e il Teatro Rossetti di Trieste, battezza il suo 4° spettacolo teatrale: “Magazzino 18” con la regia di Antonio Calenda. Si accendono riflessioni e polemiche. Sei giorni consecutivi di sold out e standing ovation con oltre 10 minuti di applausi. Uno spettacolo atteso da più di 60 anni che riceve applausi e commuove per aver saputo affrontare con grande sensibilità ed equilibrio il racconto di un esodo, quello degli italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia. Un racconto che parte proprio dal Magazzino 18, il magazzino che vide raccogliere tutti i beni e le “vite” di oltre 350.000 profughi italiani. A maggio 2016 vengono superate le 250 repliche con oltre 140.000 spettatori che assistono e si appassionano allo spettacolo. Grande commozione, partecipazione ed ennesima standing ovation anche per la speciale replica, di settembre 2014, in Canada a Toronto.

Nella 3 anni di repliche di “Magazzino 18”, il 1 aprile 2015 fa il suo debutto al Teatro Orfeo di Taranto, anche con “La Buona Novella” di Fabrizio De André, per la prima volta eseguita in versione per orchestra sinfonica e coro. Come prologo, Cristicchi recita un monologo inedito e da lui scritto dal titolo "A volte ritorno", ispirato ai testi di Don Andrea Gallo e Don Luigi Di Piazza.

Da Ottobre 2016 prenderà il via il tour del nuovo spettacolo teatrale, “Il secondo figlio di Dio” (scritto con Manfredi Rutelli e la collaborazione di Matteo Pelliti). La vera storia di David Lazzaretti, chiamato “Il Cristo dell'Amiata” e “Il profeta dell'Arcidosso”. Un folle o un sognatore? Di certo un precursore dei tempi e l'ideatore di un catto-socialismo. Una vita non comune che pagò con la vita. Il 10 agosto 2015 si è tenuta una suggestiva anteprima sul Monte Labbro, dove si ergono ancora le rovine della Torre Giurisdavidica, eremo di Lazzaretti. Oltre 1.000 persone hanno raggiunto, a piedi, la vetta del Monte Labbro per assistere all'evento. Una grande commozione per i presenti, un altro grande successo.

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