Al Teatro Lo Spazio di Roma “Cattivi pensieri”

Appuntamento per questa sera, lunedì 25 gennaio 2016, al Teatro Lo Spazio di Roma con lo spettacolo “Cattivi pensieri”.

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Un grande esperimento, questo di portare il testo filosofico-sociologico «Cattivi Pensieri» in teatro. Una scommessa fortemente voluta da Barbara Scoppa, che subito ha pensato a una rappresentazione in cui coinvolgere l’autrice, Susanna Schimperna, e il pubblico, chiamato a intervenire su temi esistenziali che troppo spesso ci rifiutiamo di affrontare perché difficili, dolorosi, o forse semplicemente inutili ai fini della “produttività”, nostra vera ossessione: dalla paura all’amore, dalla nostra mania di imprigionare tutto alla pietà, dall’Altrove all’isolamento, tutto questo sarà affrontato in un’ora, densa, di parole, musica, racconti, confronti.

s1È possibile scegliere in questa vita una strada che possa limitare la sofferenza attraverso un percorso lucido e critico di conoscenza, che sia allo stesso tempo capace di riconoscere la bellezza, custodirla, per restituirla attraverso comportamenti autentici, onesti, operosi in nome della pace e della giustizia? Sì, è possibile.

Per questo è necessario che ognuno lavori assumendosi la responsabilità di essere libero, alla scoperta della nostra vocazione alla felicità, che non passa attraverso la prevaricazione degli uni sugli altri, la mistificazione dei rapporti e le guerre, anche quelle che si consumano all’interno dei rapporti familiari. Si tratta di una visione più ampia , inclusiva e non aggressiva, comunque sempre vigile. Un testo di riflessioni profonde sulla natura dell’uomo, che parla il linguaggio dell’Amore senza sentimentalismi, dove la parola riecheggia autentica nell’aderire al pensiero che la genera. Una parola che vuole anche essere veicolo di condivisione, per questo nel nostro caso presa in prestito dal teatro, nella speranza di ampliare le possibilità di verità.

Per concludere con un pensiero di Claudio Rocchi: “Quello che conta è come viviamo ogni giorno e ogni notte, consapevoli della nostra Ignoranza; umili e curiosi, attenti e sereni, entusiasti e generosi, allegri e soprattutto grati nel disastro dell’Ignoranza che ci circonda e ci invade, applicata in ogni sopruso, viltà, ingiustizia, prevaricazione, inganno”.

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