Al Teatro Brancati successo per “Crisi di madri”

Opera  di Martial Courcier  con l’equilibrata e accurata regia di Romano Bernardi 

Al teatro “Brancati” di Catania in scena la commedia Crisi di madri di Martial Courcier, che ha riscosso parecchio successo per il rinnovamento del repertorio teatrale che ha voluto creare il regista Romano Bernardi, con una formula teatrale che fornisce l’ottimo della narrazione, curando l’espressione con una splendida Alessandra Cacialli, protagonista che interpreta Solange, attraverso un’interazione di ritmi stilistici che fanno assaporare alla platea il gusto per la parola, coinvolgendola nella tematica abbastanza attuale con vena comica e sarcasmo, ma non mancano i colpi di scena.

Crisi di madri è opera di Courcier Martial, attore, sceneggiatore e regista francese che ama il gusto del contrasto e dell’opposto e lo dimostra raccontando il capovolgimento degli stereotipi della famiglia, un ritratto moderno e sarcastico dei rapporti che legano i suoi personaggi. Sul palco un cast di livello: Evelyn Famà, Plinio Milazzo e Maria Rita Sgarlato.

Solange vive ancora nel culto del marito morto da oltre 15 anni, mantenendo un ferreo controllo sulle vite delle figlie: Alice, sposata e diventata a sua volta madre da poche settimane; la nubile Sylvie. Scena tipica, ambientata in un salotto francese avvolge le figure e le passioni in una coerente continuità. La donna, nevrotica e dispotica, interviene in qualsiasi decisione delle due sorelle, non tiene in grande considerazione nemmeno il genero Bernard che non perde occasione di criticare non ritenendolo all’altezza del defunto marito. Le liti tra le due sorelle, rendono ancora più difficile la convivenza, ma i quattro, assieme al neonato oppresso dalle cure continue di madre e nonna, sono costretti a vivere in quella casa di Solange a causa di alcuni lavori in corso nell’appartamento della coppia di sposi. E quando una lettera compromettente rischia di minare le basi della famiglia, qualsiasi certezza sembra sgretolarsi.

L’argomento sostiene il dramma della famiglia di oggi, che vuole vivere fuori dalla borghesia e da rituali familiari, emerge una forza propulsiva dalla figura femminile della Cacialli: madre tenera possessiva, incorniciata in un personaggio quasi da antologia retrò, che gioca tra psiche e coscienza, cercando di trovare un percorso fenomenologico dell’esistenza e vuole avvolge il suo “nido” come unito in una massa gelatinosa per proteggerlo dall’esterno, mentre la famiglia, luogo comune dell’unità appare frammentata mostrando la sua debolezza. Storia dell’epicità matriarcale che racchiude ancestralità e modernità attraverso l’epistemologia del mondo femminile che trova anche punti di vista in grado di sorprendere. È una storia con un intreccio di legami e nevrosi che vuole decontestualizzare la struttura classica della rete parentale. Un rapporto difficile e fragile che funziona come uno specchio e rimanda Solange nelle sue paure, angosce, tra il ruolo di madre e nonna, creando una realtà malata, in un mondo di immagini archetipe. Un legame difficile con le figlie, che vuole annullare ogni distinzione ma scinde l’unità in coppie di opposti, parla secondo certe categorie, vuole guidare la vita degli altri, ma le figlie vogliono viver invece la “deflazione dell’inconscio” un processo di rielaborazione, razionalizzazione, e così scoppiano le componenti emotive, poiché la donna rimasta da sola vuole trasmettere valori patriarcali.

Paradosso che rende l’universo femminile molto interessante e per il regista è una continua fonte di ispirazione. Con eleganti raffinati giochi dialettici, Bernardi lavora a far uscire le sorelle dalla protezione materna, di cui si nutre un io egocentrico e narcisista per confrontarsi con l’esterno, attraverso un linguaggio asciutto e simbolico in linea con la trama; illumina le scene con Solange figura analogica e costruisce un coerente svolgimento diacronico, attraverso una donna schiacciata dalla sua stessa modalità paranoica di rapporto con la realtà e con le figlie.

Lo spettacolo è lo specchio del nostro oggi e aiuta a riconoscere le nuove modalità e debolezze, per guardare alla famiglia in modo diverso da ricostituire, in una società complessa con molti aspetti da risolvere.

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