Al Teatro Antico di Taormina trionfa l’Aida del regista Enrico Stinchelli

Teatro Antico di Taormina: risplendono le voci femminili della schiava Aida e la principessa Amneris, per un incontro di generazioni, con la regia di Enrico Stinchelli. Un risultato musicale che ha emozionato il pubblico con lunghi applausi

Dalle teche del Museo del Cairo prende corpo e rivive la melodrammatica storia della schiava etiope e del condottiero egiziano. Così Enrico Stinchelli ha immaginato il suo originale allestimento di Aida, ultimo evento della prima rassegna Taormina Opera Stars.

Avvalendosi di un cast e corpo orchestrale scelto, sotto l’esperta bacchetta di Eddy De Nadai, il capolavoro verdiano, commissionato nel 1869 dal kedivè d’Egitto per l’inaugurazione del Canale di Suez che collega il Mar Rosso al Mediterraneo, ne ha celebrato l’attuale recente raddoppio. Inaugurazione avvenuta con una cerimonia solenne sullo yacht “Mahroussa”, tra le navi più antiche al mondo. Il  triste giorno dell’esecuzione spietata dell’archeologo di Palmira, poi, ha dato forza e volume all’ispirazione di Stinchelli: con il collegamento e la simbiosi tra sale museali, storia e lirica si è evidenziato per il pubblico, affluito numeroso su ogni ordine di posti del Teatro Antico, che la cultura è un valore assoluto, da enfatizzare, anche per la compattezza straordinaria delle varie vaste manifestazioni di settore e di genere che compendia.

Un messaggio straordinario che alcuni, non comprendendolo, hanno ritenuto opportuno palesare clamoroso dissenso: lecita manifestazione di pensiero e di opinione la cui reiterazione è sembrata tentativo di sabotaggio. Eppure il pubblico, ripetiamo numeroso, non si è lasciato trascinare, ha seguito l’opera sino alla fine ed ha applaudito convintamente i protagonisti, orchestra, coro e tutte le professionalità coinvolte nella realizzazione di uno spettacolo complesso, ben meditato, riletto con originalità e studio approfonditi.

A pochi giorni dal gran finale di Taormina Opera Stars, nell’estate siciliana si parla ancora dell’AIDA di Verdi, attuale e sorprendente allestita da Enrico Stinchelli: una regia davvero anticonvenzionale e innovativa, che ha stupito il pubblico del teatro antico e conquistato soprattutto i più giovani, peccato che solo uno sparuto pubblico non è riuscito ad apprezzare la novità. Risplendono le voci femminili della perfetta  Amneris e la raffinata Aida. Da sottolineare il giovane corpo di ballo che è riuscito a costruire una coreografia che ha segnato un’idea narrativa, per far capire gli intrighi della trama.

Moltissimi applausi per il Radames di Roberto di Candido, che ha con la sua voce ha conquistato il difficile ed esperto pubblico di Taormina. Cast stellare, dunque, per questa opera Verdiana, uscito dalle selezioni effettuate dal Taormina Opera Stars con audizioni a Roma, Andria, Milano e nella stessa città del centauro. Grande apprezzamenti hanno ottenuto anche Aida, interpretata dal soprano Alessandra Capici, vincitrice della selezione di Roma, e Mirella Leone (Amneris), vincitrice della selezione ad Andria. Bravi tutti a partire da Amonasro: baritono Mauro Buda, vincitore selezione a Milano. Ramfis: basso Ernesto Morillo, Re, basso Antonio Di Matteo, Messaggero, tenore Alessandro D’Acrissa, vincitore selezione a Roma, Sacerdotessa: mezzosoprano Lisa Dunk, vincitrice selezione a Milano. Orchestra e Coro del Taormina Opera Stars, direttore Eddy de Nadai. Regìa, costumi e luci di Enrico Stinchelli. Corpo di Ballo e coreografia sono state curate da Alessandra Scalambrino. Le Scene sono della Bottega Fantastica.

L’Aida ha concluso la prima edizione del Taormina Opera Stars: sei serate di musica e canto all’insegna di un nuovo connubio fra innovazione e tradizione. Grande il consenso del pubblico, con una media di 3mila spettatori a sera per le grandi opere.

Il regista Stinchelli sottolinea “un cast assortito per questa occasione che si è dimostrato abbastanza solido per calore timbrico e raffinatezza vocale con una lettura classica, ma con risvolti moderni per avvicinarsi alle nuove generazioni. Un’opera che fa riflettere sulla libertà, sull’amore e sul potere, tutti punti ancora in discussione ai nostri giorni. L’Aida di ieri, l’Aida di oggi e l’Aida qui a Taormina; siamo nati dall’amore, tutti abbiamo una storia d’amore già dalla nascita; bisogna lasciare il cuore aperto perché si sviluppi”.

Una storia fatta di grandi eventi e personaggi come accadeva in campo operistico nel XIX secolo, si intreccia dramma intimo e racconto militare e il regista evita di far schiacciare dal peso della storia i personaggi puntando sulla raffinata indagine psicologica con una straordinaria modernità. Dal preludio breve ma intenso ai terzetti tra Radames Aida e Amneris, agli squillanti ottoni guerra! guerra! Steminio all’invasor!… ritorna vincitor! evocazione risorgimentale alla romanza celeste Aida, appassionato canto d’amore, forma divina, mistico serto di luce e fior; del pensier tu sei regina… ergerti un trono vicino al sol. L’opera continua tra duetti: Aida/Amonasro, Aida/Radames per chiudersi nell’atto finale con la scena sui gradini della scala e siamo davanti ad una delle scene più belle nella storia dell’Ottocento musicale italiano: il poetico duetto finale di due innamorati e il loro sereno congedo dalla vita Oh terra addio, addio,valle di pianti … pace t’imploro … eterno il pianto sarà per me. Così si chiude il più vigoroso melodramma verdiano.

Un cartellone che sa dialogare con l’arte europea e completerà il suo ciclo col festival pucciniano, portando in scena la Tosca e per la chiusura, grande attesa martedì 15 settembre con la Bohème.

Aida di Giuseppe Verdi su libretto d’opera di Antonio Ghisalzoni

Regia Enrico Stinchelli, assistente alla regia Maria Grazia Bonelli;

Direttore d’orchestra Eddy De Nadai, orchestra Taormina Opera Stars; corpo di ballo Danza Taormina, coreografie Alessandra Sgalambrino; scenografia La Bottega Fantastica

Trama

È la storia di un condottiero egiziano (Radames) innamorato di una schiava etiope (Aida) che parte in guerra contro il re dell’Etiopia (Amonasro), padre di Aida. Il dramma nasce  dal fatto che Radames dovrebbe sposare la figlia del Faraone (Amneris), ma in seguito all’accusa di tradimento, sarà condannato ad essere sepolto vivo. Aida volontariamente dividerà con lui la triste sorte.

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