Aida Satta Flores ed il suo modo di  interpretare il Mondo con le sue canzoni

Il pubblico entusiasta ha  più volte  a scena aperta applaudito la performance dell’artista

Foto Aida (1)

Giorni fa si è svolto a Palermo, presso EX Noviziato Dei Crociferi, il concerto della  talentuosa cantante, il pubblico entusiasta ha  più’ volte  a scena aperta applaudito la performance dell’artista che si è esibita con una serie di canzoni/ poesie, così le amo definire, che  hanno tracciato il suo excusus artistico; dai primi anni della sua carriera  fino ad oggi, ripercorrendo con le note e con le parole, momenti della vita: dall’incontro con Lucio Dalla, dalla canzone che la stessa dedico’ a Dalla il giorno che ha saputo della sua morte e soprattutto molte le canzoni dedicate alla sua MUSA, a sua mamma, che lei chiama ancora Lilli.Lilli se ne andata …e’ salita IN CIELO  nel mese di Ottobre del 2018 e lei, la dolce Aida, con   questo concerto  dell’otto  Dicembre e con i concerti che  sono  già’   stati stabiliti dall’artista e dai suoi collaboratori e musicista per il 2019, onorerà’ il ricordo della  madre che tanto che ha insegnato e che rimarrà’ sempre nel suo  grande cuore.

Lunga la carriera artistica di Aida che parte dal 1981.  Nel 1986 Partecipa al Festival di SANREMO  e vince il premio della critica con la canzone dal titolo ” Certi uomini “, nel 1989 vince il premio ” Rino Gaetano” come  migliore autrice di testi e musiche. Collabora con il   famoso gruppo i NOMADI. Aida BAND Flores  riscuote   grande successo di pubblico e di critica. Nella sua carriera riceve tanti premi e riconoscimenti come il premio “SPECIALE MIA MARTINI DONNA LIVE”.

Musicalmente vicina alle nuvole  ….con questa frase presenterei la grande cantante Aida Satta Flores che con  le sue canzoni  ha fatto sognare  intere generazioni di  fan. Dove nasce  questa sua passione per la musica?

“Mi piace che mi senti (preferisco darTi del “tu”, mi sembra più confidenziale), musicalmente, “vicina alle nuvole”…così ognuno può trovare, dentro alle mie canzoni, “le forme” che vuole, come quando si osserva il cielo! Del resto ho sempre pensato che una canzone non sia di chi la scrive, ma di chi la fa sua. Lo sai? Crescendo la penso sempre più come De Gregori e Ivano Fossati. Per quanto riguarda il definirmi “grande cantante”…tale espressione, quand’ero più giovane, mi avrebbe “offesa”, perché io canto solo per il fatto che scrivo le mie canzoni, non ho studiato canto, ho fumato come una dannata per quarantanni, e fondamentalmente non amo i “cantanti”. E per tanti anni la pensava esattamente così anche uno dei miei primi amori musicali, Francesco De Gregori che, poi, in età adulta, invece, iniziò a dire che lui è soprattutto un “grande cantante”. Non solo, infatti, non è un’”offesa”, ma effettivamente essere “grandi cantanti” non è roba da tutti: in altre parole “cantare bene” non significa estensione, intonazione, tecnica…”cantare bene” significa “porgere bene”, comunicare con misura e “testa”, oltre che con “cuore”, quel che si sta dicendo, cantando. Hai ragione: lo faccio benissimo! E come il mio amatissimo Fossati penso che sia proprio “da finale di carriera, accompagnarsi a gente di medesima statura”…credo che Ivano l’abbia scritto riferendosi alle sue ultime registrazioni in compagnia di Fabrizio De Andrè. Come ha ragione! Non si può più tollerare quel che circola, per colpa di media e major discografiche. La “propria statura”, perché tutti ne abbiamo almeno una, può anche non essere in vetrina, può stare nascosta come l’erbetta che nasce sotto al marciapiedi, dopo che ha piovuto…ma è unica e identitaria, e rifugge dalle omologazioni. Questo ho fatto sinora, e continuerò a fare, con maggior vigore”.

Ci vuole parlare del concerto  che si  e’ svolto l’otto Dicembre ?

“L’8 dicembre, all’Ex Noviziato dei Crociferi, ho “cantato mia madre” e “a mia madre”, annunciando il futuro mio progetto “Risonanze…nell’Arca-Extra” con “aspettando…  Risonanze”

Jpeg

L’evento è stato patrocinato dall‘Assessorato Regionale Beni Culturali e delle Identità Siciliana e dalla Presidenza dell’A.R.S.

L’8 dicembre, nel giorno dell’Immacolata Concezione, della Madre di tutti, ho annunciato e raccontato il nuovo progetto, presentando anche qualche inedito un-plugged, in compagnia di: Alessandro Valenza – pianoforte; Lorenzo Profita – fisarmonica; Davide Inguaggiato – contrabbasso. Con la partecipazione di Marcello Mandreucci, chitarra e voce, e tanti artisti ed amici che, con le loro opere, hanno salutato l’inizio della futura “nuova musica” di Aida e… sua madre.

Sono stati esposti i lavori di:

(pittura) Francesco Anastasi – Franco Lo Cascio – Vanni Quadrio

(fotografie) Giulia Maggì

(ceramiche) Nino Parrucca

(stilista e scenografie) Antonella Macaluso”.

Lei lo definisce un concerto, due concetti, tre commemorazioni perché?

“Un concerto: lo è, ed è dedicato a mia madre, scomparsa l’8 ottobre 2018, 2 mesi fa. Ho voluto realizzarlo in data 8 dicembre, giorno dell’Immacolata, la Madre di tutti.

Due concetti: uno mio ed uno di mia madre.

Il mio: sono convinta che tutti siamo come delle Uova, ognuno con il proprio guscio. Se il guscio di rompe dall’esterno è la morte (come le ferite dell’esistenza)….se rompiamo il nostro guscio dall’interno, invece, è la Vita, la Nascita. Ed è ciò che vorrò fare, sul Grande Cretto di Burri, a Pasqua 2019: rompere il guscio a tante mie canzoni inedite, scritte negli anni, che mia madre cantava a squarciagola, come fossero delle “hit da salotto”, in compagnia di… mille violini, dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e le direzioni musicali di tanti illustri amici di viaggio che negli anni hanno collaborato con me, delle vere Eccellenze Siciliane: Giovanni Sollima, Marco Betta, Ruggiero Mascellino, Alessandro Valenza, Leonardo Bruno.

Il concetto di mia madre: mia madre ha voluto essere cremata e ha lasciato un foglietto con su scritto quanto segue: Questo pensiero v scritto sulla mia lapide: “Il sole, il vento, l’oscurità: loro solo sanno quello che vogliono dire” Spadaro Carmela detta Lilli”.

 

Tre commemorazioni:

50° anniversario dei 2 terremoti del ’68: quello naturale, che rase al suolo Gibellina, nella Valle del Belice, e quello culturale…che ha portato a tanti cambiamenti.

30° anniversario del Grande Cretto di Burri, una delle più grandi installazioni artistiche di Land Art che l’architetto Alberto Burri volle realizzare, come un sudario, proprio sulle rovine di Gibellina, per trasformare i ricordi in memoria, e custodire la vita, le voci, le storie di tanta umanità soppressa dalla natura ribelle.

2° mese di “Ciao mamma Lilli”.

 

Di recente ha subito la perdita della sua amata mamma un ricordo della sua “musa” e un aggettivo che piu’  rappresenta sua madre.

“Ape! Mia madre era un’ape “furibonda”, per citare Alda Merini. Furibonda d’amore. Illuminava sempre gli altri, anche quando lei si trovava al bioi. Mai un lamento (al contrario di me). Generosa oltre le proprie possibilità. Misericordiosa. Accondiscendente. Un libro chiuso ma un quaderno aperto. Si faceva “scrivere” da ogni incontro, restando sempre sé stessa. Libera. Povera di cose materiali, ricchissima, come rare persone, di altruismo, senso dell’umanità, stramiliardaria d’Amore. Quasi atea, in gioventù, Cristianissima da adulta, nelle sue lunghe giornate da sola. Nonna eccezionale. Madre di natura. Per lei ero la migliore cantautrice di tutti i tempi. Ma anche una magnifica cantante, quando interpretavo Kurt Weill o nei miei progetti con le Bande. Ma mi adorava anche voce e chitarra: registrai la maggior parte delle canzoni che ho scritto, mai pubblicate, su musicassette, in cucina, quando vivevamo insieme, prima e dopo la nascita del mio primo figlio Joshua. Si “disperava” per il fatto che l’altro mio figlio, il più piccolo (ora 23 anni) non la chiamasse mai; mentre Joshua, che è un sensibile regista di docu-film, ovunque si trovasse nel mondo, la chiamava tutte le sere. Ma poi giustificava anche questa “disaffettività” dei giovani di oggi. Mia madre era una montagna alta un metro e mezzo. Mia madre un oceano in un bicchiere. Mia madre l’infinito in una stanza, sopra a un divano, dietro ad un tavolo. Negli ultimi tempi, quando la chiamavo e le chiedevo che fai, mi rispondeva “aspetto!”. Cosa? “la morte”. Saggia. Mamma era saggia. Aspettava la morte con serenità, perché pensava fosse giusto se ne andassero prima i genitori, i vecchi; prima di diventare “pesanti” per gli altri. Indipendente fino alla fine. Fumatrice. Giocatrice di carte. Una mamma magica!

E poi aveva tutto il fascino e l’ironia dei Siciliani d’un tempo. Era Catanese. Era burlona. Era “leggera”. Spero di farla rivivere in me, dentro alle mie “pesantezze intellettive”, dietro alle mie eccessive peregrinazioni mentali, farla scorrere e fluire nella mia esistenza, di Donna, Madre e Artista. Se ci riuscirò, la farò felice, ovunque si trovi. E so che certamente sta nella Luce, quella “luce” che su questa terra non vedeva, o che dentro gli occhi la infastidiva”.

“…Madre diffusa come l’ape e il miele, madre sostanza, tienimi nascosta dentro il tuo manto sì che io non veda sotterfugi ed inganni, in te io pura ridivento, siccome una bambina…o madre che fanciullo tenesti il Cristo, guarda alle mie braccia che sono vuote e colmale di fiori o di spine o di luce o di tormento come ti piaccia e rendimi felice” (Alda Merini)

Ci parli  dei suoi progetti culturali del 2019; come mai ha scelto  come titolo del suo prossimo concerto “Risonanze …nell’Arca-extra”?

“Non sono nuova in questo tipo di operazione culturale: ovvero pubblicare un disco-live di inediti.

Già negli anni 2005/2006, sostenuta dalla Regione Siciliana, ideai, realizzai i concerti e pubblicai il CD+DVD live “Aida Banda Flores”, ove affidai alcuni miei inediti alle bande di paese, registrando tutti concerti (teatro Politeama Garibaldi di Palermo; Valle dei Templi; Noto; Ispica; Benevento; etc…) e pubblicando l’omonimo CD-live. Con immensa gioia devo dirti che quel disco procurò una marea di riconoscimenti altisonanti, a me, ai miei musicisti, alle bande, ma soprattutto alla mia terra! Premio De Andrè, Premio Mia Martini “Donna live”; Premio Internazionale Suoni dal Salento (a Capossela, Caparezza ed a me); Premio Lunezia al valore musical-letterario della Canzone d’Autore Italiana; etc…

Da tempo mi frulla in mente di realizzare un nuovo disco di inediti, dal vivo, in compagnia dell’Orchestra Sinfonica. Dicevo a mia madre che invecchiando, dopo le Bande, serviva un’Orchestra! 😉 E non affidando le mie canzoni ad un solo arrangiatore, ad un solo Direttore d’Orchestra, ma coinvolgendo tutti coloro che negli anni miei più fervidi, musicalmente, che coincidono con gli anni successivi alla mia ultima partecipazione al Festival di Sanremo (1992, con “Io scappo via”, prodotta dai Nomadi del compianto Augusto Daolio) avevano brillantemente e appassionatamente collaborato ai miei live o alle mie registrazioni in studio: Giovanni Sollima ed il suo magistrale violoncello, Ruggiero Mascellino e la sua fisarmonica canterina, Marco Betta ed Alessandro Valenza ed i loro pianoforti parlanti, Leonardo Bruno, tra tradizione e tecnologia…

Di solito gli artisti se pubblicano un album-live, ripropongono canzoni già pubblicate/edite su dischi precedenti, con nuovi arrangiamenti. Invece per me sarebbe la seconda volta, dopo il progetto insieme alle Bande, la produzione di un album-live di inediti: cantare, al pubblico dei concerti, canzoni non ancora pubblicate, e registrane gli umori, i respiri, “dal produttore al consumatore” direttamente, senza passare dai filtri mediatici, ha tutto un altro sapore!

Del resto sono convinta che la migliore e più libera produzione artistica di quasi tutti i cantautori avvenga nei primi anni della loro creatività; spesso, dopo il successo, s’inizia a scrivere per il pubblico, scrivere per “far cantare”, in altre parole si diventa più commerciali. Qualche anno fa il Professore Sergio Bonanzinga mi invitò a parlare agli studenti dell’Università di Palermo, Lettere e Filosofia (che frequentai anch’io, dopo il Liceo classico) Scienze Umane e del Patrimonio Culturale, al convegno “Scrivere per cantare: Incontri sulla canzone d’autore nella Sicilia di questo tempo”: ecco il punto. Io ho sempre scritto per cantare, non per far cantare. Questa, per me, è la differenza tra chi è Cantautore e chi, invece, un prodotto da commerciare. Il guaio è, visti anche gli ultimi accadimenti, ad esempio nella discoteca di Ancona, che le major discografiche sono assolutamente responsabili di come stanno trasformando, indirizzando e disumanizzando i nostri giovani, le future generazioni. Madre e Padre dei nostri ragazzi, purtroppo, sono i media, il web, i social…e sono molto preoccupata.

Torniamo a noi: adesso che mia madre ha iniziato la sua nuova Vita parallela, invisibile e celeste, sparendo dalla vista, di lunedì, inizio settimana, in una data altamente simbolica (l’8 indica l’infinito), diventa ancora più impellente, per me, realizzare, nel 2019,  “Risonanze…nell’Arca-Extra” tra le mani di mille violini…Mi sembra una buona idea!

Il titolo “Risonanze… nell’Arca-Extra” ha molteplici significati. Farò “risonare” canzoni scritte negli anni, 40, 30, 20 anni fa, e mai andate alla gente, convinta che sono “canzoni annusanti” i tempi che verranno, che sono purtroppo arrivati! E poi il fatto di affidarle ad un’Orchestra di archi…quasi tutti i violini, le viole, i celli, sono costruiti con legni di “risonanza”. Nell’”Arca-Extra” sottintende un gioco di parole al posto di dire “nell’Orchestra”…perché la Bellezza salverà il mondo, e c’è bisogno di un’Arca salvifica Extraordinaria, che vorrò letteralmente far costruire sul Grande Cretto di Burri…un’Arca sul sudario…per tentare di veicolare l’immaginazione, la creatività, la Bellezza e la Libertà su altre sponde, lontane da quanto “passa il convento” dei media. Per trasformare i ricordi, anche quelli brutti, tristi, spiacevoli, in memoria.

Il concetto fondante della mia musica inedita che diventerà album-live, un fotogramma che la memoria custodirà come “piccole canzoni da musicassette sul Grande Cretto sulle casette”, auspico prenda forma a Pasqua.

Tra le “nascite” e le “Resurrezioni” scorre l’esistenza…ed è per questo motivo che l’8 dicembre ho voluto cantare per mia madre, nel giorno della Madonna: per lanciare il mio ambizioso progetto del 2019 nel periodo Natalizio.

Siamo uova… e come uova possiamo creparci dall’interno o dall’esterno. Le crepe dall’esterno sono la morte; le crepe dall’interno sono la Vita. Buon Natale a tutti, tutti i giorni.”

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