Ad Aci Bonaccorsi lo spettacolo “ ’70 ma non li dimostra” con Gino Astorina e Vincenzo Spampinato

Tema dello spettacolo gli anni Settanta, con protagonisti Gino Astorina e Vincenzo Spampinato. Globus Magazine li ha intervistati. 

Questo è il titolo dello spettacolo messo in scena nei giorni scorsi nella corte del palazzo Cutore di Aci Bonaccorsi (Catania) dagli artisti Gino Astorina e Vincenzo Spampinato. Non inganni il titolo perché non si riferisce all’età di qualcuno, ma a ciò che avveniva negli anni ’70, com’era la nostra società di allora.

Prima che iniziasse lo spettacolo abbiamo voluto sentire i due protagonisti.
Gino, quando e come nasce l’idea di fare questo spettacolo con Vincenzo?
Con Vincenzo, circa tre anni fa, ci siamo incontrati a casa di amici comuni e, tra una spettegolata e l’altra, abbiamo pensato come potere ‘rovinare’ (scherza Gino, n.d.r.) uno spettacolo facendo recitare Vincenzo e cantare il sottoscritto e ‘a cosa pari ca sta funziunannu”.
Vincenzo, tu che sei apprezzato cantautore, come ti trovi nella recitazione   assieme ad un cabarettista come Gino Astorina? 
“Con Gino sono amico da tempo e l’idea di mettere su uno spettacolo del genere mi è subito piaciuta anche se, ci tengo a dirlo, sono e rimango un musicista”.
Il concerto dei due artisti siciliani di Catania è stato avvincente, con una attenta rivisitazione di come si viveva da noi negli anni ’70, anche come ci si vestiva in quel periodo “quannu si evap’acchiappari”. 

Tannu – sottolinea Gino Astorinap’acchiappari andavamo in discoteca con i pantaloni a zampa d’elefante e, ballannu, capivamo se una ragazza ci stava annunca no.
Ballannu, su iù ‘a stringeva e idda ci stava ‘a stringiutaallura  ‘a cosa era già fatta. Capitava macari, quacche vota, caiù ci diceva:  vuoi diventare la mia ragazza?
Su ‘a carusa arrispunneva ‘ciàpinzari, tu dicudumani’, il più delle volte la risposta poi era: ‘tu si beddu, ma iù ti vidu comu ‘nfrati; nentinenti, ristamu amici’
.

Musical-cabaret, usi e costumi degli anni ’70 per i due talentuosi e affermati maestri che hanno fatto divertire il pubblico, con il quale hanno interagito durante lo spettacolo, anche cantando brani di successo e cover storiche come: Scende la pioggia, E’ la pioggia che va, Una Ragazza in due, I Watussi, Alligalli, Il gigante e la bambina, Perché ti amo, Lontano lontano, Questo piccolo grande amore, 4 Marzo 1943 (Gesù Bambino), Acqua azzurra acqua chiara, Il mio canto libero, La prima cosa bella, Emozioni, Il Tempo di morire, Che sarà, Che colpa abbiamo noi.
Bellissime quindi le musiche di Baglioni, Battisti, Procol Harum, Rokes, Equipe 84, per poi passare, con alcune photoshoppate, ai Beatles di Abbey Road, tutto in salsa sicula-comica. 
Nel bis (simpaticamente pubblico-Gino-indotto) la ever-green versione della Tarantella di Socrate, brano scritto e musicato dallo stesso Spampinato

 

 

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