Acqua potabile per tutti grazie al ‘carretto solare’

La Water One World Solutions ha presentato un sistema portatile di purificazione dell'acqua

La tecnologia fa passi da gigante! Ancor meglio quando si riescono a sfruttare le ‘materie prime naturali’ che l’universo da sempre ci offre. Il merito va alla Water One World Solutions che ha presentato un sistema portatile di purificazione dell'acqua. La tecnologia è autosufficiente grazie all'energia solare: il “dispositivo su ruote” riesce a creare acqua potabile in modo autosufficiente grazie solo alla potenza del sole, con l’utilizzo di ‘pannelli solari’. L'unità mobile integra un pannello solare e una batteria di stoccaggio con un sistema di depurazione e filtrazione delle acque che può essere facilmente trasportato vicino alle case delle persone bisognose o alle vittime di disastri ambientali. Il carretto, leggero e semplice da spostare, è in grado di produrre un flusso continuo di acqua ad una velocità di 11 litri al minuto, fornendo così fino a 16.300 litri di acqua potabile al giorno. Secondo l'azienda produttrice il dispositivo, che costa circa 12.000 dollari, genera acqua pulita da qualsiasi fonte di acqua superficiale, pozzo, vasca o cisterna.

Un costo ancora forse troppo oneroso, ma che potrebbe risolvere il problema di moltissime popolazioni del cosiddetto Terzo Mondo, che ancora oggi soffrono il problema di mancanza di acqua potabile, che provoca non poche mortalità – anche e soprattutto infantili – ogni anno.

In un’epoca in cui le fonti energia rinnovabile vanno per la maggiore, ci auguriamo che i costi diminuiscano rapidamente, al fine di consentirne una diffusione su larga scala.

Qualcosa di simile, ma questa volta fondato sull’utilizzo di ‘pannelli fotovoltaici’, è il dispositivo SOLWA (acronimo di SOLar WAter), che nasce da un progetto messo a punto da Paolo Franceschetti, laureato in Scienze e Tecnologie per l’Ambiente a Padova, nel corso del suo dottorato di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Questo dispositivo, alimentato per l'appunto da pannelli fotovoltaici, è una specie di scatola nera che attira le radiazioni solari, che funziona seguendo lo stesso principio di un pentola in cui si fa bollire dell’acqua: al suo interno c’è una vasca contenente l’acqua da depurare.Una volta evaporata, grazie al calore dei raggi solari, viene spinta in un’altra cavità da una ventola poi, come in un comune alambicco, il vapore torna allo stato liquido, ma libero dal sale e da sostanze inquinanti.

I prototipi vanno da 1 a 12 mq, ma Franceschetti – che nel frattempo ha anche fondato un’azienda per la commercializzazione del sistema, SOLWA SRL – punta a creare dispositivi di maggiore dimensioni e capacità, fino a 100 mq, così da poter fornire acqua, non solo alle singole case, ma anche a intere comunità.

Pecca? Per ottenere grandi quantità di acqua potabile servono anche terreni di estese dimensioni in cui installare i pannelli. Anche qui i costi saranno davvero esosi, ma la ditta fornitrice rassicura, in quanto per impianti di grandi dimensioni, seguendo le economie di scala, si potrebbe arrivare a ridurre il costo fino ad un 50%.

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