A tu per tu con Maurizio Solieri – Guitar Rock-Icon del Vasco

Il Black Horse Pub di Cermenate (Como) ha ospitato la Tribute Band Vascombriccola: Special Guest il chitarrista di Vasco Rossi Maurizio Solieri. Rosalinda Di Noia lo ha intervistato. 

Ben trovati amici di Globus Magazine, da Rosalinda Di Noia!

Ci siamo recate, con Laura Barbieri, autrice delle foto che vedrete assieme a queste righe ed io, a Cermenate, in provincia di Como allo Spaten Beer Fest, organizzato dal notissimo locale comasco Black Horse Pub. 
In questa Manifestazione si sono esibiti, in tributo a Vasco Rossi, la nota Tribute Band Vascombriccola, con una Special Guest molto gradita al popolo del Blasco nazionale, ovvero Maurizio Solieri.

Quest’ultimo si è concesso molto volentieri a noi per un’intervista, ma dobbiamo dirlo, anche grazie al nostro amico reporter di Globus Television, Renato Garbin, che ci ha, per così dire, “aperto la strada” con Maurizio, che, gentilissimo, si è messo “a nostra disposizione” per questa chiacchierata, subito dopo il “check sound“. 

RDN: Ciao, Maurizio e benvenuto!

Maurizio Solieri : Ciao e grazie a voi!

RDN: Avete preparato in programma una scaletta particolare per questa occasione?

M.S.: Ma guarda ti dirò il cantante lo conosco da una vita e anche il batterista ma io solitamente quando suono con le tribute band tendo a fare pezzi che mi appartengono o che ho scritto io o comunque pezzi che fanno parte di un periodo anni ’80 e ’90 dove ho messo io la firma come chitarrista o, visto che Vasco ha un ampio repertorio specialmente storico molto importante, preferisco fare quei pezzi lì. Come “Lo Show”, “Dimentichiamoci questa città”,“Dormi, dormi”, “Sono ancora in coma”, insomma i grandi classiconi!

RDN: C’è un pezzo in particolare al quale sei più affezionato?

M.S.: Ma non c’è un pezzo particolare, in realtà ogni singolo pezzo ha una sua storia, ecco diciamo che mi ricordano un periodo molto particolare quando c’era una vera band ovvero la Steve Rogers Band con Gallo, Mimmo, Massimo Riva.

RDN: Ecco a questo proposito visto che lo hai nominato, un ricordo di Massimo Riva?

M.S.: Beh! Eravamo molto amici, lui è cresciuto con noi nel senso che era più giovane di noi di 10 anni. Già dai tempi di Punto Radio era un po’ il nostro jolly! Un ragazzino già dotatissimo all’epoca (aveva 12/13 anni) e poi abbiamo fatto tutta la gavetta assieme, l’avventura della Steve Rogers Band. La cosa bella che non eravamo solo compagni sul palco ma eravamo proprio amici nella vita quindi anche al di fuori delle tournee, ti diceva “dove andiamo stasera? Andiamo a mangiare e poi andiamo in discoteca” insomma queste cose qui. Poi collaboravamo proprio dal punto di vista artistico, abbiamo scritto tanti pezzi assieme facevamo insieme i provini. Però c’era una grande allegria, una grande simpatia, ci piaceva molto stare a tavola anche con qualche bella ragazza, insomma ci siamo divertiti molto insieme.

RDN: So che non è la prima volta che vieni in zona Como, come ti trovi e come è il rapporto con il pubblico comasco?

M.S.: Ma sai io sono tanti anni che suono e che vado in giro per cui ho un ottimo rapporto con quello che vorrei definire il mio pubblico, sia gente che è cresciuta con me, ma anche ragazzi giovani che mi hanno conosciuto molto dopo. Io mi trovo sempre molto bene qui, non ci sono problemi.

RDN: Ci saranno altre occasioni per venire in zona Como?

M.S.: Ho diverse date in programma ci sarà sicuramente l’occasione di ritornare qui, ora che ci penso il 25 Luglio suono a Dongo sul Lago di Como insieme alle Custodie Cautelari che è una band con cui collaboro da una vita, ma le mie date le potete trovare tranquillamente sul sito o su Facebook e vari social network che tengo sempre aggiornati.

RDN: Altri progetti in programma, so che l’anno scorso hai collaborato con Bianca Atzei?

M.S.: Ma si io amo molto collaborare con gli artisti. Al momento ho cominciato una collaborazione come ospite con Il Banco del Mutuo Soccorso, band storica italiana che insieme alla PFM hanno introdotto in Italia il progressive rock. Infatti sono reduce da Roma dove abbiamo fatto le prove e abbiamo fatto un grosso concerto e nell’arco dei prossimi mesi faremo varie date. Poi faccio delle date con la mia band che si chiama Solieri Band e poi varie date con le Custodie Cautelari e le tribute band di Vasco.

RDN: Ecco un consiglio che vorresti dare ai ragazzi che si avvicinano al mondo della musica?

M.S.: Beh, è il grande problema dell’Italia in questi ultimi anni, (la musica n.d.r.) si è appiattita totalmente perché purtroppo, neanche tanto per colpa del pubblico, sono i media, le radio che mettono su da anni sempre gli stessi pezzi. C’è sempre questo mix di pop – abbastanza appiattita (la musica). Vengono considerati artisti dei sedicenti rapper o hip hop. Insomma gruppi o autori/cantautori che fanno della buona musica ci sarebbero ma non hanno la possibilità per poter crescere con la propria musica perché in primis sono già i locali che non li fanno suonare perché vogliono solo imitatori, solo tribute band, cover band ecc. Non può andare avanti un paese dal punto di vista artistico se non ti fanno esibire suonando dei pezzi tuoi. Noi all’epoca ci siamo fatti un bel mazzo, abbiamo lavorato anni e anni prima del successo, ma almeno si andava nei locali e la gente veniva a vedere questo “Vasco Rossi” chi era… C’era la curiosità, la gente diceva “però non è male! Fa delle cose particolari”. Ora invece la curiosità nella gente non c’è, vengono al concerto solo per le foto o i selfie, non tutti sono così, però per molti è così.

RDN: Invece come sai ultimamente vanno molto questi talent show come “The Voice of Italy” “Amici” ecc.; ecco al di là di quello che uno può pensare che sia a favore o contrario, secondo te ,qualche vero talento ne è uscito?

M.S.: Il problema è che non basta andare in televisione 6 mesi per uscire come artista! I grandi artisti italiani Vasco Rossi, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè e tutti gli altri, ci hanno messo anni e anni incominciando dal localino, dal teatrino, dal concerto parrocchiale ecc. e il pubblico ti conosceva e ti scopriva man mano. Non basta andare in televisione e fare sempre delle cover oppure dei pezzi perché c’è il business scritti sempre dai soliti noti. Non ti saprei dire, poi c’è da dire che la maggior parte del pubblico è completamente disinteressato alla musica e alla fine si accontentano. Ecco dire che il pubblico italiano di oggi si accontenta! Non volendo far nomi ti dico non c’è niente di veramente eccitante e sarà sempre peggio. Il problema è che si, il talent al di là di chi vince, ti organizza un tour promozionale, ma finito quello alla gente non gliene frega niente.

RDN: In effetti si conoscono tanti musicisti che si stanno dando da fare ed hanno fatto album di inediti anche carini ma purtroppo non riescono ad avere lo spazio che meritano

M.S.: Certo questo perché non te li fanno passare in radio perché la gente vuole sentire sempre le stesse cose. Anche io ho buttato fuori un mio disco solista ma nessuno se lo è filato, diciamo che li faccio come mia soddisfazione personale. Questo perché la gente continua a vedermi come icona di Vasco Rossi… oddio non che mi dispiaccia, perché è un pezzo importante della mia storia, ma mi piacerebbe essere conosciuto per altro. Però io la mia carriera l’ho fatta, anzi ho fatto tutto quello che potevo permettermi da fare.

RDN: Bene grazie ancora per la tua disponibilità e per il tempo dedicatoci, saremo senz’altro sotto il palco a goderci il concerto. A presto!

M.S.: Grazie a voi per la chiacchierata e spero vi piaccia il live! A presto!

 Alle ore 22:15 inizia il Live dei Vascombriccola da pezzi più recenti come “Ti prendo e ti porto via” a pezzi storici come “Non mi va”.  Dopo i primi cinque pezzi sale sul palco Maurizio Solieri con le sue chitarre, attesissimo da tutti i fan di Vasco presenti.
Come ci aveva anticipato nell’intervista si esibiscono in pezzi tutti firmati da lui, dai grandi classici come
“Cosa succede in città”,“Gli spari sopra”,“C’è chi dice no” ai pezzi più scatenati come “Delusa”.
Un momento molto piacevole è stato alla fine di
“Vita Spericolata” dove Solieri si appresta a fare un bellissimo solo di chitarra modificandolo in chiave blues, molto bello, praticamente da lasciare senza fiato e con la nota espressione che ti viene spontanea: La classe non è acqua!…”. 

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