A Librino la palla ovale significa sostegno educativo e ricreativo dei giovani

Umberto Bonaccorsi è uno di quelli che ci crede davvero e che dedica il suo tempo, come allenatore de I Briganti Rugby Librino

 

Lo sport, si sa, è allegria, spirito di gruppo, aggregazione. A Librino spesso l’allegria manca ai ragazzi che vivono in alcuni contesti di disagio e marginalità e lo spirito di gruppo e l’aggregazione si canalizzano con frequenza in fenomeni di devianza sociale. Ecco, quindi, la grande importanza che riveste lo sport nel dare occasioni agli adolescenti di crescita nei sani valori della vita. Umberto Bonaccorsi è uno di quelli che ci crede davvero e che dedica il suo tempo, come allenatore de I Briganti Rugby Librino, al sostegno educativo e ricreativo dei giovani che vivono a Librino e in particolare a quelli che provano ad arrangiarsi. ‘Per me la pratica di uno sport e nel nostro caso del rugby, diventa uno strumento di emancipazione e di educazione alla legalità e al rispetto di sé e degli altri, attraverso la sperimentazione di un modello innovativo d’intervento su adolescenti a rischio d’esclusione sociale, che solleciti il loro protagonismo attivo e consapevole nella definizione di progetti di vita sani e improntati alla riappropriazione creativa del proprio territorio’.

In un’ottica di condivisione della lotta contro la violenza e la discriminazione, I Briganti Rugby Librino collaborano con le istituzioni pubbliche che si occupano di minori e con le scuole della città di Catania, accogliendo i ragazzi che vengono segnalati dai servizi sociali del Comune, dal Tribunale dei Minori e dagli Istituti Comprensivi del quartiere. ‘Conduciamo iniziative di animazione ed educazione di strada, capaci di stimolare l’adesione spontanea dei giovani del luogo alle attività proposte e dunque ai valori e ai principi sintetizzati nel motto coniato dai primi Briganti: “Ama l’ovale ed odia il razzismo”. Forte di questa vocazione l’associazione conta oggi diciotto soci e centocinquanta tesserati, suddivisi nei seguenti gruppi: Avviamento allo sport (preagonistica), Under (under 8/10, under 12, under 14, under 16 e under 18) che si impegnano in un’attività agonistica federale, Seniores, che dalla stagione 2008/2009 partecipano al campionato regionale di serie C, e infine dal 2013 la squadra femminile’.

Le zone territoriali di intervento dell’associazione non si sono fermate solo a Librino, ma si sono estese coinvolgendo con azioni di promozione sociale e culturale anche altri quartieri difficili del territorio di Catania, quali San Cristoforo e San Giovanni Galermo. L’attività sportivo-educativa è interamente gratuita per i minori, che rappresentano la larga maggioranza dei tesserati (cento su centocinquanta hanno meno di diciotto anni) e il lavoro è svolto  attraverso l’impegno di numerosi volontari e grazie alle risorse economiche derivanti dal contributo di piccoli sostenitori, da iniziative di autofinanziamento e di raccolta fondi, nonché dalle quote associative versate annualmente da ciascun giocatore senior e dall’équipe dei tecnici. Ma per la realizzazione degli scopi civili e sociali dell’Associazione appare fondamentale l’uso e la valorizzazione degli impianti sportivi presenti sul territorio locale.

A questo proposito, spiega Bonaccorsi, la storia dell’associazione si intreccia con la vicenda dell’impianto sportivo San Teodoro di Librino, un’opera la cui costruzione è iniziata nel 1997, che è costata all’amministrazione locale dieci milioni di euro e che è stata consegnata incompleta nel 2003, per essere infine abbandonata al degrado, vandalizzata e distrutta. Chiediamo da anni l’affidamento della struttura, per poter portare avanti il progetto all’interno del quartiere di Librino ed evitare così il  rischio  che i ragazzi con più grosse difficoltà economiche e sociali siano costretti ad abbandonare i Briganti, come già successo in passato. A causa delle gravi carenze di strutture sportive comunali, infatti, i giovani di quella zona della città devono spostarsi in altri quartieri, con un costo consistente in termini economici ed umani che non sempre possono permettersi. A sostegno di questa proposta di affidamento, l’A.S.D. I Briganti ha stilato nell’aprile 2011 una petizione, raccogliendo circa settemila firme e ha promosso una serie di iniziative seguite e appoggiate con entusiasmo da molti cittadini, non solo catanesi. Lo stesso presidente della Federazione Italiana Rugby di allora, Giancarlo Dondi, ha esortato con un comunicato il Comune di Catania a prendere in considerazione l’appello dei Briganti, che ha ricevuto inoltre il sostegno dell’attuale Consiglio Federale e degli organi regionali di questa disciplina sportiva. Nel 2012, proprio nel giorno della festa della Liberazione, il 25 aprile, l’associazione ha promosso la nascita di un Comitato cittadino, il Comitato Campo San Teodoro Liberato, di cui fanno parte, oltre a I Briganti Rugby e a una nutrita schiera di cittadini, anche diverse associazioni, tra le quali il Centro Saas Iqbal Masih, la polisportiva Sguna Rossa dell’Etna, l’ICS Dusmet, il Teatro Coppola, il coordinamento provinciale Libera Catania,  AS.A.A.E. Associazione  Antiracket  Antiusura  Etnea,  Siqillyah, c.p.o. Experia e la CGIL Librino.

Questo comitato si è posto come fine quello di rendere fruibile e sicuro l’impianto sportivo, continua l’allenatore, e ha portato avanti una sorta di azionariato sociale chiamato “Fai una buona azione”, attraverso il quale sono stati raccolti i fondi per una parziale ricostruzione. Grazie all’impegno spontaneo e gratuito di tanti volontari sono stati riacquistati i bagni e i sanitari, rubati negli anni dell’abbandono e sono state rimesse a punto alcune parti della struttura, fino a ottenere l’omologazione da parte della Federazione Italiana Rugby di quel campo da gioco che oggi accoglie giornalmente gli allenamenti di tutte le categorie e le relative partite federali.

Un impegno che si concretizza, il 20 aprile 2013, nello svolgimento del torneo “Coppa Iqbal Masih”, manifestazione alla sua settima edizione promossa e organizzata in collaborazione con la Saas Centro Iqbal Masih (uno spazio autogestito di aggregazione sociale a Librino) per la prima volta presso le strutture del campo XXV Aprile “San Teodoro Liberato”  oltre che al campo  “Goretti  I”.  Il torneo, ricorda Bonaccorsi, inserito nell’ambito delle attività della “Settimana  contro  lo sfruttamento  del  lavoro  minorile” e che per il 2014 ha ottenuto il  riconoscimento ufficiale della Federazione Italiana Rugby, ha visto la partecipazione di seicento giovanissimi giocatori che si sono divisi tra i due campi, celebrando una splendida festa del rugby profondamente improntata allo spirito di questo sport. E l’allenatore spera, a nome dei ragazzi di Librino, che il Comune di Catania possa dare a I Briganti Rugby Librino la possibilità di continuare il lavoro svolto fino ad ora mediante l’affidamento dell’impianto sportivo San Teodoro, poiché ‘rappresenterebbe un importante passo nella direzione del recupero sociale e culturale della periferia di Catania e avrebbe un duplice valore simbolico e concreto. Da una parte significherebbe restituire dignità a un’iniziativa di cittadinanza attiva e di democrazia dal basso che ha spinto decine di cittadini a farsi carico di un’opera incompiuta per trasformarla in un punto di riferimento per gli abitanti del quartiere, dall’altra parte permetterebbe di proseguire nell’attività di ristrutturazione dell’impianto, di richiedere alla Federazione Italiana Rugby un contributo economico per la sistemazione del campo da gioco e degli spogliatoi, di accedere ad eventuali bandi e finanziamenti del CONI e del Credito sportivo per la prosecuzione delle attività avviate e di destinare un luogo che negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento per Librino anche a nuove iniziative che coinvolgano in maniera sempre più ampia e partecipata soprattutto le nuove generazioni, finalmente vere protagoniste nella promozione dello sviluppo della nostra terra.

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